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Art. 46 codice civile: Sede delle persone giuridiche

Quando la legge fa dipendere determinati effetti dalla residenza o dal domicilio (1), per le persone giuridiche si ha riguardo al luogo in cui è stabilita la loro sede (2).

Nei casi in cui la sede stabilita ai sensi dell’art. 16 o la sede risultante dal registro (3) è diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quest’ultima (4).


Commento

Residenza: [v. 43]; Domicilio: [v. 43]; Persone giuridiche: [v. Libro I, Titolo II]; Sede: [v. 16].

Registro (delle persone giuridiche): la legge ha soppresso il (—) tenuto dal tribunale ed ha istituito un (—) regionale ed uno prefettizio. Nel (—) devono essere indicati la data dell’atto costitutivo, la denominazione, lo scopo, il patrimonio, la durata, ove determinata, la sede della persona giuridica, le generalità degli amministratori.

Sede effettiva: luogo in cui le persone giuridiche ed, in generale, gli enti collettivi svolgono la propria attività. Non è sufficiente che vi sia uno stabilimento o una succursale, occorre infatti la presenza degli uffici degli amministratori e di coloro che hanno la rappresentanza dell’ente.

 

(1) Occorre precisare che mentre la nozione di domicilio, inteso come centro di affari e di interessi, ben si adatta alle persone giuridiche, non altrettanto può dirsi per la nozione di residenza.

(2) Il legislatore, per meglio tutelare i terzi, dà importanza alla sede quale risulta dall’atto costitutivo [v. 16] e dalla registrazione, atti cui è data adeguata pubblicità. Nel registro delle persone giuridiche, infatti, deve essere indicata la sede e i successivi trasferimenti della stessa.

(3) V. anche nota (1) sub art. 33.

(4) La tutela dei terzi è ancora più ampia: se la sede indicata nell’atto costitutivo è di «comodo» ed è diversa dalla sede effettiva, i terzi potranno considerare come sede quest’ultima.

 


Giurisprudenza annotata

Notificazioni

L'espressione sede amministrativa, risultante dal registro delle imprese, è idonea a esprimere sinteticamente il concetto di sede effettiva e cioè il luogo in cui hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell'ente e ove operano i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti, ossia il luogo deputato o stabilmente utilizzato per l'accentramento dei rapporti interni e con i terzi, in vista del compimento degli affari e della propulsione dell'attività dell'ente.

Cassazione civile sez. I  20 marzo 2014 n. 6559  

 

Sebbene l'art. 46 c.c. stabilisca che i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quella effettiva, ciò non si traduce nella facoltà di non tenere conto di tale sede, da essi conosciuta. Il sistema delle notificazioni, infatti, è preordinato a portare gli atti processuali a conoscenza del destinatario della notificazione e deve essere utilizzato dal notificante secondo i principi di buona fede e di solidarietà. Al riguardo, rilevano, anzitutto, gli obblighi di ricerca che gravano sull'ufficiale giudiziario e che evidentemente presuppongono l'obbligo del notificante di fornire gli elementi in suo possesso, non potendosi ipotizzare che quest'ultimo richieda la notificazione senza indicare quel logo da lui conosciuto, che una ricerca fruttuosa, da parte dell'ufficiale giudiziario potrebbe individuare. Inoltre, da un lato, in materia societaria il rilievo della conoscenza dei fatti, indipendentemente dalla loro iscrizione nel registro delle imprese, è stabilito in via generale dall'art. 2193 c.c., dall'altro, l'art. 145 c.p.c. prevede che la notificazione alle persone giuridiche si esegue presso la loro sede, senza distinguere tra sede legale e sede effettiva, il che comporta che questa ultima non possa essere pretermessa, ove sia conosciuta dal notificante. (Nella specie il giudice del merito aveva ritenuto la nullità della notificazione effettuata, ai sensi dell'art. 143 c.p.c., nei confronti del legale rappresentante della società fallenda dopo l'esito negativo delle notificazioni presso la sede legale della società e presso il domicilio del suo legale rappresentante, sebbene la società medesima fosse operativa e reperibile in una località ove aveva stabilimento e sede amministrativa, come risultava presso il competente registro delle imprese e ben noto alla parte che aveva proposto istanza di fallimento. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema Corte ha confermato una tale statuizione).

Cassazione civile sez. I  20 marzo 2014 n. 6559  

 

In tema di notifiche alle persone giuridiche, l'art. 46 cod. civ. - che stabilisce che i terzi "possono" considerare come sede, oltre a quella amministrativa, anche quella effettiva - va interpretato alla luce dei principi di buona fede, di solidarietà e della finalità, propria delle notifiche, di portare a conoscenza del destinatario gli atti processuali, cosicché il precetto normativo non può tradursi nella facoltà di non tenere conto della sede effettiva conosciuta dal notificante, deponendo in tal senso la previsione di obblighi di ricerca del destinatario gravanti sull'ufficiale giudiziario ai sensi dell'art. 148, secondo comma, cod. proc. civ. (che presuppongono, a loro volta, l'obbligo del notificante di indicare tutti gli elementi utili in suo possesso) e il disposto di cui all'art. 145 cod. proc. civ., che, non distinguendo ai fini della notificazione tra sede legale ed effettiva, comporta che quest'ultima non possa essere pretermessa ove conosciuta dal notificante, nonché, con riguardo alla materia societaria, il rilievo della conoscenza dei fatti, indipendentemente dalla loro iscrizione nel registro delle imprese, stabilito in via generale dall'art. 2193, primo comma, cod. civ. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che ha ritenuto la nullità della notifica ex art. 143 cod. proc. civ. in quanto inizialmente tentata presso la sede legale di una società e non anche presso la sede effettiva, ben conosciuta dal notificante, avendovi egli provveduto alla notificazione di precedenti atti processuali). Rigetta, App. Milano, 12/05/2011

Cassazione civile sez. I  20 marzo 2014 n. 6559  

 

 

Società

Con riferimento alle persone giuridiche, l'espressione "sede amministrativa" risultante dal registro delle imprese è idonea ad esprimere sinteticamente il concetto di sede effettiva, che si identifica con il luogo deputato o stabilmente utilizzato per l'accentramento dei rapporti interni e con i terzi in vista del compimento degli affari e della propulsione dell'attività dell'ente e nel quale, dunque hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell'ente ed ove operano i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti. Rigetta, App. Milano, 12/05/2011

Cassazione civile sez. I  20 marzo 2014 n. 6559

 

La "sede effettiva" di una società dotata di personalità giuridica non si identifica con il luogo nel quale essa abbia uno stabilimento, paghi le retribuzioni dei dipendenti, riceva o consegni merci, essendo invece necessario che in quel sito si accentrino di fatto i poteri di direzione e di amministrazione dell'azienda stessa, ancorché diverga da quello in cui si trovano i beni aziendali e nel quale venga svolta l'attività imprenditoriale. Regola competenza

Cassazione civile sez. VI  28 gennaio 2014 n. 1813

 

La disposizione dell’art. 46 c.c., secondo cui, qualora la sede legale della persona giuridica sia diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quest’ultima, vale anche in tema di notificazione, con conseguente applicabilità dell’art. 145 c.p.c. Ne consegue che qualora dalla relazione dell’ufficiale giudiziario o postale risulti, in tali sedi, la presenza di una persona che si trovava nei locali, è da presumere che tale persona fosse addetta alla ricezione degli atti diretti alla persona giuridica, senza che il notificatore debba accertarsi della sua effettiva condizione, laddove la società, per vincere la presunzione in parola, ha l’onere di provare la mancanza dei presupposti per la valida effettuazione del procedimento notificatorio.

Tribunale Latina sez. lav.  17 dicembre 2013

 



 
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