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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 450 codice civile: Pubblicità dei registri dello stato civile

I registri dello stato civile sono pubblici (1).

Gli ufficiali dello stato civile devono rilasciare gli estratti e i certificati che vengono loro domandati con le indicazioni dalla legge prescritte (2).

Essi devono altresì compiere negli atti affidati alla loro custodia le indagini domandate dai privati.


Commento

Ufficiale dello stato civile: organo del Comune avente il compito di ricevere tutti gli atti concernenti lo stato civile; di custodire e conservare i registri di stato civile, e le copie degli allegati quando questi pervengono da Paese estero o quando sono depositati in originale.

Estratto: è una riproduzione dell’atto o di alcune parti essenziali di uno scritto o di un documento.

Certificato: è un atto, destinato a far fede anche presso organi diversi da quello che lo ha rilasciato, con il quale si documentano fatti o qualità relative ai soggetti.

 

(1) I registri di stato civile svolgono una funzione di pubblicità dichiarativa e possono essere consultati da chiunque vi abbia interesse.

 

(2) L’estratto può essere rilasciato per copia integrale o per riassunto. La rilevanza dell’estratto si rinviene, ad esempio, nell’art. 130, in tema di celebrazione del matrimonio.

Gli estratti per copia integrale hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale. I certificati, invece, fanno prova fino a querela di falso della provenienza dell’attestazione e del fatto che essa sia stata desunta dai registri.

La registrazione dell’atto può avvenire attraverso l’iscrizione, la trascrizione e l’annotazione. L’iscrizione è relativa agli atti ricevuti alla presenza dell’ufficiale di stato civile che tiene il registro; la trascrizione ha per oggetto un atto ricevuto alla presenza di un soggetto diverso dall’ufficiale di stato civile e l’annotazione è una registrazione accessoria relativa ad un altro atto registrato [v. 453].

 

 


Giurisprudenza annotata

 

 

Sindaco del comune

Nell'esercizio della funzione di tenuta dei registri dello stato civile, il sindaco assumendo la veste di ufficiale di Governo, agisce quale organo dello Stato in posizione di dipendenza gerarchica anche rispetto agli organi statali centrali (Ministero della giustizia) e locali di grado superiore (Procuratore della Repubblica). Pertanto nelle controversie relative allo svolgimento di tale funzione (nella specie: rifiuto di trascrizione di una sentenza di divorzio) la legittimazione passiva appartiene non al comune, ma allo Stato.

Cassazione civile sez. I  14 febbraio 2000 n. 1599  

 

 

Stato civile

L'efficacia giuridica degli atti di stato civile iscritti negli appositi registri si estende a quelli formati all'estero e trascritti nei suddetti registri, dato che con la trascrizione l'atto è recepito nell'ordinamento giuridico italiano e tale efficacia l'atto conserva fino al passaggio in giudicato di una sentenza che ne ordini la rettificazione. Pertanto, ove non sia stata proposta nè un'azione di rettificazione, nè una querela di falso, il certificato rilasciato dall'ufficiale di stato civile sulla base della trascrizione di un atto di morte formato all'estero costituisce valida prova del decesso della persona cui si riferisce.

Cassazione civile sez. II  07 giugno 1993 n. 6363  

 

 

Tribunale per i minorenni

Spetta al tribunale per i minorenni la competenza a rilasciare l'autorizzazione in ordine alla richiesta dei privati d'ottenere atti, certificati, estratti e copie dai quali possa risultare la sussistenza di un rapporto d'adozione

Tribunale minorenni Milano  12 novembre 1986

 

 

Filiazione

Qualora un minore di cittadinanza estera, nato dall'unione naturale di padre italiano e di madre straniera, venga da quest'ultima riconosciuto in territorio estero nelle forme richieste dalla propria legge nazionale, tale riconoscimento deve essere ritenuto valido ed efficace dal giudice italiano, il quale deve altresì tenerne conto per inferirne l'invalidità del successivo riconoscimento effettuato dal padre all'estero, davanti al pubblico ufficiale del luogo, ma senza il consenso della madre, richiesto dall'art. 250 c.c., norma applicabile, ai sensi dell'art. 17 delle preleggi al codice civile, ai fini del giudizio di validità del secondo riconoscimento.



 
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