codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 431 codice civile: Decorrenza degli effetti della sentenza di revoca

La sentenza che revoca l’interdizione o l’inabilitazione produce i suoi effetti appena passata in giudicato (1).

Tuttavia gli atti compiuti dopo la pubblicazione della sentenza di revoca non possono essere impugnati se non quando la revoca è esclusa con sentenza passata in giudicato.

 


Commento

(1) Dal momento del passaggio in giudicato — e non quindi dalla pubblicazione della sentenza — l’interdetto o l’inabilitato riacquistano rispettivamente la capacità, e la pienezza della capacità di agire. Contestualmente il tutore perderà la rappresentanza legale dell’interdetto e il curatore il potere di assistenza dell’inabilitato.

 

 


Giurisprudenza annotata

Filiazione

È costituzionalmente illegittimo l'art. 245 c.c., nella parte in cui non prevede che la decorrenza del termine indicato nell'art. 244 c.c. è sospesa anche nei confronti del soggetto che, sebbene non interdetto, versi in condizione di abituale grave infermità di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi, sino a che duri tale stato di incapacità naturale. La disposizione censurata - il cui inequivoco dato letterale non consente di estenderne, in via interpretativa, l'operatività anche in favore del suindicato soggetto - si pone in contrasto con gli art. 3 e 24 cost. in quanto prevede una irragionevole equiparazione del soggetto capace a quello di fatto incapace, ovvero (specularmente) una irragionevole diversità di trattamento riservata a soggetti che versino in un'identica situazione di abituale grave infermità di mente, che preclude in entrambi i casi la conoscenza dei fatti costitutivi dell'azione in esame; e contestualmente lede il diritto di azione impedendone l'esercizio al titolare di un'azione personalissima che si trovi nella condizione di non avere conoscenza e consapevolezza del fatto costitutivo dell'azione e quindi nella impossibilità di esperirla validamente e tempestivamente; con la precisazione che, ai sensi del combinato disposto degli art. 429 e 431 c.c., l'estensione della garanzia della sospensione varrà solo per quegli incapaci naturali rispetto ai quali (non già sulla base di una presunzione, bensì in ragione delle prove offerte, acquisite e valutate dal giudice) sia stato accertato che versino in uno stato di grave abituale infermità mentale, che sussistano cioè quei medesimi presupposti richiesti dall'art. 414 c.c. per la dichiarazione di interdizione, e fino a quando sia stato ugualmente provato il venir meno dello stato di incapacità (sentt. n. 134 del 1985, 112, 216 del 1997, 170 del 1999).

Corte Costituzionale  25 novembre 2011 n. 322



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti