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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 416 codice civile: Interdizione e inabilitazione nell’ultimo anno di minore età

Il minore non emancipato può essere interdetto o inabilitato nell’ultimo anno della sua minore età. L’interdizione o l’inabilitazione ha effetto dal giorno in cui il minore raggiunge l’età maggiore.

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AGGIORNAMENTO

La L. 9 gennaio 2004, n. 6 ha disposto (con l’art. 4, comma 1) che “Nel titolo XII del libro primo del codice civile, prima dell’articolo 414 sono inserite le seguenti parole:

“Capo II. – Della interdizione, della inabilitazione e della incapacità naturale”.”


Giurisprudenza annotata

Previdenza ed assistenza

Anche all'interno del rito del lavoro e della previdenza sociale il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo si configura come giudizio ordinario di cognizione e si svolge secondo le norme del procedimento ordinario dinanzi al giudice adito, pertanto l'opposto, attore sostanziale, ha l'onere di articolare la propria domanda secondo quanto previsto dall'art. 414 c.c. e l'opponente ha l'onere di articolare le proprie difese secondo quanto previsto dall'art. 416, comma 3, c.c. prendendo specifica posizione in ordine ai fatti allegati dall'attore ed indicando specificamente i mezzi di prova e i documenti che deve contestualmente depositare; la mancanza di una specifica e tempestiva contestazione, da parte dell'opponente, dei fatti addotti dal ricorrente per ingiunzione consente al giudice di ritenere tali fatti come ammessi.

Cassazione civile sez. lav.  13 giugno 2002 n. 8502

 

 

Interdizione ed inabilitazione

Va accolta la domanda di interdizione, qualora il soggetto (che nella specie, durante l’esame diretto, non rispondeva ad alcuna domanda e deambulava nell’aula, avvicinandosi ai genitori) risulti assolutamente non in grado di provvedere ai propri interessi di carattere economico, oltre che pratico-quotidiano, in ragione della patologia che lo affligge sin dalla tenera età, vista l’inadeguatezza in tale ipotesi delle diverse e più gradate misure dell’inabilitazione e dell’amministrazione di sostegno.

Tribunale Torre Annunziata  16 settembre 2013 n. 932  

 

Nell'ipotesi in cui una persona sia affetta da infermità mentale di grado medio-lieve, ma le sue condizioni appaiono, anche in base ai lusinghieri risultati terapeutici già conseguiti, tali da migliorare con il tempo, grazie alle prevedibili ed efficaci cure (già tempestivamente iniziate) prodigabili da personale sanitario e parasanitario qualificato, di tale persona non va dichiarata l'interdizione, bensì l'inabilitazione, tanto più quando non sussista imminente pericolo di grave danno, personale o patrimoniale, per la persona inferma.

Tribunale minorenni Torino  10 giugno 1987

 



 
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