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Art. 342-bis codice civile: Ordini di protezione contro gli abusi familiari

Quando la condotta del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell’altro coniuge o convivente, il giudice, su istanza di parte, può adottare con decreto uno o più dei provvedimenti di cui all’articolo 342-ter (1).

 

Commento

(1) Gli ordini di protezione possono riguardare anche i figli: se non viene meno il dovere dei genitori di istruire, mantenere ed educare i figli, tuttavia questi possono essere allontanati dalla casa familiare qualora la loro condotta, ingiustificatamente aggressiva e violenta e protratta nel tempo, sia idonea ad arrecare gravi danni ai genitori.


Giurisprudenza annotata

Libertà personale

Promosso il ricorso di cui all'art. 342 bis c.c., non è circostanza ostativa alla concessione dell'ordine di allontanamento coatto dalla casa familiare del coniuge violento il fatto che il coniuge abusato e la prole minore si siano, nelle more, rifugiati presso la famiglia di origine del coniuge ricorrente: in tale ipotesi, infatti, cessata la convivenza, nonostante l'allontanamento volontario dalla casa familiare del coniuge abusato, in attesa della definizione del procedimento, resta impregiudicato nel medesimo l'interesse all'ottenimento dell'invocato ordine di protezione.

Tribunale Bari  11 aprile 2013

 

In tema di allontanamento dalla casa familiare ex art. 342 bis e 342 ter c.c., nel bilanciamento di interessi contrapposti tra il marito allontanato e quelli delle vittime degli abusi familiari deve darsi nettamente la prevalenza a questi ultimi ad essere tutelati da ulteriori atti di aggressione e a vivere in un ambiente sereno e non contaminato da comportamenti vessatori e prevaricatori del familiare violento.

Tribunale Monza sez. IV  07 maggio 2012

 

La disposizione di cui all'art. 342 bis c.c. introduce nell'ordinamento uno strumento posto a tutela dell'integrità fisica o morale ovvero della libertà del coniuge: l'ordine di protezione disciplinato dalla norma in esame è atto a fornire adeguata e tempestiva protezione alla parte richiedente e va applicato ogniqualvolta siano posti in essere comportamenti aggressivi, violenti o comunque limitativi della libertà di un coniuge da parte dell'altro.

Tribunale Monza sez. IV  07 maggio 2012

 

 

Maltrattamenti in famiglia

I provvedimenti ex art. 342 bis e ss. c.c. possono essere emessi non solo allo scopo di interrompere situazioni di convivenza divenute ormai intollerabilmente conflittuali, ma anche di impedire e prevenire condotte antigiuridiche in ambito familiare ove le stesse possano aver luogo a prescindere dalla coabitazione, in quanto propiziate dalla vicinanza – in termini di rapporti e di luoghi di frequentazione – tra i coniugi.

Tribunale Salerno sez. I  13 aprile 2012

 

La condotta inosservante dell’obbligo coniugale di fedeltà, consistente nell’assunta relazione mantenuta dalla moglie mediante chat line con un altro uomo, ovvero la derivante violazione degli obblighi di assistenza morale materiale, non valgono in nessun modo ad integrare i presupposti richiesti dagli art. 342 bis e 342 ter c.c. per l'adozione dell’ordine di protezione contro abusi familiari, il quale ha come suo contenuto essenziale e indefettibile la severa misura dell'allontamento del coniuge responsabile dalla casa familiare; invero tale condotta non vale a configurare il "grave pregiudizio all'integrità morale" di un coniuge, ex art. 342 bis c.c., concetto che postula un "vulnus" alla dignità dell'individuo di entità non comune, o per la particolare delicatezza dei profili della dignità stessa concretamente incisi, o per le modalità dell'offesa arrecata.

Tribunale Salerno sez. I  20 maggio 2009

 

Nelle fattispecie di cd. violenza assistita, ove la vittima diretta dei maltrattamenti è il genitore e i figli vengono loro malgrado costretti ad assistervi, sussiste una sovrapposizione di competenze tra il giudice civile, adito ai sensi degli art. 342 ter c.c. e 736 bis c.p.c., e il Tribunale per i minorenni. Tale sovrapposizione di competenze non preclude al giudice civile di pronunciare - intervenuto decreto del Tribunale per i minorenni che dispone, ai sensi degli art. 333 e 336 c.c., l'allontanamento del genitore violento dalla casa familiare e l'affidamento del figlio minore - non solo l'allontanamento dalla casa familiare del medesimo genitore, ma anche la cessazione della condotta pregiudizievole, quale contenuto essenziale dell'ordine di protezione di cui agli art. 342 bis e 342 ter c.c.

Tribunale Piacenza  23 ottobre 2008

 

Sussistono i presupposti per l'applicazione dell'allontanamento dalla casa familiare ex art. 342 bis e 342 ter c.c. quando il marito, a seguito di un litigio, faceva cadere la moglie dalle scale procurandole lesioni. Il video riprendente tale grave episodio può essere prodotto dal marito nel giudizio previsto dall'art. 736 bis comma 3 c.p.c. quale prova a discolpa della violenza endofamiliare, ma è indice del clima decisamente invivibile all'interno della casa coniugale e che fa temere il verificarsi di fatti ancora più gravi.

Tribunale Monza sez. IV  28 febbraio 2012

 

 

Persona fisica

L'ordine di allontanamento può essere emesso anche se la convivenza tra i genitori del minore sia cessata, giacché in ambito familiare le condotte persecutorie e vessatorie possono manifestarsi al di là della effettiva coabitazione, atteso che la sussistenza di una relazione familiare porta i soggetti ad avere una vicinanza in termini di rapporti e di luoghi di frequentazione che può alimentare quella tipologia di condotte che con gli ordini di protezione si vuole evitare.

Tribunale minorenni Milano  03 dicembre 2010



 
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