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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 315-bis codice civile: Diritti e doveri del figlio

Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito (1) e assistito moralmente dai genitori (2), nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.

 

Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti (3).

 

Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato (4) in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.

 

Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito (5), al mantenimento della famiglia finché convive con essa.


Commento

Obbligo di mantenimento: comprende non solo i bisogni primari nell’ambito della famiglia ma anche le spese necessarie per una personale vita di relazione e, soprattutto nel caso dei minori, per lo sviluppo psicofisico dei figli.

L’obbligo di mantenimento non viene automaticamente meno con il raggiungimento della maggiore età da parte del figlio, ma permane finché durano la possibilità, la necessità o l’opportunità familiare secondo il costume e finché egli non raggiunga la propria indipendenza economica. Se ciò è dovuto all'inerzia e all'ingiustificato rifiuto del figlio di svolgere un impiego lavorativo, l'obbligo di mantenimento da parte dei genitori viene meno.

 

(1) Le scelte relative all’educazione e all’istruzione dei figli fanno parte dei poteri inclusi nella responsabilità dei genitori e per tale motivo possono essere effettuate solo dai genitori medesimi sempre nel rispetto dell’interesse del figlio.

 

(2) L’obbligo di mantenimento è stato qualificato come un’obbligazione di risultato cui sono tenuti anche altri soggetti, oltre ai genitori, se questi non possono adempiere a tale dovere (per esempio i nonni).

L’obbligo di mantenimento dei figli e l’obbligo di contribuzione ai bisogni della famiglia riguardano i componenti del nucleo familiare e si fondano sul rapporto di solidarietà, da cui deriva anche l’altro obbligo, autonomo, di prestare gli alimenti, relativo al rapporto di parentela.

 

(3) La norma sottolinea incisivamente l’importanza del diritto del figlio al legame con i parenti e, fra questi, in particolare gli ascendenti, ai quali viene dedicata una norma specifica [317bis].

 

(4) L'ascolto del minore non rappresenta una mera formalità istruttoria ma è finalizzato alla effettiva considerazione delle esigenze espresse dal minore, essenziali nei processi decisionali che lo riguardano.

 

(5) Il legislatore si riferisce ai proventi dell’attività lavorativa eventualmente svolta dal figlio.

 

L’articolo in commento rappresenta la norma di riferimento per la disciplina dei doveri dei genitori verso i figli, rappresentati, nella prospettiva dei figli, quali diritti di questi verso i genitori.



 
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