codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 346 codice civile: Nomina del tutore e del protutore

Il giudice tutelare, appena avuta notizia del fatto da cui deriva l’apertura della tutela, procede alla nomina del tutore e del protutore (1).


Commento

(1) Il provvedimento con cui si procede alla nomina del tutore ha la forma di decreto motivato, che può essere sempre revocato o modificato, su iniziativa dello stesso giudice o su domanda di un interessato sia in base a vizi di legittimità che per motivi di opportunità.

 

La norma fa riferimento alla costituzione della tutela che coincide con il momento dell’emanazione del provvedimento di nomina da parte del giudice tutelare. La costituzione della tutela, pertanto, può essere distinta dalla sua apertura che si verifica, invece, come conseguenza automatica dei presupposti previsti dalla legge.


Giurisprudenza annotata

Adozione

Ritenuto che, dopo l'entrata in vigore della l. n. 149/2001, il giudizio di adottabilità di un minore ha, "ab initio", carattere contenzioso e che il minore, titolare di diritti azionabili, attinenti specificamente alla sua dignità di essere umano ed allo sviluppo della sua personalità, ha acquisito, a tutti gli effetti, la qualità di parte, con la conseguenza che al T.m. non può più riconoscersi la funzione generica di "difensore dei diritti" del minore ed al tempo stesso di giudice, il che nuocerebbe inevitabilmente alla sua terzietà, il minore deve avere un suo "difensore tecnico", nominato dal suo rappresentante legale; e ritenuto, ancora, che la normativa convenzionale di matrice internazionale sui diritti sostanziali e processuali del minore, seppur recepita nel nostro ordinamento per la sua valenza di base ed il suo significato promozionale, postula per la sua operatività concreta, in una materia di ampia rilevanza sociale come quella della tutela processuale del minore, una normativa nazionale di adattamento, l'applicazione immediata dell'art. 5 della convenzione di Strasburgo 25 gennaio 1996 (l. n. 77/2003) giustificherebbe la nomina di un "difensore del minore" da parte del giudice, vale a dire di un soggetto distinto rispetto al difensore nominato dal rappresentante legale del minore; e farebbe sì che, non avendo quest'ultimo capacità piena di rapportarsi al "suo" difensore, referente di questo non potrebbe che essere il giudice che lo ha nominato, giudice che diventerebbe, quindi, in sostanza, rappresentante di fatto del minore, in palese violazione dell'art. 111 cost. e dei principi sul giusto processo, che impongono inderogabilmente la terzietà e l'assoluta imparzialità del giudice.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3805

 

Con riferimento al procedimento per declaratoria dello stato di adottabilità, va esclusa la necessaria sussistenza di un conflitto di interessi tra la posizione del tutore e quella del minore, con la conseguenza che è valida la nomina da parte del primo di un difensore in favore del secondo.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3805  

 

In tema di adozione, la l. 28 marzo 2001 n. 149, che ha novellato la l. 4 maggio 1983 n. 184, non prevede la nomina necessaria di un curatore speciale al minore, il quale è rappresentato in giudizio dai genitori o dal tutore, perché il procedimento è unico e da subito contenzioso, essendo stata soppressa la fase dell'opposizione ex art. 17 l. n. 184 del 1983, con la conseguenza che il rappresentante legale è investito sin dall'inizio della rappresentanza del minore ed in tale qualità gli deve essere notificata la sentenza che dichiara l'adottabilità o il non luogo a provvedere ex art. 15 ss. della l. n. 184 del 1983, essendo egli legittimato all'eventuale impugnazione.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3804

 

 

Tutela e curatela

È inammissibile il ricorso per cassazione proposto ai sensi dell'art. 111 cost. contro il decreto con il quale il tribunale provveda in sede di reclamo avverso il provvedimento del giudice tutelare di revoca di un tutore, trattandosi di provvedimento che, adottato nell'ambito di un procedimento di volontaria giurisdizione, è privo del carattere della decisorietà, configurandosi come intervento di tipo ordinatorio ed amministrativo, insuscettibile di passare in cosa giudicata, essendo sempre revocabile e modificabile per la sopravvenienza di nuovi elementi di valutazione.

Cassazione civile sez. I  06 maggio 2010 n. 11019

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti