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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 316-bis codice civile: Concorso nel mantenimento

I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli (1) in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità (2), sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli (3).

 

In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l’inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell’obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all’altro genitore o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l’istruzione e l’educazione della prole (4).

 

Il decreto, notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica.

 

L’opposizione è regolata dalle norme relative all’opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili.

 

Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento (5).


Commento

Lavoro professionale o casalingo: [v. 143].

 

Titolo esecutivo: è l'atto con cui viene accertato o costituito il diritto del creditore da realizzarsi in via esecutiva e da cui risulti un diritto di credito certo (nella sua esistenza), liquido (determinato nel suo ammontare) ed esigibile (non sottoposto né a condizione né a termine). Ai sensi del comma 2 dell’art. 474 c.p.c. sono titoli esecutivi: le sentenze, altri provvedimenti cui la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva (es.: i verbali di conciliazione e i decreti ingiuntivi), le cambiali e gli altri titoli di credito [v. 1992], gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale e le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute.

 

Opposizione: atto col quale il debitore o il terzo, i cui beni siano sottoposti al processo esecutivo, può opporsi all’esecuzione, contestando l’esistenza del diritto della parte istante a procedere o l’irregolarità degli atti esecutivi.

 

 

(1) L’obbligo di adempimento dei genitori si protrae fino alla completa autonomia dei figli.

 

(2) A seguito della riforma della filiazione, rileva anche la cd. parentela naturale [v. 74].

 

(3) L’obbligazione degli ascendenti ha carattere sussidiario poiché sorge quando i genitori non siano in grado di far fronte agli obblighi nei confronti dei figli. I genitori possono agire nei confronti degli ascendenti nel caso in cui essi non adempiano la loro obbligazione. Questa azione, invece, non può essere esercitata direttamente dai figli.

 

(4) Il comma 2 si riferisce alla violazione dell’obbligo di mantenimento nei confronti dei figli realizzata da parte di uno dei genitori o dagli ascendenti, nelle ipotesi in cui l’obbligo gravi su di loro.

 

(5) Le modificazioni o la revoca possono essere chieste solo per mutamenti sopravvenuti. La modificazione del provvedimento, ad esempio, potrebbe essere necessaria quando i genitori abbiano riacquistato la capacità, perlomeno parziale, di far fronte alle necessità dei figli. In tal caso va diminuita l’entità dell’obbligo cui sono tenuti, in via sussidiaria, gli ascendenti.

 

 

 



 
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