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Art. 441 codice civile: Concorso di obbligati

Se più persone sono obbligate nello stesso grado alla prestazione degli alimenti, tutte devono concorrere alla prestazione stessa, ciascuna in proporzione delle proprie condizioni economiche.

Se le persone chiamate in grado anteriore alla prestazione non sono in condizioni di sopportare l’onere in tutto o in parte, l’obbligazione stessa è posta in tutto o in parte a carico delle persone chiamate in grado posteriore.

Se gli obbligati non sono concordi sulla misura, sulla distribuzione e sul modo di somministrazione degli alimenti, provvede l’autorità giudiziaria secondo le circostanze (1).


Commento

(1) La somma deve essere distribuita tenendo conto delle capacità economiche degli obbligati. In caso di più obbligati di pari grado l’obbligazione non è solidale , bensì divisibile.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Matrimonio

L'obbligo degli ascendenti di fornire ai genitori i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli - che investe contemporaneamente tutti gli ascendenti di pari grado di entrambi i genitori - va inteso non solo nel senso che l'obbligo degli ascendenti è subordinato e, quindi, sussidiario rispetto a quello, primario, dei genitori, ma anche nel senso che agli ascendenti non ci si possa rivolgere per un adeguato aiuto economico per il solo fatto che uno dei genitori non dia il proprio contributo al mantenimento dei figli, se l'altro genitore è in grado di mantenerli.

Tribunale Rieti  20 novembre 2012

 

 

Separazione tra coniugi

In base al combinato disposto degli art. 433 e 441 c.c., condizione dell’azione alimentare proposta contro persone obbligate in un grado determinato è la mancanza di obbligati di grado anteriore o la loro incapacità di prestare gli alimenti; inoltre, se più persone sono obbligate nello stesso grado, può essere accolta l’azione proposta contro solo alcuni di essi nel caso in cui gli altri risultino incapaci di sostenere la prestazione alimentare. Anche se non è necessario che tutti gli obbligati incapaci economicamente siano presenti nel giudizio, grava sempre sull’alimentando l’onere della prova delle suddette circostanze, sia pure nei confronti dei soli chiamati in giudizio, quale presupposto per l’accoglimento di una domanda volta ad ottenere gli alimenti da obbligati in un grado ulteriore o da una parte sola dei coobbligati nello stesso grado, tra i quali la prestazione alimentare dovrebbe essere ripartita.

Tribunale Bari sez. I  02 agosto 2006

 

 

Alimenti

Al fine del riconoscimento e della quantificazione del diritto agli alimenti, nonché della ripartizione del relativo onere in presenza di più obbligati, il raffronto fra le rispettive condizioni economiche va effettuato con riferimento alla situazione in atto, e, quindi, deve prescindere da vicende future, quale la probabile riscossione di crediti, le quali potranno avere influenza, al loro verificarsi, per un'eventuale revisione di dette statuizioni, ai sensi dell'art. 440 c.c.

Cassazione civile sez. I  11 novembre 1994 n. 9432  

 

La legge sullo scioglimento e la cessazione degli effetti civili del matrimonio non prevede la permanenza di alcun obbligo di mantenimento alimentare a carico dell'ex coniuge, ma dispone solo la somministrazione eventuale di un assegno allo scopo di consentire al coniuge più debole di permanere nella medesima situazione economica di cui godeva in costanza di matrimonio. Ne consegue che, con lo scioglimento del matrimonio o con la cessazione dei suoi effetti civili, l'obbligazione alimentare sorge in primo luogo, direttamente, a carico dei figli dell'alimentando e che, nel giudizio diretto ad ottenere l'adempimento, l'attore che si trova a godere di un assegno di divorzio assolve l'onere probatorio posto a suo carico dimostrando l'insufficienza dell'assegno divorzile e l'impossidenza di altri redditi di ammontare tale da affrancarlo dallo stato di bisogno; incombe per contro al convenuto provare, in via di eccezione, che il richiedente potrebbe agevolmente provvedere al proprio mantenimento richiedendo una revisione dell'assegno di divorzio, previa allegazione e dimostrazione che le condizioni economiche dell'ex coniuge sono tali da garantire all'alimentando il necessario con riguardo alla sua posizione sociale, secondo la previsione dell'art. 438 comma 2 c.c.

Cassazione civile sez. I  11 agosto 1994 n. 7358  

 

Nell'ipotesi in cui la persona richiesta degli alimenti ex art. 433 n. 2 e 4 c.c. eccependo la propria povertà di mezzi chieda di essere esentata dall'adempimento ex art. 438 e 441 c.c. è legittimo il provvedimento istruttorio con il quale si ordini agli istituti bancari, con i quali il convenuto abbia un rapporto di conto corrente, di comunicare quali e quante siano le somme al convenuto medesimo intestate, trattandosi di indagini indispensabili ai fini della decisione della controversia e non pregiudizievoli nè per gli istituti, nè per la tutela del c.d. segreto bancario, peraltro estraneo al novero dei segreti professionali tassativamente previsti dalla pertinente normativa, nè per l'eventuale terzo cointestatario del conto corrente, il cui nominativo e la cui identità devono essere espunti dalla comunicazione inviata al giudice degli istituti.

Tribunale Milano  02 ottobre 1991

 

Nel concetto di alimenti, ex art. 433 ss. c.c., rientra anche l'attività di assistenza e, qualora la persona in stato di bisogno non percepisca l'indennità di cui alla legge n. 18 del 1980, di accompagnamento della persona bisognosa e non in grado di accudire a se stessa, per cui, qualora uno dei coobbligati (nella specie, figli) agli alimenti effettui, anche contro la volontà dell'alimentando, delle spese o delle attività in favore di quest'ultimo, ha nei confronti dei coobbligati l'azione conseguente alla gestione di affari (in parte) altrui; il costo delle attività effettuate dal gestore non può, peraltro, essere valutato in rapporto ai probabili guadagni giornalieri mancati del gestore, dovendo applicarsi il criterio oggettivo del controvalore delle effettuate prestazioni stesse. In ogni caso, va tenuto conto di quanto la persona bisognosa abbia potuto direttamente percepire sia a titolo di assistenza sanitaria, sia a titolo di sicurezza sociale e di pubblica e privata assistenza da parte degli enti a ciò preposti.

Tribunale Vallo Lucania  08 luglio 1991

 

Nel concorso di più obbligati alla prestazione alimentare, ai sensi dell'art. 441 c.c., il giudice non è tenuto a ripartire fra i coobbligati in eguale misura l'assegno valutato sufficiente, allo stretto necessario, per il sostentamento dell'alimentando, ma deve porre a carico di ciascuno di essi una parte della prestazione stessa, in proporzione della sua capacità economica, e sempreché tutti abbiano tale capacità economica, sia pur diversamente graduata. Viceversa, nell'ipotesi in cui tutti i coobbligati, eccetto uno, non siano in grado di sopportare l'onere pro parte, l'obbligazione può essere posta in tutto o in parte a carico dell'unico obbligato economicamente capace.

Cassazione civile sez. I  15 marzo 1986 n. 1767  

 

 



 
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