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Art. 377 codice civile: Atti compiuti senza l’osservanza delle norme dei precedenti articoli

Gli atti compiuti senza osservare le norme dei precedenti articoli (1) possono essere annullati su istanza del tutore o del minore o dei suoi eredi o aventi causa.


Commento

(1) L’autorizzazione del tribunale richiesta dall’art. 375 deve essere data dopo avere raccolto il parere del giudice tutelare. Il decreto del tribunale emanato senza il rispetto di tale procedura deve essere ritenuto nullo, con la conseguente annullabilità del negozio posto in essere successivamente dallo stesso tutore.

 


Giurisprudenza annotata

Compromesso ed arbitrato

In tema di arbitrato irrituale, ove la pronuncia arbitrale esplichi i suoi effetti nella sfera giuridica di un soggetto incapace, l'eccezione di annullabilità della nomina dell'arbitro conseguente alla mancanza dell'autorizzazione del tribunale di cui all'art. 375, comma 1, n. 4, c.c. - trovando corrispondenza in un diritto contrario che potrebbe essere fatto valere in via di azione autonoma - ha natura di eccezione in senso stretto e deve, pertanto, essere proposta nei termini per la costituzione delle parti o in quelli concessi dal giudice ai sensi dell'art. 183 c.p.c., nella formulazione introdotta dalla l. 26 novembre 1990 n. 353.

Cassazione civile sez. III  01 dicembre 2009 n. 25268  

 

 

Interdizione ed inabilitazione

In considerazione del tenore letterale e della "ratio" di cui all'art. 374 c.c., al tutore è fatto divieto - senza autorizzazione del giudice tutelare - di iniziare "ex novo" giudizi a nome della persona tutelata, ma non di proseguire quelli che la stessa abbia personalmente promosso in epoca antecedente al provvedimento di interdizione, non ricorrendo in tale ipotesi la necessità di compiere la preventiva valutazione in ordine all'interesse e al rischio economico per il tutelato, in quanto già compiuta dall'interessato prima della perdita della capacità. Pertanto, poiché l'appello si atteggia come prosecuzione del giudizio per la realizzazione dello stesso interesse perseguito dal tutelato con l'atto introduttivo del giudizio, il tutore è legittimato a proporre la relativa impugnazione senza autorizzazione.

Cassazione civile sez. II  21 dicembre 2004 n. 23647  

 

 

Tutela e curatela

Nell'ipotesi in cui il tutore abbia promosso un giudizio nell'interesse dell'incapace senza l'autorizzazione prescritta dall'art. 374, n. 5, c.c., si determina un vizio di legittimazione processuale che determina la radicale nullità dell'intero giudizio, e non attenendo a materia disponibile, deve essere rilevato, anche d'ufficio, dal giudice. L'autorizzazione, infatti, è un presupposto necessario per la regolare costituzione del rapporto processuale, e pertanto colui che ha promosso il giudizio qualificandosi rappresentante legale dell'incapace ha l'onere della prova dell'autorizzazione, quale presupposto della propria legittimazione all'esercizio delle facoltà processuali.

Cassazione civile sez. II  21 luglio 2003 n. 11344  

 

Nella controversia promossa nei confronti del curatore speciale del minore, nominato ai sensi dell'art. 320 comma ult.c.c., con riguardo a contratto che il primo abbia stipulato in nome e per conto del secondo, l'eventuale invalidità dell'autorizzazione richiesta per detta stipulazione (nella specie, sotto il profilo che competeva al tribunale e non al giudice tutelare, trattandosi di negozio di straordinaria amministrazione) può essere fatta valere come ragione di annullabilità (relativa) dell'atto, ai sensi e nei limiti di cui agli art. 322 e 377 c.c., ma non incide sulla rappresentanza processuale del curatore medesimo, e, pertanto, non è invocabile come causa di nullità del giudizio.

Cassazione civile sez. I  18 febbraio 1985 n. 1357  



 
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