Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 337-sexies codice civile: Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Dell’assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprietà (1). Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio (2). Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell’articolo 2643.

In presenza di figli minori, ciascuno dei genitori è obbligato a comunicare all’altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l’avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio. La mancata comunicazione obbliga al risarcimento del danno eventualmente verificatosi a carico del coniuge o dei figli per la difficolta’ di reperire il soggetto.

Commento

Casa familiare: è l’immobile nel quale i figli minori hanno vissuto con il padre e la madre, percependo che in tale luogo si è costituita la propria famiglia, a prescindere dalla natura del rapporto esistente tra i due genitori.

 

(1) Al riguardo la giurisprudenza ha precisato che il sacrificio imposto al coniuge proprietario, estromesso dalla casa coniugale assegnata al coniuge affidatario, deve essere adeguatamente considerato e non può essere protratto oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura (Cass. 18076/2014). Il giudice può disporre anche l’assegnazione parziaria della casa familiare, limitata ad una porzione dell’immobile ove tale soluzione sia esperibile in relazione del lieve grado di conflittualità coniugale e agevoli in concreto la condivisione della genitorialità e la conservazione dell’habitat domestico dei figli minori (Cass. 8580/2014).

 

(2) Il legislatore considera il nuovo matrimonio o la convivenza more uxorio del genitore sicuramente incompatibili con il prosieguo della convivenza con il figlio minore, comportando ciò il venir meno del diritto al godimento della casa familiare.

 

 

La norma sancisce il riferimento all’interesse esclusivo del minore anche nell’assegnazione della casa familiare; più precisamente, si distingue tra godimento, che trova ragione nell’esclusivo interesse del minore, e assegnazione, per la quale assumono rilevanza parametri economici e reali, quali l’eventuale titolo di proprietà.



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