Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 361 codice civile: Provvedimenti urgenti

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Prima che il tutore o il protutore abbia assunto le proprie funzioni, spetta al giudice tutelare di dare, sia d’ufficio sia su richiesta del pubblico ministero, di un parente o di un affine del minore, i provvedimenti urgenti che possono occorrere per la cura del minore o per conservare e amministrare il patrimonio. Il giudice può procedere, occorrendo, all’apposizione dei sigilli, nonostante qualsiasi dispensa.

Commento

La norma si applica al periodo di tempo che va dall’apertura della tutela fino all’assunzione delle funzioni da parte del tutore (che avviene con la prestazione del giuramento). Essa ha la funzione di assicurare una continuità nell’esercizio della responsabilità genitoriale sul minore, al fine di garantire la costante tutela dei suoi interessi.

Giurisprudenza annotata

Tutela e curatela

Nel nostro ordinamento è operativo un principio di ordine generale, in forza del quale ogni qualvolta una persona si trovi, per causa anche transitoria, nell'incapacità di provvedere ai propri interessi è legittimo l'intervento del giudice tutelare che conferisca a un terzo, in via provvisoria, poteri di rappresentanza "ad acta".

Tribunale Reggio Calabria  06 febbraio 2004

 

Nel procedimento per la rimozione del tutore di un interdetto, ove non vi siano da affrontare e decidere questione d'ordine patrimoniale e qualora le condizioni dell'interdetto lo permettano, devono ritenersi consentiti al g.t., anche in difetto di un'espressa previsione testuale, l'audizione e l'esame diretto dell'incapace, potendosi desumere anche da tale audizione e da tale esame elementi di valutazione e giudizio sull'operato del tutore: a prescindere, infatti, dall'assoluto rispetto dovuto da ogni soggetto privo del tutto, per assai gravi patologie, della capacità di intendere e di volere, poiché esistono condizioni pur permanenti di infermità mentale che, sebbene compromettano la capacità del soggetto di provvedere in modo autonomo ed adeguato alla cura dei propri interessi, non escludono affatto una capacità di relazione ed una pur ridotta capacità di intendere e di volere, è necessario e doveroso che, ogni qual volta sia possibile, specie in ciò che attiene alla sfera personale del malato, le aspirazioni dell'interdetto trovino voce e considerazione, allo scopo di consentirgli di contribuire alle scelte relative alla propria vita ed alla gestione della propria tutela; le norme sull'interdizione - norme di protezione e non norme penalizzanti o, peggio, punitive - vanno, in vero, interpretate ed applicate in maniera non ultronea, non conforme ai valori costituzionali della tutela giudiziaria

Tribunale Reggio Calabria  12 luglio 1999

 

 



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