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Art. 456 codice civile: Apertura della successione

La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto (1).


Commento

Apertura della successione: la successione si apre al momento della morte del soggetto; ad esso si ricollega l’acquisto dell’eredità da parte degli eredi.

 

(1) L’individuazione del luogo di apertura della successione serve per la determinazione dell’autorità competente per alcuni atti in materia successoria (es.: per l’accettazione di eredità con beneficio d’inventario o per la rinunzia all’eredità) e per le cause ereditarie.

 

La successione a causa di morte è disciplinata minuziosamente dal legislatore in ragione di due esigenze: una patrimoniale, volta ad evitare la dispersione dei beni di una persona dopo la sua morte e a tutelare l’interesse dei parenti a mantenere il patrimonio del defunto nell’ambito della cerchia familiare; l’altra personale, riguardante la sfera delle relazioni familiari (per esempio dichiarazione giudiziale di paternità o maternità proseguita nei confronti degli eredi del defunto).

 


Giurisprudenza annotata

Successione

In caso di decesso di un soggetto l'acquisto della qualifica di successore a titolo universale non può ricollegarsi automaticamente al mero evento della morte del dante causa, ma necessita della previa acquisizione della qualità di erede per accettazione espressa o tacita, non essendo sufficiente la semplice chiamata all'eredità, nemmeno nella ipotesi in cui il soggetto rivesta la qualifica di erede necessario del de cuius, occorrendo comunque la materiale accettazione; anche se la qualità di erede consegue alla vocazione testamentaria o legale nella universalità dei beni o in una quota di essi, comportandone la messa a disposizione a favore del chiamato dal momento dell'apertura della successione ex art. 456 c.c., che precede l'acquisto dell'eredità, tuttavia solo la accettazione di questa, ex art. 459 c.c., perfeziona la successione ereditaria. (AnnullaTarLiguria, sez. II, n. 96 del 2002).

Consiglio di Stato sez. V  05 marzo 2014 n. 1050  

 

In tema di successioni "mortis causa", è manifestamente infondata la q.l.c., per contrasto con gli art. 3 e 24 cost., dell'art. 480 comma 2 c.c., interpretato nel senso che il termine decennale di prescrizione del diritto di accettare l'eredità decorre unitariamente dal giorno dell'apertura della successione, pure nel caso di successiva scoperta di un testamento del quale non si aveva notizia. Invero, detta disciplina si rivela frutto di una scelta ragionevole del legislatore, in quanto finalizzata, come in tutte le ipotesi di prescrizione, al perseguimento della certezza delle situazioni giuridiche, e quindi ispirata dall'esigenza di cristallizzare in modo definitivo, dopo un certo lasso di tempo, la regolamentazione dei diritti ereditari tra le diverse categorie di successibili, in maniera da accordare specifica tutela a chi abbia accettato, nell'indicato termine di dieci anni, l'eredità devolutagli per legge o per testamento, ed anche a chi, dopo aver accettato nel termine l'eredità legittima, abbia fatto valere un testamento successivamente scoperto, rispetto a colui che, chiamato per testamento e non pure per legge all'eredità, non abbia potuto accettare la stessa nel termine di prescrizione per mancata conoscenza dell'esistenza di tale scheda testamentaria; d'altra parte, prevedendo l'art. 480 c.c. un termine prescrizionale, cui va riconosciuta natura sostanziale e non processuale, esso rimane per sua natura estraneo all'ambito di tutela dell'art. 24 cost., in quanto non volto all'esercizio del diritto di difesa.

Cassazione civile sez. II  08 gennaio 2013 n. 264  

 

 

Danni

Il risarcimento del danno da perdita della vita ha funzione compensativa, e il relativo diritto (o ragione di credito) è trasmissibile "iure hereditatis", atteso che la non patrimonialità è attributo proprio del bene protetto (la vita) e non già del diritto al ristoro della lesione ad esso arrecata. Cassa con rinvio, App. Milano, 10/07/2007

Cassazione civile sez. III  23 gennaio 2014 n. 1361  

 

Il risarcimento del danno da perdita della vita ha funzione compensativa, e il relativo diritto (o ragione di credito) è trasmissibile "iure hereditatis", atteso che la non patrimonialità è attributo proprio del bene protetto (la vita) e non già del diritto al ristoro della lesione ad esso arrecata.

Cassazione civile sez. III  23 gennaio 2014 n. 1361  

 

 

Competenza

La determinazione della competenza per territorio nelle cause ereditarie va stabilita ai sensi degli artt. 22 cod. proc. civ. e 456 cod. civ., con riferimento al luogo in cui il "de cuius" aveva al momento della morte l'ultimo domicilio, intendendosi con tale locuzione il luogo ove la persona concentra la generalità dei suoi interessi sia materiali ed economici, sia morali, sociali e familiari, prescindendosi dalla dimora o dalla presenza effettiva del medesimo in detto luogo. Regola competenza

Cassazione civile sez. VI  02 agosto 2013 n. 18560

 

 

Cassazione

Va rimessa al primo presidente della Corte di cassazione, affinché valuti l'opportunità dell'assegnazione alle sezioni unite, la questione dell'idoneità della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà a provare la sussistenza della qualità di erede in capo a chi in detta qualità intervenga in un giudizio tra altre persone o lo riassuma a seguito di interruzione ovvero proponga impugnazione assumendo di essere l'erede di una delle parti del precedente grado di giudizio.

Cassazione civile sez. VI  03 maggio 2013 n. 10371  

 



 
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