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Art. 379 codice civile: Gratuità della tutela

L’ufficio tutelare è gratuito.

Il giudice tutelare tuttavia, considerando l’entità del patrimonio e le difficoltà dell’amministrazione, può assegnare al tutore (1) un’equa indennità. Può altresì, se particolari circostanze lo richiedono, sentito il protutore, autorizzare il tutore a farsi coadiuvare nell’amministrazione, sotto la sua personale responsabilità, da una o più persone stipendiate.


Commento

(1) La norma non si riferisce anche al protutore per il fatto che la sua opera in favore del minore è puramente eventuale. Pertanto, nel caso in cui il protutore subentri al posto del tutore, percepirà l’indennità spettante a quest’ultimo mentre, nel caso in cui non sia chiamato a svolgere alcuna attività, non vi è ragione per la corresponsione di un’indennità.

 

 

La tutela è gratuita anche quando al tutore è corrisposta un'indennità; quest'ultima, infatti, non deve essere considerata come una retribuzione per l’opera prestata ma come un rimborso delle spese sostenute e dei mancati guadagni del soggetto che non ha avuto la possibilità di dedicarsi pienamente alla cura dei propri interessi.


Giurisprudenza annotata

Filiazione

In materia di filiazione naturale, il diritto al rimborso delle spese a favore del genitore che ha provveduto al mantenimento del figlio fin dalla nascita, ancorché trovi titolo nell'obbligazione legale di mantenimento imputabile anche all'altro genitore, ha natura in senso lato indennitaria, in quanto diretto ad indennizzare il genitore, che ha riconosciuto il figlio, degli esborsi sostenuti da solo per il mantenimento della prole. Ne consegue che il giudice di merito, ove l'importo non sia altrimenti quantificabile nel suo preciso ammontare, legittimamente provvede, per le somme dovute dalla nascita fino alla pronuncia, secondo equità trattandosi di criterio di valutazione del pregiudizio di portata generale, fermo restando che, essendo la richiesta di indennizzo assimilabile ad un'azione di ripetizione dell'indebito, gli interessi, in assenza di un precedente atto stragiudiziale di costituzione in mora, decorrono dalla data della domanda giudiziale. Rigetta, App. Brescia, 01/03/2012

Cassazione civile sez. I  22 luglio 2014 n. 16657  

 

Il rimborso delle spese spettanti al genitore che ha provveduto al mantenimento del figlio fin dalla nascita, ancorché trovi titolo nell'obbligazione legale di mantenimento imputabile anche all'altro genitore, ha natura in senso lato indennitaria e poiché è principio generale (desumibile da varie norme, quali ad esempio gli art. 379 comma 2, 2054, 2047 c.c.) che l'equità costituisca criterio di valutazione del pregiudizio non solo in ipotesi di responsabilità extracontrattuale ma anche quando la legge si riferisca in genere ad indennizzi o indennità, il giudice di merito può utilizzare il criterio equitativo per determinare le somme dovute a titolo di rimborso tutte le volte in cui non sia possibile pervenire ad una esatta determinazione dell'importo dovuto.

Tribunale Sulmona  26 novembre 2012 n. 490  

 

In materia di dichiarazione giudiziale di paternità e maternità naturale, il rimborso delle spese spettanti al genitore che ha provveduto al mantenimento del figlio fin dalla nascita, ancorché trovi titolo nell'obbligazione legale di mantenimento imputabile anche all'altro genitore, ha natura in senso lato indennitaria, essendo diretta ad indennizzare il genitore, che ha riconosciuto il figlio, a causa degli esborsi sostenuti da solo per il mantenimento della prole; poiché è principio generale (desumibile da varie norme, quali ad esempio gli art. 379, comma 2, 2054, 2047 c.c.) che l'equità costituisca criterio di valutazione del pregiudizio non solo in ipotesi di responsabilità extracontrattuale ma anche quando la legge si riferisca in genere ad indennizzi o indennità, il giudice di merito può utilizzare il criterio equitativo per determinare le somme dovute a titolo di rimborso.

Cassazione civile sez. I  01 ottobre 1999 n. 10861  

 

 

Tutela e curatela

Il decreto camerale di liquidazione di spese od indennità in favore del tutore dell'interdetto, nella parte in cui risolva questioni inerenti alla spettanza ed entità dei relativi crediti, ha natura decisoria e, pertanto, non si sottrae all'obbligo della motivazione (la cui inosservanza, ove si tratti di provvedimento reso in esito a reclamo, è denunciabile con ricorso per cassazione a norma dell'art. 111 Cost.).

Cassazione civile sez. I  04 luglio 1991 n. 7355  

 

È manifestamente infondata - in riferimento all'art. 3 cost. - la questione di legittimità costituzionale dell'art. 379 comma 2 c.c., nella parte in cui non prevede a favore del tutore, che presta al suo pupillo assistenza personale particolarmente gravosa, l'indennità che la detta norma prevede invece a favore del tutore in considerazione delle difficoltà dell'amministrazione del patrimonio.

Corte Costituzionale  06 dicembre 1988 n. 1073  

 

L'indennità riconosciuta al tutore provvisorio, in forza di potere discrezionale del giudice tutelare ai sensi dell'art. 379 c.c., è per definizione un'indennità che viene riconosciuta in relazione alla qualità ed all'entità dell'opera prestata, qualora il patrimonio del tutelato ne abbia la capienza e soprattutto non in base ad alcuna tariffa professionale (nella specie quella forense), ma in base a criteri di valutazione autonomi.

Tribunale Milano  20 settembre 2002

 

 

Amministrazione di sostegno

La funzione dell’indennità corrisposta ex art. 379 c.c., non rientra nel novero dei compensi a carattere retributivo, posto che non viene applicato il criterio della proporzionalità (art. 36 cost.) ma quello dell’equità e della ragionevolezza e tenuto conto del fatto che la somma concessa all’amministratore non lo “paga” delle attività svolte ma delle attività “perdute”, nel senso che lo ristora di un pregiudizio al patrimonio (tant’è che i parametri liquidatori previsti dall’art. 379 c.c. non sono l’attività e l’impegno del rappresentante, ma il patrimonio e la situazione economica del rappresentato). Da qui, dunque, l’inclusione dell’importo nell’ambito delle indennità a carattere non retributivo.

Tribunale Varese  20 marzo 2012

 

All’amministratore di sostegno deve essere corrisposta un’equa indennità connessa in via primaria alle esigenze di cura e di tutela della persona, in via secondaria all’entità del patrimonio a alle difficoltà incontrate nell’amministrazione dello stesso, alla durata dell’incarico, ai risultati conseguiti. La suddetta corresponsione deve conseguire all’approvazione da parte del giudice della relazione e del rendiconto finale dell’amministratore di sostegno.

Tribunale Modena  23 novembre 2005

 



 
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