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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 333 codice civile: Condotta del genitore pregiudizievole ai figli

Quando la condotta di uno o di entrambi i genitori non è tale da dare luogo alla pronuncia di decadenza prevista dall’articolo 330, ma appare comunque pregiudizievole al figlio, il giudice, secondo le circostanze può adottare i provvedimenti convenienti e può anche disporre l’allontanamento di lui dalla residenza familiare ovvero l’allontanamento del genitore o convivente che maltratta o abusa del minore.

Tali provvedimenti sono revocabili in qualsiasi momento (1).


Commento

(1) La revoca dei provvedimenti comporta il riacquisto automatico della responsabilità genitoriale e dell’usufrutto legale. Tuttavia, mentre nell’ipotesi dell’art. 333 la revoca opera con effetto retroattivo, la reintegrazione di cui all’art. 332 ha efficacia irretroattiva.

 


Giurisprudenza annotata

Potestà genitoriale

E' competente il Tribunale per i minorenni, chiamato a giudicare sul procedimento per la decadenza o la limitazione della responsabilità genitoriale, anche quando successivamente sia stato proposto giudizio di cessazione degli effetti civili del matrimonio tra gli stessi coniugi. Non rileva la nuova formulazione dell'art. 38 disp. att. c.c. (competenza del tribunale ordinario in materia di famiglia), che sancisce la forza attrattiva del giudizio ordinario, quando l'originario procedimento sia stato instaurato prima della novella disciplina.

Cassazione civile sez. VI  14 ottobre 2014 n. 21633  

 

I provvedimenti emessi in sede di volontaria giurisdizione, che dettino disposizioni per ovviare a una condotta dei genitori pregiudizievole ai figli, ai sensi dell'art. 333 c.c., in quanto privi dei caratteri della decisorietà e definitività in senso sostanziale, non sono impugnabili con il ricorso straordinario per cassazione di cui all'art. 111, comma 7, Cost., neppure se il ricorrente lamenti lesioni di situazioni aventi rilievo processuale, quali espressioni del diritto di azione, in quanto la pronuncia sull'osservanza delle norme che regolano il processo, disciplinano i presupposti, i modi e i tempi con i quali la domanda può essere portata all'esame del giudice, ha necessariamente la medesima natura dell'atto giurisdizionale cui il processo è preordinato e, pertanto, non può avere autonoma valenza di provvedimento decisorio e definitivo.

Cassazione civile sez. I  05 marzo 2014 n. 5097  

 

La competenza a conoscere delle questioni relative all’affidamento dei minori e alla potestà genitoriale degli stessi (quali le azioni previste agli art. 155, 317 bis e 333 c.c.) si radica di fronte all’autorità giudiziaria del luogo in cui si trova la residenza abituale dei minori. Non può invece radicarsi nel luogo in cui uno dei genitori, unilateralmente e senza consenso dell’altro genitore, abbia condotto i minori per sua scelta esclusiva, al fine di tutelare l’interesse superiore del minore, evitando che lo spostamento del medesimo da parte di un genitore si riveli arbitrario, assunto unilateralmente e comunque in modo strumentale al raggiungimento di una decisione favorevole nei suoi confronti.

Tribunale Milano  16 settembre 2013

 

Ai fini della individuazione del tribunale per i minorenni territorialmente competente in ordine ai provvedimenti diretti ad intervenire sulla potestà genitoriale ex artt. 330 e 333 cod. civ., deve aversi riguardo al luogo della dimora abituale del minore alla data della domanda. Nella individuazione in concreto del luogo di abituale dimora non può farsi riferimento ad un dato meramente quantitativo, rappresentato dalla prossimità temporale del trasferimento di residenza o dalla maggiore durata del soggiorno, essendo invece necessaria una prognosi sulla probabilità che la "nuova" dimora diventi l'effettivo e stabile centro di interessi del minore o sia un mero espediente per sottrarsi alla disciplina della competenza territoriale. (Nella specie, la S.C. ha escluso che lo spostamento della minore all'insaputa dell'altro genitore, avvenuto il giorno precedente all'introduzione del procedimento, fosse idoneo a modificare la competenza). Regola competenza d'ufficio

Cassazione civile sez. VI  19 luglio 2013 n. 17746  

 

 

Competenza

La competenza a conoscere della domanda di limitazione o decadenza dalla potestà dei genitori, introdotta prima della modifica del testo dell'art. 38 disp. att. cod. civ. disposta dall'art. 3 della legge 10 dicembre 2012, n. 219, rimane radicata presso il tribunale per i minorenni anche se nel corso del giudizio sia stata proposta, innanzi al tribunale ordinario, domanda di separazione personale dei coniugi o di divorzio, in ossequio al principio della "perpetuatio jurisdictionis" ed a ragioni di economia processuale che trovano fondamento anche nelle disposizioni costituzionali (art. 111 Cost.) e sovranazionali (art. 8 C.E.D.U. e art. 24 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea). Regola competenza

Cassazione civile sez. VI  14 ottobre 2014 n. 21633  



 
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