Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 337-septies codice civile: Disposizioni in favore dei figli maggiorenni

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all’avente diritto (1).

Ai figli maggiorenni portatori di handicap grave si applicano integralmente le disposizioni previste in favore dei figli minori.

Commento

(1) La giurisprudenza ha chiarito che la previsione secondo la quale il versamento dell’assegno può avvenire direttamente all’avente diritto deve essere intesa quale esplicita ammissione della facoltà di intervento, nel giudizio di separazione, del figlio maggiorenne, cui viene, per tale via, riconosciuta una legittimazione diretta a conseguire il mantenimento; l’intervento in causa del figlio è quindi ammesso, come intervento volontario ex art. 105 c.p.c. o come intervento su istanza di parte ex art. 106 c.p.c., ma non trova alcuna ragione giustificativa in un’ipotesi di litisconsorzio necessario o in una posizione autonoma e incompatibile con quella del genitore che richiede l’accertamento. Al riguardo, rileva quanto sancito da alcune recenti pronunce: nel giudizio di separazione o di divorzio, in cui il genitore convivente con il figlio maggiorenne agisca per ottenere il rimborso di quanto versato per il mantenimento di questi ovvero la determinazione del contributo per il futuro, è ammissibile l’intervento anche del predetto figlio, per far valere un diritto relativo all’oggetto della controversia o eventualmente in via adesiva, trattandosi di posizioni giuridiche meritevoli di tutela ed intimamente connesse, che comportano la legittimazione ad agire (Cass. 4296/2012); invero, anche a seguito dell’introduzione dell’art. 155quinquies, sia il figlio, in quanto titolare del diritto al mantenimento, sia il genitore con lui convivente, in quanto titolare del diritto a ricevere il contributo dell’altro genitore alle spese necessarie per tale mantenimento, cui materialmente provvede, sono titolari di diritti autonomi, ancorché concorrenti, sicché sono entrambi legittimati a percepire l’assegno dall’obbligato (Cass. 25300/2013).

La norma ribadisce la non automaticità dell’obbligo di pagamento nei confronti dei figli maggiorenni e specifica che il figlio è l’unico destinatario dell’assegno.

 



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