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Art. 392 codice civile: Curatore dell’emancipato

Curatore del minore sposato con persona maggiore di età è il coniuge.
Se entrambi i coniugi sono minori di età, il giudice tutelare può nominare un unico curatore, scelto preferibilmente fra i genitori.
Se interviene l’annullamento per una causa diversa dall’età, o lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio o la separazione personale, il giudice tutelare nomina curatore uno dei genitori, se idoneo all’ufficio, o in mancanza, altra persona. Nel caso in cui il minore contrae successivamente matrimonio, il curatore lo assiste altresì negli atti previsti nell’articolo.


Commento

Curatore dell’emancipato: soggetto cui viene conferito l’ufficio di diritto privato della curatela. Egli è preposto ad integrare la volontà del minore emancipato assistendolo nel compimento degli atti di straordinaria amministrazione. L’ufficio è obbligatorio e gratuito; non si prevede la possibilità di riconoscere al curatore un’indennità in analogia con quanto disposto per il tutore, poiché si tratta di una norma eccezionale applicabile solo al caso per cui è espressamente prevista. Il curatore, inoltre, non ha il potere di rappresentare il minore e di amministrarne il patrimonio; ne deriva che egli non è responsabile dei danni arrecati a terzi dall’emancipato.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Adozione

Ritenuto che, dopo l'entrata in vigore della l. n. 149/2001, il giudizio di adottabilità di un minore ha, "ab initio", carattere contenzioso e che il minore, titolare di diritti azionabili, attinenti specificamente alla sua dignità di essere umano ed allo sviluppo della sua personalità, ha acquisito, a tutti gli effetti, la qualità di parte, con la conseguenza che al T.m. non può più riconoscersi la funzione generica di "difensore dei diritti" del minore ed al tempo stesso di giudice, il che nuocerebbe inevitabilmente alla sua terzietà, il minore deve avere un suo "difensore tecnico", nominato dal suo rappresentante legale; e ritenuto, ancora, che la normativa convenzionale di matrice internazionale sui diritti sostanziali e processuali del minore, seppur recepita nel nostro ordinamento per la sua valenza di base ed il suo significato promozionale, postula per la sua operatività concreta, in una materia di ampia rilevanza sociale come quella della tutela processuale del minore, una normativa nazionale di adattamento, l'applicazione immediata dell'art. 5 della convenzione di Strasburgo 25 gennaio 1996 (l. n. 77/2003) giustificherebbe la nomina di un "difensore del minore" da parte del giudice, vale a dire di un soggetto distinto rispetto al difensore nominato dal rappresentante legale del minore; e farebbe sì che, non avendo quest'ultimo capacità piena di rapportarsi al "suo" difensore, referente di questo non potrebbe che essere il giudice che lo ha nominato, giudice che diventerebbe, quindi, in sostanza, rappresentante di fatto del minore, in palese violazione dell'art. 111 cost. e dei principi sul giusto processo, che impongono inderogabilmente la terzietà e l'assoluta imparzialità del giudice.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3805  

 

Con riferimento al procedimento per declaratoria dello stato di adottabilità, va esclusa la necessaria sussistenza di un conflitto di interessi tra la posizione del tutore e quella del minore, con la conseguenza che è valida la nomina da parte del primo di un difensore in favore del secondo.

Ritenuto che il minore è titolare di diritti azionabili, attinenti specificamente alla sua dignità di essere umano ed allo sviluppo della sua personalità, il procedimento sulla sua adottabilità, che ha, ex l. n. 149/2001, "ab initio" carattere contenzioso, deve fin dalla sua apertura svolgersi garantendo al minore - che è parte, a tutti gli effetti, del giudizio e che può avanzare personali, concrete, dirette richieste attinenti alla sua migliore salvaguardia sostanziale e processuale - un'assistenza legale vera e propria per il tramite del suo rappresentante, o, in caso di conflitto di interessi, di un curatore speciale, soggetti ai quali compete la nomina di un difensore tecnico. Al rappresentante legale va, quindi, notificata la sentenza di adottabilità od il non luogo a procedere, essendo egli legittimato ad impugnare la decisione.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3804

 

In seno al giudizio sull'adottabilità di un minore, qualora a quest'ultimo venga nominato quale tutore un ente territoriale, deve escludersi, in linea di principio, che l'ente sia, anche potenzialmente, sempre e comunque in conflitto di interessi con il minore: un conflitto in tal senso, che in concreto potrebbe, tuttavia, verificarsi se la politica assistenziale dell'ente privilegiasse l'affidamento familiare e non la adozione, va peraltro dimostrato con motivazione, ampia, specifica e concreta.

Cassazione civile sez. I  17 febbraio 2010 n. 3804

 

 

Concorsi

È legittima l'esclusione da una pubblica selezione di concorrente di età inferiore ai 18 anni, essendo irrilevante la dedotta condizione di minore emancipato per matrimonio, sia perché essa non equipara il soggetto al maggiorenne, in quanto sottoposto a curatela del coniuge ex art. 392 c.c. e quindi abilitato solo agli atti di ordinaria amministrazione, il che non lo rende capace a tutti gli atti da compiere quale incaricato di pubblico servizio, sia perché l'avviso di selezione, richiedendo il pieno godimento dei diritti civili e politici, non consente né all'emancipato né, comunque, al minore di 18 anni la partecipazione.

T.A.R. Trieste (Friuli-Venezia Giulia)  22 marzo 2006 n. 192

 



 
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