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Art. 48 codice civile: Curatore dello scomparso

Quando una persona non è più comparsa nel luogo del suo ultimo domicilio o dell’ultima sua residenza e non se ne hanno più notizie (1), il tribunale dell’ultimo domicilio o dell’ultima residenza, su istanza, degli interessati (2) o dei presunti (3) successori legittimi o del pubblico ministero, può nominare un curatore che rappresenti la persona in giudizio o nella formazione degli inventari e dei conti e nelle liquidazioni o divisioni in cui sia interessata, e può dare gli altri provvedimenti necessari alla conservazione del patrimonio dello scomparso (4).

Se vi è un legale rappresentante (5), non si fa luogo alla nomina del curatore. se vi è un procuratore, il tribunale provvede soltanto per gli atti che il medesimo non può fare.


Commento

Domicilio e residenza: [v. 43]; Successore legittimo: [v. 696].

Curatore: soggetto preposto a curare gli interessi patrimoniali dello scomparso.

Procuratore: soggetto autorizzato, sulla base di una procura [v. 1392], a rappresentare una persona e a compiere atti al suo posto.

 

(1) La scomparsa può essere dichiarata soltanto se la persona si è allontanata dal suo domicilio o dalla sua residenza senza fornire più alcuna notizia di sé in modo tale da determinare una situazione di incertezza circa la sua esistenza in vita e il luogo in cui si trova.

(2) La domanda al tribunale per ottenere la nomina di un curatore dello scomparso può essere formulata soltanto da chi abbia in proposito un interesse concreto ed attuale. Si pensi al caso di chi abbia dei diritti su beni facenti parte del patrimonio dello scomparso (es.: l’affittuario di un bene dello scomparso sul quale devono essere realizzati dei lavori di manutenzione straordinaria).

(3) Si tratta di quei soggetti che sarebbero chiamati alla successione legittima [v. Libro II, Titolo II] nel caso in cui si fosse verificata la morte del soggetto scomparso.

(4) L’elencazione è solo esemplificativa. Il curatore, infatti, può compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione, ossia gli atti che tendono unicamente alla gestione di un bene senza intaccarne la consistenza (si pensi alle azioni a tutela della proprietà e del possesso).

(5) Si tratta dei genitori o del tutore: essi, in quanto rappresentanti legali [v. 1387] dello scomparso, possono realizzare tutti gli atti di gestione del suo patrimonio indicati nell’art. 48.

 

Le norme vigenti prevedono specifici obblighi di denuncia della scomparsa (v. art. 333 c.p.p.) e, in generale, un dovere civico di denuncia alle forze di polizia da parte di chiunque venga a conoscenza dell’allontanamento di una persona dalla propria abitazione o dal luogo di temporanea dimora, quando dalla scomparsa possa derivare un pericolo per la vita o per l’incolumità personale dello scomparso.

 


Giurisprudenza annotata

Assenza e morte presunta

La "conservazione del patrimonio dello scomparso", ai sensi dell'art. 48 cod. civ., pur non configurandosi come intrinsecamente dinamica, può implicare la gestione di attività economiche complesse, affinché non subiscano pregiudizio per la momentanea assenza del titolare, sicché il giudice può autorizzare il curatore dell'imprenditore scomparso a gestire le società a lui facenti capo. Cassa con rinvio, Trib. Piacenza, 09/10/2007

Cassazione civile sez. II  20 febbraio 2014 n. 4081  

 

In tema di contratto d'opera intellettuale, ai sensi dell'art. 2233, primo comma, cod. civ., per la liquidazione del compenso del professionista (nella specie, curatore allo scomparso), ove il compenso stesso non sia stato pattuito tra le parti, né sia determinabile in base a tariffe o usi, il giudice deve acquisire il parere dell'associazione professionale di appartenenza. Cassa con rinvio, Trib. Piacenza, 09/10/2007

Cassazione civile sez. II  20 febbraio 2014 n. 4081  

 

Il tempo e le risorse professionali impiegate dal curatore dello scomparso nell'attività di amministrazione di società non possono essere retribuiti anche come attività di curatela 'generica'. Si tratta, infatti, di attività che dev'essere retribuita direttamente dalla società, cioè dal soggetto che l'ha ricevuta come prestazione, sicché l'ulteriore liquidazione, con relativa imposizione agli eredi pro quota, risulta priva di giustificazione.

Cassazione civile sez. II  20 febbraio 2014 n. 4081

 

La scomparsa del creditore, con la nomina di un curatore speciale ai sensi dell'art. 48 c.c., non implica di per sè che il debitore dello scomparso debba eseguire od offrire la prestazione dovuta al curatore predetto: invero, la scomparsa non incide sulla capacità o sullo "status" del soggetto (a differenza di quanto si verifica nelle ipotesi di assenza o di morte presunta), mentre è onere del curatore dare notizia della nomina ricevuta, indicando luogo, tempo e modalità dell'adempimento.

Cassazione civile sez. I  04 luglio 1991 n. 7364  

 

Il curatore dello scomparso, in quanto abilitato, ai sensi dell'art. 48 c.c., alla conservazione del patrimonio della persona scomparsa, nel quale rientra anche il diritto, precedentemente acquisito dalla stessa, al trattamento di pensione di vecchiaia, è legittimato a riscuotere, non "iure proprio" ma in nome e per conto dello scomparso, i ratei pensionistici a questo spettanti, senza che a tale legittimazione sia di ostacolo la mancata prova dell'esistenza in vita del pensionato ai sensi dell'art. 69 c.c. essendo tale norma inapplicabile alla specie per l'indubitabile anteriorità dell'insorgenza del diritto alla pensione rispetto alla scomparsa del suo titolare. È legittimo il provvedimento camerale del giudice col quale viene autorizzato il coniuge, in veste di curatore speciale, ad incassare i ratei pensionistici dello scomparso fino alla avvenuta dichiarazione di assenza.

Cassazione civile sez. lav.  24 ottobre 1989 n. 4338

 

 

Assistenza e previdenza

Fra i diritti dipendenti dalla morte dell'assente, dei quali è ammissibile l'esercizio temporaneo ai sensi dell'art. 50 comma 3 c.c., rientrano non solo i diritti che incidono sul patrimonio dell'assente ma - attesa la diversità di formulazione di detta norma rispetto all'art. 26 del vecchio c.c. - anche quelli che debbono esser fatti valere verso terzi; pertanto, la moglie dell'assente titolare di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, che, in caso di morte del marito, acquisterebbe "iure proprio" il diritto alla pensione di reversibilità, ha diritto - durante l'assenza del coniuge pensionato - ad esigere i ratei della pensione, a titolo di anticipata e provvisoria liquidazione della pensione di reversibilità e nei limiti della quota a lei autonomamente riservata, senza che per ciò sia configurabile alcun eventuale sacrificio degli interessi dell'istituto previdenziale, il quale, in caso di ritorno dell'assente, deve corrispondergli solo la differenza fra l'importo a lui spettante e le somme corrisposte alla moglie, non potendo il pensionato far valere a carico dell'ente alcuna azione o pretesa ulteriore.

Cassazione civile sez. lav.  05 novembre 1988 n. 5988  

 



 
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