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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 453 codice civile: Annotazioni

Nessuna annotazione può essere fatta sopra un atto già iscritto nei registri se non è disposta per legge ovvero non è ordinata dall’autorità giudiziaria (1) (2).


Commento

Annotazione: è uno dei modi attraverso cui avviene la registrazione e consiste nell’inserimento di atti in pubblici registri; viene effettuata a margine, in calce (a fondo pagina) o a tergo (sul retro) di altri atti. Scopo dell’annotazione è quello di facilitare la ricerca di atti che hanno portato cambiamenti allo stato civile e che esplicano quindi una funzione pubblicitaria.

 

 

(1) L’annotazione può essere eseguita solo se espressamente prevista dalla legge.

 

(2) Chi ha interesse all’esecuzione dell’annotazione deve farne domanda all’ufficiale di stato civile presso il quale si trova il registro in cui l’atto è contenuto, e deve presentare copia autentica del documento su cui la domanda si fonda.


Giurisprudenza annotata

Cittadinanza
Ritenuto che va annoverato tra i diritti fondamentali d'ogni persona umana il diritto di mantenere il cognome originario (o quello acquisito, ai sensi della legge dello Stato di provenienza, in sostituzione del cognome per nascita) quale segno distintivo della propria individualità e parte essenziale della propria sfera patrimoniale, nulla osta, ai sensi della convenzione di Monaco 5 settembre 1980 (ratificata con l. 19 novembre 1984 n. 950), a che alla straniera (cittadina russa) che abbia perduto il cognome paterno acquistando definitivamente il cognome del marito, entrambi, secondo la "lex loci", con la desinenza al femminile, e che abbia, dopo il divorzio, sposato un cittadino italiano acquistando così la cittadinanza italiana, vada riconosciuto il diritto di conservare integralmente, ivi compreso il derivativo desinenziale al femminile, il proprio cognome di origine acquisito nello Stato di provenienza a seguito del primo matrimonio, pur sciolto per divorzio.
Tribunale Torino  20 febbraio 1998

La diversificazione che in Russia nasce dall'indicazione di un cognome con o senza desinenza femminile attiene ad aspetti linguistico - grammaticali che non incidono sulla funzione identificativa della persona: legittimamente, quindi, le autorità italiane possono chiedere alle cittadine dei paesi dell'Est europeo che abbiano acquistato la cittadinanza italiana, di dismettere i relativi derivativi femminili.
Tribunale Torino  20 febbraio 1998

Una cittadina straniera che, nello Stato di origine, abbia assunto un cognome diverso da quello paterno e che, successivamente, abbia acquistato la cittadinanza italiana, deve essere iscritta nei registri dello stato civile (italiani), in osservanza della normativa italiana, con il cognome paterno, ma con annotazione, a margine dell'atto di nascita, di quei fatti che, nel paese di provenienza, hanno determinato il cambiamento del nome (nella specie, matrimonio e successivo divorzio).
Tribunale Torino  20 febbraio 1998

L'art. 1 della convenzione di Monaco sulla legge applicabile ai prenomi e cognomi, nella parte in cui dispone che, in caso di cambiamento di cittadinanza, il nome è determinato dalla legge dello Stato di nuova cittadinanza, va interpretato nel senso che il cambiamento di cittadinanza comporta l'applicazione della disciplina prevista dalla nuova legge anche ai fatti costitutivi e modificativi precedentemente avvenuti.
Tribunale Torino  20 febbraio 1998
Sindaco del comune
Nell'esercizio della funzione di tenuta dei registri dello stato civile, il sindaco assumendo la veste di ufficiale di Governo, agisce quale organo dello Stato in posizione di dipendenza gerarchica anche rispetto agli organi statali centrali (Ministero della giustizia) e locali di grado superiore (Procuratore della Repubblica). Pertanto nelle controversie relative allo svolgimento di tale funzione (nella specie: rifiuto di trascrizione di una sentenza di divorzio) la legittimazione passiva appartiene non al comune, ma allo Stato.
Cassazione civile sez. I  14 febbraio 2000 n. 1599



 
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