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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 469 codice civile: Estensione del diritto di rappresentazione. Divisione

La rappresentazione ha luogo in infinito, siano uguali o disuguali il grado (1) dei discendenti e il loro numero in ciascuna stirpe (2).

La rappresentazione ha luogo anche nel caso di unicità di stirpe.

Quando vi è rappresentazione, la divisione si fa per stirpi.

Se uno stipite ha prodotto più rami, la suddivisione avviene per stirpi anche in ciascun ramo, e per capi tra i membri del medesimo ramo.

 


Commento

Stipite: indica un soggetto dal quale ha origine una famiglia o una stirpe.

 

(1) Mentre la successione legittima non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado, la rappresentazione opera all’infinito, anche cioè tra parenti di settimo, ottavo grado etc. (sia in linea retta che in linea collaterale).

 

(2) Nella rappresentazione la successione opera per stirpi e non per capi. Per esempio: Tizio muore e lascia come successori i due figli, Primo e Secondo, i quali a loro volta hanno due figli ciascuno. Se Primo e Secondo rinunziano all’eredità, l’eredità di Tizio verrà devoluta per rappresentazione a favore dei quattro nipoti. Se anche uno dei figli di Primo rinunzia all’eredità, la sua quota si accresce solo a favore dell’altro figlio di Primo e non anche a favore dei due figli di Secondo, come invece avverrebbe se i quattro nipoti succedessero per capi e non per stirpi.

 

 


Giurisprudenza annotata

Successione

Nel caso di successione per rappresentazione il giudizio di divisione va effettuato per stirpi. (Nella specie, due condividenti-capostipiti di maggior quota sostenevano che bisognava procedere ad una divisione per capi perché i singoli appartenenti alla terza stirpe avevano chiesto la loro rispettiva parte di natura).

Cassazione civile sez. II  29 ottobre 1992 n. 11762  

 

La diseredazione ha effetti nei soli confronti del soggetto nei cui confronti è effettuata, e pertanto, non esclude che il discendente legittimo di chi sia stato diseredato dal testatore possa succedere a quest'ultimo per rappresentazione.

Cassazione civile sez. II  23 novembre 1982 n. 6339  

 

La disposizione con la quale il testatore abbia stabilito la inalienabilità del suo patrimonio e ne abbia affidato la amministrazione ad alcuni esecutori, attribuendo nel contempo l'usufrutto dei beni che compongono il patrimonio stesso ai discendenti in ordine successivo di una determinata linea della sua famiglia (nella specie: discendenti di un cugino), non dà luogo a una fondazione avente personalità giuridica, facendo in tal caso difetto uno scopo che funga da elemento unificante dei detti beni, bensì dà vita a un ente di mero fatto, il quale, anche se sia stato validamente costituito sotto il vigore di leggi antecedenti, deve ritenersi incompatibile con l'attuale ordinamento giuridico, in quanto, oltre a perseguire finalità analoghe a quelle della sostituzione fidecommissaria, si pone, altresì, in contrasto con divieti sanciti da norme di ordine pubblico (art. 469, 692, 698, 699, 796, 979, 1379 c.c.) che fissano limiti all'autonomia privata.

Cassazione civile sez. II  10 luglio 1979 n. 3969  

 



 
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