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Art. 447 codice civile: Inammissibilità di cessione e di compensazione

Il credito alimentare non può essere ceduto.

L’obbligato agli alimenti non può opporre all’altra parte la compensazione, neppure quando si tratta di prestazioni arretrate.


Commento

L’incedibilità del diritto agli alimenti deriva dal fatto che si tratta di un diritto personalissimo che come tale non può essere oggetto di cessione, né di compensazione, non può essere sottoposto ad esecuzione forzata, è intrasmissibile, irrinunciabile ed imprescrittibile.


Giurisprudenza annotata

 

Divorzio

In tema di mantenimento della prole, l'irripetibilità delle somme versate dal genitore obbligato a quello beneficiario, nel periodo intercorrente tra la data della domanda di revisione delle condizioni di divorzio e quella del suo accoglimento, in ragione della sopravvenuta indipendenza economica dei figli maggiorenni, si giustifica solo ove gli importi riscossi abbiano assunto una concreta funzione alimentare, che non ricorre ove ne abbiano beneficiato soggetti autosufficienti in un periodo, in cui, stante la pendenza della controversia, era noto il rischio restitutorio. Cassa e decide nel merito, Palermo, 05/04/2011

Cassazione civile sez. I  23 maggio 2014 n. 11489  

 

Dal carattere sostanzialmente alimentare dell'assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli deriva il divieto di compensazione (art. 447 e 1246 c.c.)., cui il (solo) beneficiario del mantenimento può derogare, ove decida di porre in compensazione tale suo credito con l'eventuale controcredito dell'obbligato.

Tribunale Modena sez. II  09 maggio 2012 n. 752  

 

 

Surrogazione

Il credito alimentare, di natura personale, non può essere oggetto di azione surrogatoria da parte dei creditori dell'avente diritto (come emerge dal disposto degli artt. 438 comma 1, e dell'art. 2900 c.c.), il quale non può disporre del proprio credito che, difatti, non può essere ceduto, né fatto oggetto di compensazione, ex art. 447 c.c.; del resto, il credito alimentare neppure si estingue per prescrizione, atteso che l'art. 2948 n. 2 c.c. prevede la prescrizione quinquennale solo per le annualità scadute. Proprio in coerenza con la generale preclusione dell'azione surrogatoria, l'art. 2 comma 6, d.lg. n. 109 del 1998 esclude che gli enti erogatori possano sostituirsi al richiedente la prestazione sociale agevolata, azionando il credito alimentare verso i componenti del suo nucleo familiare. Ne deriva che la preventiva attivazione del credito alimentare da parte dell'interessato non può integrare un credito di accesso ai servizi, perché ciò contrasterebbe con la immutata natura personale del credito alimentare.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. III  08 ottobre 2013 n. 2242  

 

 

Separazione tra coniugi

Il carattere sostanzialmente alimentare dell'assegno di mantenimento a favore del figlio maggiorenne, in regime di separazione, comporta che la normale retroattività della statuizione giudiziale di riduzione al momento della domanda vada contemperata con i principi d'irripetibilità, impignorabilità e non compensabilità di dette prestazioni, con la conseguenza che la parte che abbia già ricevuto, per ogni singolo periodo, le prestazioni previste dalla sentenza di separazione non può essere costretta a restituirle, né può vedersi opporre in compensazione, per qualsivoglia ragione di credito, quanto ricevuto a tale titolo, mentre ove il soggetto obbligato non abbia ancora corrisposto le somme dovute, per tutti i periodi pregressi, tali prestazioni non sono più dovute in base al provvedimento di modificazione delle condizioni di separazione.

Cassazione civile sez. I  10 dicembre 2008 n. 28987  

 

È inammissibile il ricorso per cassazione avverso il decreto con il quale la corte d'appello abbia dichiarato l'inammissibilità del reclamo proposto nei confronti del provvedimento del presidente del tribunale che, nel corso di una controversia iniziata da un genitore naturale nei confronti dell'altro, abbia in via cautelare posto a carico del convenuto un assegno di mantenimento e abbia disposto il sequestro di un bene.

Cassazione civile sez. I  02 febbraio 2012 n. 1518  

 

È inefficace l'operazione di compensazione unilateralmente eseguita da un genitore nei confronti dell'altro, posta in essere in violazione del disposto dell'art. 1246 n. 5 c.c., avuto riguardo al carattere alimentare dell'assegno di mantenimento previsto in favore dei figli minori e, quindi, alla non compensabilità di detta prestazione con crediti di natura diversa, giusta previsione dell'art. 447 c.c.

Tribunale Pistoia  24 novembre 2011 n. 993  



 
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