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Art. 360 codice civile: Funzioni del protutore

Il protutore rappresenta il minore nei casi in cui l’interesse di questo è in opposizione con l’interesse del tutore.

Se anche il protutore si trova in opposizione d’interessi col minore, il giudice tutelare nomina un curatore speciale (1).

Il protutore è tenuto a promuovere la nomina di un nuovo tutore nel caso in cui il tutore è venuto a mancare o ha abbandonato l’ufficio (2). Frattanto egli ha cura della persona del minore, lo rappresenta e può fare tutti gli atti conservativi e gli atti urgenti di amministrazione (3).


Commento

Protutore: organo stabile della tutela, di nomina necessaria. La necessità della nomina è giustificata dalla funzione che il protutore è chiamato a svolgere, cioè quella di subentrare al tutore nei casi di conflitto di interessi fra questi e il minore. La funzione di quest’organo, pertanto, è quella di garantire anche in queste ipotesi la realizzazione degli interessi del minore.

(1) Al curatore si applicano tutte le disposizioni che riguardano l’esercizio delle funzioni del tutore.

(2) Il protutore deve attivarsi nel caso di morte del tutore e in tutti gli altri casi in cui quest’ultimo sia colpito da un impedimento durevole ad esercitare la propria funzione.

(3) Si tratta degli atti finalizzati alla custodia e alla vigilanza del patrimonio.


Giurisprudenza annotata

Amministrazione di sostegno

Pur nel silenzio della legge, la nomina di un coammministratore di sostegno deve ritenersi ammissibile e ciò alla luce della ratio che presiede al sistema di protezione delle persone prive di autonomia, tutta imperniata sulla cura e sulla tutela degli interessi della persona del beneficiario. Tale giudiziale facoltà resta tuttavia subordinata all’esistenza, in concreto, di particolari esigenze che giustifichino la nomina stessa, come, ad esempio, quella di evitare l’insorgenza (ovvero il procrastinarsi) di un conflitto di interesse tra beneficiario ed amministratore (cfr. l’art. 360 c.c.), come pure quella riscontrabile allorché il familiare più idoneo ad occuparsi della cura ed assistenza della persona non disponga tuttavia delle competenze specifiche necessarie alla gestione della sfera patrimoniale del beneficiario (Nel caso di specie, era stata richiesta la nomina amministratore di sostegno nonché di un coammministratore per i profili patrimoniali, entrambi a favore di soggetto psichicamente debole, del tutto privo di patrimonio ed unicamente titolare di pensione di invalidità. In applicazione del principio di cui in massima, il giudice tutelare ha disposto la nomina di un unico amministratore).

Tribunale Modena sez. II  16 giugno 2014

 

 

Adozione

Ritenuto che, dopo l'entrata in vigore della l. n. 149/2001, il giudizio di adottabilità di un minore ha, "ab initio", carattere contenzioso e che il minore, titolare di diritti azionabili, attinenti specificamente alla sua dignità di essere umano ed allo sviluppo della sua personalità, ha acquisito, a tutti gli effetti, la qualità di parte, con la conseguenza che al T.m. non può più riconoscersi la funzione generica di "difensore dei diritti" del minore ed al tempo stesso di giudice, il che nuocerebbe inevitabilmente alla sua terzietà, il minore deve avere un suo "difensore tecnico", nominato dal suo rappresentante legale; e ritenuto, ancora, che la normativa convenzionale di matrice internazionale sui diritti sostanziali e processuali del minore, seppur recepita nel nostro ordinamento per la sua valenza di base ed il suo significato promozionale, postula per la sua operatività concreta, in una materia di ampia rilevanza sociale come quella della tutela processuale del minore, una normativa nazionale di adattamento, l'applicazione immediata dell'art. 5 della convenzione di Strasburgo 25 gennaio 1996 (l. n. 77/2003) giustificherebbe la nomina di un "difensore del minore" da parte del giudice, vale a dire di un soggetto distinto rispetto al difensore nominato dal rappresentante legale del minore; e farebbe sì che, non avendo quest'ultimo capacità piena di rapportarsi al "suo" difensore, referente di questo non potrebbe che essere il giudice che lo ha nominato, giudice che diventerebbe, quindi, in sostanza, rappresentante di fatto del minore, in palese violazione dell'art. 111 cost. e dei principi sul giusto processo, che impongono inderogabilmente la terzietà e l'assoluta imparzialità del giudice.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3805

 

Ritenuto che il minore è titolare di diritti azionabili, attinenti specificamente alla sua dignità di essere umano ed allo sviluppo della sua personalità, il procedimento sulla sua adottabilità, che ha, ex l. n. 149/2001, "ab initio" carattere contenzioso, deve fin dalla sua apertura svolgersi garantendo al minore - che è parte, a tutti gli effetti, del giudizio e che può avanzare personali, concrete, dirette richieste attinenti alla sua migliore salvaguardia sostanziale e processuale - un'assistenza legale vera e propria per il tramite del suo rappresentante, o, in caso di conflitto di interessi, di un curatore speciale, soggetti ai quali compete la nomina di un difensore tecnico. Al rappresentante legale va, quindi, notificata la sentenza di adottabilità od il non luogo a procedere, essendo egli legittimato ad impugnare la decisione.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3805  

 

Con riferimento al procedimento per declaratoria dello stato di adottabilità, va esclusa la necessaria sussistenza di un conflitto di interessi tra la posizione del tutore e quella del minore, con la conseguenza che è valida la nomina da parte del primo di un difensore in favore del secondo.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3805  

 

In seno al giudizio sull'adottabilità di un minore, qualora a quest'ultimo venga nominato quale tutore un ente territoriale, deve escludersi, in linea di principio, che l'ente sia, anche potenzialmente, sempre e comunque in conflitto di interessi con il minore: un conflitto in tal senso, che in concreto potrebbe, tuttavia, verificarsi se la politica assistenziale dell'ente privilegiasse l'affidamento familiare e non la adozione, va peraltro dimostrato con motivazione, ampia, specifica e concreta.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3805  

 



 
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