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Art. 404 codice civile: Amministrazione di sostegno

La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio (1).


Commento

Persona (beneficiario dell’amministrazione di sostegno): soggetto che si trovi nell’impossibilità anche transitoria di esercitare i propri diritti o in condizioni di abituale infermità di mente per le quali non sia necessario procedere all’interdizione.

Amministratore di sostegno: persona che, tenendo conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario della misura di protezione, presta la sua assistenza nel compimento di determinati atti.

 

(1) L’amministrazione di sostegno è una facoltà e non un obbligo del destinatario: il legislatore ha preferito dare rilievo alla libertà di scelta dell’interessato e dei suoi familiari a conferma del carattere protettivo della misura. Peraltro, il giudice, in presenza di una richiesta di nomina dell’amministratore deve provvedere attraverso la scelta della misura più idonea (tra amministrazione di sostegno, interdizione, inabilitazione) e non può non adottare alcuna misura.

 

 

Il presupposto dell’applicazione dell'amministrazione di sostegno consiste nella riduzione dell’autonomia nell’esplicazione delle funzioni e degli atti della vita quotidiana, a prescindere dalle cause e dalle conseguenze.

 


Giurisprudenza annotata

Amministrazione di sostegno

L’elencazione dei soggetti attivamente legittimati alla presentazione del ricorso per nomina di ads ha natura tassativa, quindi non incrementabile con l’interpretazione, di talché i figliastri non possono farsi ricomprendersi nella categoria dei “parenti entro il quarto grado” del beneficiario, poiché la parentela è “il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite”, a prescindere dal legame di coniugio (art. 78 c.c.) (Nel caso di specie, il ricorso per ads veniva proposto dalle figliastre, nate dalla precedente unione dell’attuale coniuge di secondo letto del beneficiario. In applicazione del principio di cui in massima, il GT ha rigettato il ricorso per difetto di legittimazione attiva, nel contempo trasmettendo gli atti al p.m.sede per l’eventuale ricorso di questi)

Tribunale Modena sez. II  09 luglio 2014

 

L’elencazione dei soggetti attivamente legittimati alla presentazione del ricorso per nomina di ads ha natura tassativa, quindi non incrementabile con l’interpretazione, di talché le Case protette private non possono intendersi quali “responsabili dei servizi sanitari e sociali” (Nel caso di specie, il ricorso veniva proposto dal responsabile di una Casa protetta facente capo ad una Parrocchia. In applicazione del principio di cui in massima, il GT ha rigettato il ricorso per difetto di legittimazione attiva, nel contempo trasmettendo gli atti al p.m.sede per l’eventuale ricorso di questi).

Tribunale Modena sez. II  07 luglio 2014

 

 

L’età avanzata non può essere, di per sé stessa, presupposto fondante un provvedimento di amministrazione di sostegno (Nel caso di specie, trattavasi di ottuagenaria in buone condizioni psicofisiche, ospitata in una struttura per anziani. In applicazione del principio di cui in massima, il GT ha rigettato il ricorso per ads proposto dai figli in difetto dei presupposti normativi di attivazione della misura di protezione ex art. 404 c.c.).

 

Tribunale Modena sez. II  03 luglio 2014

 

La mera presenza di debiti, non accompagnata da incapacità gestionale del patrimonio ascrivibile a disabilità psicofisica, non giustifica di per sé la nomina di un amministratore di sostegno (Nel caso di specie, un trentaseienne, ben orientato nello spazio e nel tempo, aveva chiesto la nomina di ads per sé medesimo “per il supporto nella gestione economica, pianificazione di rientro debiti, condivisione supporto del progetto assistenziale”. In applicazione del principio di cui in massima, il GT ha rigettato il ricorso per difetto dei presupposti normativi di attivazione della misura di protezione ex art. 404 c.c.).

Tribunale Modena sez. II  18 giugno 2014

 

Qualora un giovane, oggi appena maggiorenne, dedito dall'età di 15 anni all'uso costante di stupefacenti, irritabile e talora violento con i familiari più stretti, più volte ricoverato, con assai scarso successo, presso alcune comunità di recupero, privo di amici e di interessi, abulico e rassegnato, ma con ambizioni deliranti e megalomanie, costantemente denegante ogni suo stato patologico, reduce da un duplice tentativo suicidario, sordo ad ogni contatto tentato da amici e conoscenti, insensibile ad ogni terapia farmacologica più volte tentata, abbia ad un tratto mutato ogni suo atteggiamento negativo, accettando e praticando con cura perfino il percorso disintossicante prescrittogli, apparendo socievole, sereno, equilibrato, ottimista, ed affermando di sentirsi bene in salute, senza mai tentare la fuga dal luogo di cura, e senza manifestare più alcuna ripulsa o violenza verso i familiari, ad un giovane siffatto, malgrado il principio prevalente - anche perché corroborato da una giurisprudenza di legittimità e di merito ormai maggioritaria pressoché concorde - che l'amministrazione di sostegno non può essere formalmente instaurata prima che abbiano a manifestarsi le condizioni patologiche o di irregolarità richieste dalla legge, può e deve, nel preminente e del tutto poziore interesse del beneficiario, essere assegnato un amministratore di sostegno, con poteri, peraltro, ben definiti e limitati anche nel tempo dal g.t., allo scopo di prevenire tempestivamente ricadute improvvise, ma del tutto prevedibili ed assai frequenti in una situazione pregressa del tutto recente come quella supra descritta, tanto più qualora ad essere nominata amministratore di sostegno sia la madre, per tanti, intuibili motivi elemento di sicuro affidamento anche perché convivente con l'interessato

Tribunale Modena sez. II  24 febbraio 2014

 

 

Capacità della persona fisica.

In caso di persona priva, in tutto o in parte, di autonomia, il giudice, ai sensi dell'art. 404 c.c., è tenuto, in ogni caso, a nominare un amministratore di sostegno poiché la discrezionalità attribuita dalla norma ha ad oggetto solo la scelta della misura più idonea (amministrazione di sostegno, inabilitazione, interdizione), e non anche la possibilità di non adottare alcuna misura, che comporterebbe la privazione, per il soggetto incapace, di ogni forma di protezione dei suoi interessi, ivi compresa quella meno invasiva. Cassa con rinvio, App. Genova, 08/08/2011

Cassazione civile sez. VI  18 giugno 2014 n. 13929  



 
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