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Art. 446 codice civile: Assegno provvisorio

Finché non sono determinati definitivamente il modo e la misura degli alimenti, il presidente del tribunale può, sentita l’altra parte, ordinare un assegno in via provvisoria ponendolo, nel caso di concorso di piu’ obbligati, a carico anche di uno solo di essi, salvo il regresso verso gli altri (1).


Commento

(1) Il provvedimento cui la norma si riferisce è un’ordinanza con caratteri peculiari, che può essere in ogni momento modificata dal giudice che l’ha emessa. Contro di essa non è ammesso reclamo. Gli effetti dell’ordinanza cessano con la sentenza che fissa definitivamente gli alimenti. In caso di discordanza tra l’assegno fissato con ordinanza e l’assegno disposto con sentenza occorre far luogo ad integrazioni o restituzioni.

 

 

Con la previsione di un assegno provvisorio si vuole tutelare l’avente diritto agli alimenti, evitando che questi rimanga temporaneamente privo di ogni assistenza.

 

 


Giurisprudenza annotata

 

Alimenti

È inammissibile la domanda intesa ad ottenere il provvedimento presidenziale ex art. 446 c.c. al di fuori di un giudizio di merito pendente per l'accertamento del diritto alla prestazione alimentare, in quanto la tutela anticipatoria può realizzarsi solo nell'ambito di un procedimento a cognizione ordinaria già instaurato per evitare che nelle more dell'emanazione della sentenza di merito possano essere pregiudicati i diritti essenziali del soggetto alimentando. Infatti, la natura del provvedimento ex art. 446 c.c. deve essere intesa come funzionale a tutelare le esigenze dell'alimentando "in corso di causa", non avendo carattere cautelare in senso proprio.

Tribunale Milano sez. IX  03 aprile 2013

 

In materia di prestazioni alimentari ex art. 433 e ss. c.c., non è pertinente il richiamo all'art. 700 c.p.c., in quanto trova elettiva applicazione il disposto normativo di cui all'art. 446 c.c., trattandosi di disposizione speciale che in quanto tale inibisce il ricorso alla fattispecie di carattere generale e, così, residuale. Infatti, il provvedimento presidenziale ex art. 446 c.c. concreta una misura tipica e speciale, che impedisce il ricorso all'art. 700 c.p.c. e ne esclude qualsivoglia possibilità di assimilazione, sia sul piano dei presupposti sostanziali sia su quello della regolamentazione processuale.

Tribunale Milano sez. IX  03 aprile 2013

 

Poiché ai provvedimenti ex art. 446 c.c. deve essere riconosciuta natura cautelare il presidente del tribunale non può ripronunciarsi su una precedente istanza già rigettata, ma, similmente a quanto avviene per le ordinanze ex art. 708 c.p.c., il suo provvedimento è suscettibile solo di reclamo cosicché una volta esperito tale gravame, ogni questione attinente la revoca o la modifica del provvedimento, ove non deducibile ex art. 669 decies c.p.c., deve confluire più propriamente nell'ambito del giudizio di merito.

Tribunale Trani  09 gennaio 2012

 

La funzione tipicamente cautelare del provvedimento di cui all’art. 446 c.c. implica poi, sotto il profilo processuale, che la relativa disciplina sia regolata, stante il rinvio di cui all’art. 669-quaterdecies, dagli artt. 669-bis e ss. c.p.c., donde la competenza a provvedere non già del presidente del tribunale, bensì del g.i. in corso di causa e la relativa reclamabilità del provvedimento a norma degli artt. 669-quater e terdecies c.

Tribunale Catania  22 marzo 2005

 

In pendenza del giudizio volto alla dichiarazione della paternità naturale non può farsi ricorso ai provvedimenti di urgenza di cui all'art. 700 c.p.c. per la concessione di un assegno alimentare provvisorio, in presenza di uno specifico provvedimento cautelare, quale quello di cui all'art. 446 c.c.

Tribunale Catania  22 marzo 2005

 

Chi asserisce di trovarsi in stato di bisogno e chiede l'assegno provvisorio ex art. 446 c.c. deve seguire il procedimento "ad hoc" previsto dell'art. 446 c.c. - che non ammette alternative - e non può proporre istanza cautelare "ante causam" secondo il rito cautelare uniforme ex art. 669 bis ss. c.p.c.

Tribunale Venezia  28 luglio 2004

 

 

Filiazione

Stante il carattere residuale delle misure d'urgenza previste dall'art. 700 c.p.c., in presenza delle specifiche disposizioni degli art. 443 e 446 c.c. non è ammissibile, nel corso del giudizio concernente dichiarazione di paternità, l'emissione d'un provvedimento ex art. 700 c.p.c. che imponga al preteso genitore un assegno alimentare a favore del preteso figlio naturale.

Tribunale Catania  22 marzo 2005



 
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