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Art. 357 codice civile: Funzioni del tutore

Il tutore ha la cura della persona del minore, lo rappresenta in tutti gli atti civili e ne amministra i beni.


Commento

Tutore: organo titolare della tutela. Più precisamente, si tratta della persona che esercita i poteri tipici della tutela nell’interesse del minore.

(1) La cura della persona del minore comprende l’obbligo di istruzione ed educazione, ma non quello di mantenimento. Il tutore, inoltre, è obbligato a salvaguardare la salute del minore, con le opportune scelte in materia di cure medico-chirurgiche. In relazione all’istruzione del minore il tutore deve attenersi alle direttive impartite dal giudice tutelare, anche se può presentare a quest’ultimo delle proposte sul merito, mentre, per quanto riguarda le scelte educative, possiede una maggiore libertà di decisione (che, però, non deve sconfinare nell’abuso dei poteri a lui riconosciuti).

(2) L’incarico attribuito al tutore ha carattere strettamente personale. Pertanto esiste la possibilità di delegare ad un terzo il compimento di specifici atti che dovrebbero essere realizzati dalla stesso tutore, ma non è assolutamente possibile la delega dell’intera posizione tutoria e dei poteri annessi.

(3) Il potere-dovere di rappresentanza del tutore è particolarmente ampio poiché comprende tutti gli atti civili, personali e patrimoniali, di ordinaria e di straordinaria amministrazione. Restano esclusi, però, tutti gli atti che costituiscano esercizio di diritti personalissimi.

Il tutore deve rappresentare il minore anche in giudizio ed ha il potere di farne valere i diritti sia nel processo penale che in quello civile. Più in particolare, il tutore ha il potere di costituirsi parte civile nell’interesse del minore nel processo penale, nonché quello di proporre querela quando si tratti di un minore che non abbia ancora compiuto il quattordicesimo anno di età.

(4) Quando non sussistano specifici limiti posti dal legislatore, il tutore può compiere tutti gli atti necessari alla conservazione del patrimonio o che ne garantiscano la produttività.

L’articolo sancisce il principio per cui il tutore è il soggetto responsabile della cura degli interessi del minore. Infatti i poteri connessi alla tutela sono esercitati autonomamente dal tutore, anche nel caso in cui la realizzazione dell’atto necessiti della preventiva autorizzazione del giudice.

 


Giurisprudenza annotata

Adozione

Nel procedimento di adozione, mentre il conflitto d'interessi tra minore e genitore è "in re ipsa", quello con il tutore è solo potenziale ed il relativo accertamento deve essere compiuto in astratto ed "ex ante" e non in concreto ed a posteriori, alla stregua degli atteggiamenti assunti dalle parti in causa; pertanto, deve escludersi che il tutore (nella specie un ente territoriale), pur se nominato nel corso del procedimento, versi sempre e comunque, anche soltanto potenzialmente, in conflitto d'interessi con il minore. (In applicazione del principio la Corte ha cassato la pronuncia della Corte d'appello, sezioni minori che aveva dichiarato la nullità del procedimento di primo grado per difetto di integrità del procedimento dovuta alla costituzione di un unico difensore nella duplice veste di legale del minore e del tutore).

Cassazione civile sez. I  14 luglio 2010 n. 16553  

 

Nel procedimento di adozione compete esclusivamente al rappresentante legale del minore la nomina di un avvocato per la difesa tecnica; tuttavia, qualora venga nominato, quale tutore, un avvocato, ai sensi dell'art. 86 c.p.c., egli può stare in giudizio personalmente, senza patrocinio di altro difensore, in rappresentanza del minore.

Cassazione civile sez. I  14 luglio 2010 n. 16553  

 

Dei provvedimenti di adozione incombe solo sul giudice di primo grado l'obbligo di ascoltare il minore, e non anche sul giudice di appello, tenuto solo a sentire il p.m. e le parti, nonché ad effettuare ogni opportuno accertamento.

Cassazione civile sez. I  14 giugno 2010 n. 14216  

 

Nel procedimento di adozione compete esclusivamente al rappresentante legale del minore la nomina di un avvocato che possa provvedere alla difesa tecnica dell'adottando.

Cassazione civile sez. I  14 giugno 2010 n. 14216  

 

Nel procedimento di adozione, compete esclusivamente al rappresentante legale del minore la nomina di un avvocato per la difesa tecnica: infatti il genitore, il tutore ovvero il curatore speciale hanno anche la relativa rappresentanza processuale, non essendo il potere di agire e resistere in giudizio disponibile autonomamente rispetto alla titolarità del bene della vita per il quale la tutela giurisdizionale venga postulata; inoltre, i due ruoli restano distinti, pur quando cumulati nel medesimo soggetto che abbia il titolo, richiesto dall'art. 82, comma 2, c.p.c., per esercitare la difesa tecnica.

Cassazione civile sez. I  14 giugno 2010 n. 14216  

 

Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità, la partecipazione del minore, necessaria fin dalla fase iniziale del giudizio, richiede la nomina di un curatore speciale soltanto qualora non sia stato nominato un tutore o questi non esista ancora al momento dell'apertura del procedimento, ovvero nel caso in cui sussista un conflitto d'intereressi, anche solo potenziale, tra il minore ed il suo rappresentante legale. Tale conflitto è ravvisabile in re ipsa nel rapporto con i genitori, portatori di un interesse personale ad un esito della lite diverso da quello vantaggioso per il minore, mentre nel caso in cui a quest'ultimo sia stato nominato un tutore il conflitto dev'essere specificamente dedotto e provato in relazione a circostanze concrete, in mancanza delle quali il tutore non solo è contraddittore necessario, ma ha una legittimazione autonoma e non condizionata, che può liberamente esercitare in relazione alla valutazione degli interessi del minore.

Cassazione civile sez. I  19 maggio 2010 n. 12290  

 

In tema di adozione, ai sensi dell'art. 10, comma 3, l. 4 maggio 1983 n. 184, avvenuta l'apertura del procedimento relativo all'accertamento dello stato di adottabilità, la competenza ad adottare, ove ne ricorrano le condizioni, il provvedimento di nomina, prima in via provvisoria e poi in via definitiva, del tutore al minore spetta al tribunale per i minorenni. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato il provvedimento del giudice tutelare, avente ad oggetto la nomina del tutore ad un minore, risultando già, al momento della sua emanazione, il procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità).

Cassazione civile sez. I  31 marzo 2010 n. 7941  



 
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