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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 321 codice civile: Nomina di un curatore speciale

In tutti i casi in cui i genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale, non possono o non vogliono compiere uno o più atti di interesse del figlio, eccedente l’ordinaria amministrazione, il giudice, su richiesta del figlio stesso, del pubblico ministero o di uno dei parenti che vi abbia interesse, e sentiti i genitori, può nominare al figlio un curatore speciale autorizzandolo al compimento di tali atti.


Commento

La norma si applica quando si verifica una situazione di impedimento parziale e temporaneo dei genitori ed è necessario realizzare con urgenza un atto eccedente l’ordinaria amministrazione nell’interesse del figlio. La situazione di impedimento parziale e temporaneo non deve essere confusa con quella di impossibilità o rifiuto del genitore, disciplinate dagli artt. 316 e 317.

 


Giurisprudenza annotata

Potestà genitoriale

Alla luce dell'art. 337 c.c., il g.t. deve rispettare la decisione sulla potestà resa dal giudice della separazione. Pur in presenza di una statuizione del giudice della separazione che affermi la possibilità per uno dei coniugi di portare in viaggio, con sé, i figli anche in Paesi non europei senza alcuna limitazione, il g.t. ed il T.m., in sede di reclamo, possono, ai fini dell'autorizzazione al rilascio del passaporto, effettuare una valutazione in merito alla pericolosità del viaggio da intraprendere.

Tribunale minorenni Bologna  20 ottobre 2013

 

 

Adozione

Pur se - di norma - la presenza di figli minori legittimi degli adottanti, non ancora capaci di discernimento in ragione della tenera età, costituisce un impedimento all'adozione di maggiorenne, nondimeno può farsi luogo a quest'ultima qualora si accerti, da un lato, la presenza di significativi e stabili legami tra l'adottando e la famiglia degli adottanti, pur in mancanza di qualsiasi consanguineità, e, dall'altro, la conformità all'interesse dei figli minori stessi, rappresentati in giudizio a mezzo di curatore speciale.

Corte appello Napoli  01 febbraio 2012

 

Nel procedimento di adozione, mentre il conflitto d'interessi tra minore e genitore è "in re ipsa", quello con il tutore è solo potenziale ed il relativo accertamento deve essere compiuto in astratto ed "ex ante" e non in concreto ed a posteriori, alla stregua degli atteggiamenti assunti dalle parti in causa; pertanto, deve escludersi che il tutore (nella specie un ente territoriale), pur se nominato nel corso del procedimento, versi sempre e comunque, anche soltanto potenzialmente, in conflitto d'interessi con il minore. (In applicazione del principio la Corte ha cassato la pronuncia della Corte d'appello, sezioni minori che aveva dichiarato la nullità del procedimento di primo grado per difetto di integrità del procedimento dovuta alla costituzione di un unico difensore nella duplice veste di legale del minore e del tutore).

Cassazione civile sez. I  14 luglio 2010 n. 16553  

 

Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità, la partecipazione del minore, necessaria fin dalla fase iniziale del giudizio, richiede la nomina di un curatore speciale soltanto qualora non sia stato nominato un tutore o questi non esista ancora al momento dell'apertura del procedimento, ovvero nel caso in cui sussista un conflitto d'intereressi, anche solo potenziale, tra il minore ed il suo rappresentante legale. Tale conflitto è ravvisabile in re ipsa nel rapporto con i genitori, portatori di un interesse personale ad un esito della lite diverso da quello vantaggioso per il minore, mentre nel caso in cui a quest'ultimo sia stato nominato un tutore il conflitto dev'essere specificamente dedotto e provato in relazione a circostanze concrete, in mancanza delle quali il tutore non solo è contraddittore necessario, ma ha una legittimazione autonoma e non condizionata, che può liberamente esercitare in relazione alla valutazione degli interessi del minore.

Cassazione civile sez. I  19 maggio 2010 n. 12290  

 

Nel procedimento di adozione, mentre il conflitto d'interessi tra minore e genitore è "in re ipsa", per incompatibilità anche solo potenziale delle rispettive posizioni, il conflitto d'interessi tra minore e tutore deve essere dedotto dal p.m. ovvero da uno dei soggetti indicati dall'art. 10 l. 28 marzo 2001 n. 149, ed accertato in concreto dal giudice, come idoneo a determinare la possibilità che il potere rappresentativo sia esercitato dal tutore in contrasto con l'interesse del minore; in tal caso, tuttavia, la denuncia, tendendo alla rimozione preventiva del conflitto, nonché alla immediata sostituzione del rappresentante legale con il curatore speciale dal momento in cui la situazione d'incompatibilità si è determinata, non può più essere prospettata nelle ulteriori fasi del giudizio al solo fine di conseguire la declaratoria di nullità degli atti processuali compiuti in seguito ad una situazione non denunciata.

Cassazione civile sez. I  26 marzo 2010 n. 7281  



 
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