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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 337-octies codice civile: Poteri del giudice e ascolto del minore

Prima dell’emanazione, anche in via provvisoria, dei provvedimenti di cui all’articolo 337-ter, il giudice può assumere, ad istanza di parte o d’ufficio, mezzi di prova. Il giudice dispone, inoltre, l’ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento. Nei procedimenti in cui si omologa o si prende atto di un accordo dei genitori, relativo alle condizioni di affidamento dei figli, il giudice non procede all’ascolto se in contrasto con l’interesse del minore o manifestamente superfluo (1).

 

Qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 337-ter per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli.


Commento

(1) Nell'ipotesi in cui il giudice si trovi a omologare o a prendere atto di un accordo tra i genitori, non può procedere all’ascolto del minore se in contrasto con il suo interesse o manifestamente superfluo in applicazione dei principi generali, sanciti dalla riforma, sull’ascolto del minore.

Il decreto sulla filiazione ha sancito l’ascolto del minore come regola generale «nell’ambito dei procedimenti nei quali devono essere adottati provvedimenti che lo riguardano» [v. 336bis]; l’articolo in commento costituisce pertanto un’applicazione del principio.



 
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