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Art. 468 codice civile: Soggetti

La rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli, legittimati e adottivi, nonchè dei discendenti dei figli del defunto, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto (1).

I discendenti possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato all’eredità della persona in luogo della quale subentrano, o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa (2).

 


Commento

Figlio adottivo: soggetto che acquista lo stato di figlio in forza di un apposito provvedimento di adozione.

 

Indegno: è tale chi, essendo chiamato alla successione del testatore, può essere costretto a restituire quanto ha acquistato, se si accerta con sentenza che egli ha posto in essere fatti penalmente rilevanti contro il testatore (es.: tentato omicidio), oppure ha influito sulla sua libertà di disporre per testamento.

 

 

(1) L’elencazione dei soggetti ha carattere tassativo e non opera per persone diverse da quelle indicate: in particolare, la rappresentazione, sia nella successione legittima che in quella testamentaria, ha luogo a favore dei discendenti del chiamato che, nella linea retta, sia figlio e, in quella collaterale, fratello o sorella del defunto; sono pertanto esclusi i discendenti del nipote  e i discendenti dei collaterali di terzo o ulteriore grado allorquando il primo chiamato non sia figlio, fratello o sorella del defunto. Ciò si giustifica perché la successione legittima attribuisce rilevanza sempre al grado più prossimo di parentela, mentre la rappresentazione si pone come eccezione a tale principio (non derogabile oltre i casi espressamente previsti).

 

(2) Con la rappresentazione il rappresentante, cioè la persona che prende il posto dell’istituito che non è in grado o non vuole accettare, subentra al posto di quest’ultimo come se fosse stato istituito dal testatore.

 


Giurisprudenza annotata

Successione

L'indicazione dei soggetti a favore dei quali ha luogo la successione per rappresentazione, quale prevista dagli art. 467 e 468 c.c., è tassativa essendo il risultato d'una scelta operata discrezionalmente dal legislatore, sicché non è data rappresentazione quando la persona cui si intenda subentrare non è un discendente, un fratello o una sorella del defunto, ma il coniuge di questi.

Cassazione civile sez. II  08 novembre 2013 n. 25240  

 

I fatti costitutivi del diritto di accrescimento - rinunzia di un erede, con acquisto "ipso iure" della sua quota da parte dei coeredi - prescindono dall'esistenza di un altrui diritto di rappresentazione, che, ai sensi dell'art. 522 c.c. ("salvo il diritto di rappresentazione"), si configura quale mero fatto impeditivo, rilevante in forma di eccezione; tale eccezione non è rilevabile d'ufficio dal giudice, ma rientra nella disponibilità della parte, in quanto il sistema successorio dispiega in ogni caso i propri effetti, consolidando l'intero compendio ereditario o in capo ai beneficiari dell'accrescimento o in capo a chi succede per rappresentazione.

Cassazione civile sez. II  21 maggio 2012 n. 8021  

 

L'indicazione dei soggetti a favore dei quali ha luogo la successione per rappresentazione, quale prevista dagli art. 467 e 468 c.c., è tassativa, essendo il risultato d'una scelta operata discrezionalmente dal legislatore, sicché non è data rappresentazione quando la persona cui si intenda subentrare non è un discendente, un fratello o una sorella del defunto, ma il coniuge di questi.

Cassazione civile sez. II  05 aprile 2012 n. 5508  

 

In tema di successioni per causa di morte, deve escludersi che chi non sia ancora concepito al momento dell'apertura della successione e, quindi, sia privo della capacità di rendersi potenziale destinatario della successione "ex lege" del "de cuius", possa succedere per rappresentazione, essendo necessario, affinché operi la vocazione indiretta, che il discendente, in quel momento, sia già nato o almeno concepito

Cassazione civile sez. II  22 marzo 2012 n. 4621  

 

E manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 467 e 468 c.c., nella parte in cui non stabiliscono la capacità di rappresentazione a favore del coniuge del soggetto che non abbia potuto accettare l'eredità o, in subordine, nella parte in cui non statuiscono la capacità di rappresentazione a favore del coniuge del soggetto che non abbia potuto accettare l'eredità, in assenza di discendenti dei figli legittimi, legittimati, adottivi o naturali del "de cuius", in riferimento all'art. 3, comma 1, cost.

Corte Costituzionale  20 gennaio 2006 n. 15  

 

 

Divisione

Nell'ipotesi di controversia avente ad oggetto domanda di divisione giudiziale, il coniuge dell'erede premorto non succede per rappresentazione, operando quest'ultima solo in favore dei discendenti in linea retta, non essendo previsto che la rappresentazione operi a favore del coniuge superstite (Nel caso di specie, essendo deceduta la figlia legittima prima e non dopo la morte del padre, non si è verificata una successione degli eredi legittimi della donna, il coniuge superstite ed il figlio legittimo, nei diritti a lei derivati dall'apertura della successione paterna, bensì la successione per rappresentazione del solo figlio, avente diritto alla quota dell'eredità del nonno materno che sarebbe spettata alla madre premorta).

Tribunale Tivoli  30 novembre 2010 n. 1643  

 

 



 
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