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Art. 484 codice civile: Accettazione col beneficio d’inventario

L’accettazione col beneficio d’inventario si fa mediante dichiarazione (1), ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni conservato nello stesso tribunale.

Entro un mese dall’inserzione, la dichiarazione deve essere trascritta, a cura del cancelliere, presso l’ufficio dei registri immobiliari del luogo in cui si è aperta la successione.

La dichiarazione deve essere preceduta o seguita dall’inventario, nelle forme prescritte dal codice di procedura civile (2).

Se l’inventario è fatto prima della dichiarazione, nel registro deve pure menzionarsi la data in cui esso è stato compiuto.

Se l’inventario è fatto dopo la dichiarazione, l’ufficiale pubblico che lo ha redatto deve, nel termine di un mese, far inserire nel registro l’annotazione della data in cui esso è stato compiuto.

 

Commento

Circondario: indica l’ambito di competenza territoriale del tribunale, mentre per la Corte d’Appello si parla di distretto.

 

(1) L’accettazione con beneficio d’inventario non può essere tacita (derivare cioè da un comportamento concludente), ma deve essere sempre espressa. In seguito alla dichiarazione la qualità di erede viene acquistata immediatamente.

 

(2) L’inventario è eseguito (art. 769 ss. c.p.c.) dal cancelliere del tribunale o da un notaio e ad esso possono assistere gli eredi del defunto nonché i suoi creditori. All’inventario si procede mediante la descrizione dettagliata di tutti i beni immobili e mobili, i documenti e le carte del defunto. Esso ha la funzione di determinare l’effettivo ammontare dei beni del defunto per tenerli separati da quelli dell’erede; anche questo documento dovrà essere inserito nel registro delle successioni ai fini della predetta pubblicità.

 

L’accettazione beneficiata nasce dall’esigenza di limitare la responsabilità dell’erede per i debiti del defunto: a differenza dell’accettazione pura e semplice, quella beneficiata ha come effetto la separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede, per cui i creditori ereditari non possono agire per il soddisfacimento dei loro debiti sul patrimonio dell’erede.


Giurisprudenza annotata

Successioni

L'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario integra una eccezione in senso lato, in quanto il legislatore non ne ha espressamente escluso la rilevabilità d'ufficio e tale condizione non corrisponde all'esercizio di un diritto potestativo, ma rileva quale fatto da solo sufficiente ad impedire la confusione del patrimonio dell'erede con quello del defunto. Ne consegue che, ove tale fatto sia già documentato in atti, il beneficio è liberamente invocabile dalla parte - anche in assenza di specifica allegazione e con forme diverse da quelle previste dall'art. 484 cod. civ. - pure nel giudizio d'appello ed è rilevabile d'ufficio dal giudice a favore degli altri chiamati all'eredità, senza che rilevi l'eventuale contumacia degli stessi, operando l'effetto espansivo previsto dall'art. 510 cod. civ. fino a quando essi non abbiano manifestato una accettazione pura e semplice ovvero siano decaduti dal beneficio, salva la facoltà di accettare avvalendosi espressamente del beneficio, ovvero di rinunciare all'eredità. Rigetta e rimette sez. semplici, App. Milano, 25/03/2006

Cassazione civile sez. un.  07 maggio 2013 n. 10531  

 

In caso di accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario, l'art. 493 cod. civ. non consente all'erede beneficiato di disporre liberamente dei beni dell'asse, ma rimette al giudice la valutazione della convenienza di qualsiasi atto di alienazione o di straordinaria amministrazione, incidente sul patrimonio ereditario e non finalizzato alla sua conservazione e liquidazione, stante l'obbligo di amministrazione dei beni nell'interesse dei creditori e dei legatari. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha ritenuto che non rientrassero nell'ambito degli atti necessitanti dell'apposita autorizzazione giudiziaria la demolizione di un'autovettura di nessun valore commerciale caduta in successione, come l'appropriazione del vestiario del "de cuius" di valore minimale). Rigetta, App. Milano, 25/03/2006

Cassazione civile sez. II  25 ottobre 2013 n. 24171  

 

In tema di accettazione beneficiata, il prolungamento dei termini per la redazione dell'inventario in presenza di minori chiamati all'eredità, ai sensi dell'art. 489 cod. civ., non si estende ai loro rappresentanti che eventualmente siano chiamati in proprio. Rigetta, Comm. Trib. Reg. della Puglia, 14/02/2008

Cassazione civile sez. trib.  09 maggio 2014 n. 10054  

 

L'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario è pur sempre un'accettazione dell'eredità, sicché l'erede beneficiato, quale successore nel debito ereditario, può essere condannato al pagamento dell'intero, fermo che, in concreto, la sua responsabilità resta limitata "intra vires hereditatis" ove egli faccia valere il beneficio con l'apposita eccezione. Ne consegue che, in caso di esecuzione forzata avviata da un creditore del "de cuius", l'erede beneficiato non ha interesse ad opporre che il bene staggito è estraneo all'asse ereditario per averne il "de cuius" disposto in vita.

Cassazione civile sez. III  04 settembre 2012 n. 14821  

 

In tema accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, deve essere rimessa al Primo Presidente per l'assegnazione alle sezioni unite della Corte la seguente questione di massima di particolare importanza: "se il limite della responsabilità dell'erede, che abbia accettato con beneficio di inventario, per l'adempimento dei debiti ereditari, costituisca o meno oggetto di un'eccezione in senso stretto". (Rimessione degli atti al Primo Presidente ex art. 374 c.p.c.).

Cassazione civile sez. II  26 marzo 2012 n. 4852  

 

 

Imposte

In tema di imposta di successione, il termine per la presentazione della dichiarazione di successione, nel caso in cui il chiamato all'eredità sia un minorenne, decorre — in base alla lettura coordinata dell'art. 31, comma 2, lett. d, d.lg. 31 ottobre 1990 n. 346 (nel testo ratione temporis vigente) e degli art. 484, 485 e 489 c.c. — dalla scadenza del termine ultimo per la redazione dell'inventario e, quindi, decorso un anno dal compimento della maggiore età, senza che abbia rilievo alcuno la circostanza che il minorenne, all'apertura della successione, si trovi o meno nel possesso dei beni ereditari.

Cassazione civile sez. trib.  04 marzo 2011 n. 5211  

 

In tema di imposta di successione, il termine per la presentazione della dichiarazione di successione, nel caso in cui il chiamato all'eredità accetti con beneficio di inventario, decorre - in mancanza di un'apposita disciplina e sulla base di un'interpretazione sistematica volta ad assicurare il coordinamento tra l'art. 31, comma 2, lett. d, del d.lg. n. 346 del 1990 (nel testo ratione temporis vigente) e la disciplina civilistica (art. 484 ss. c.c.) - dalla scadenza del termine ultimo, comprensivo delle eventuali proroghe, per la redazione dell'inventario, in modo da consentire al chiamato di effettuare una precisa e non affrettata dichiarazione dei beni ereditari. (In applicazione del principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, in un caso in cui gli eredi accettanti con beneficio di inventario avevano prima richiesto al tribunale la nomina di un notaio per la redazione dell'inventario e successivamente avevano ottenuto una proroga di tre mesi ex art. 485 c.c., aveva ritenuto che i termini per la denuncia di successione decorressero dal momento in cui era scaduta la proroga

Cassazione civile sez. trib.  09 giugno 2010 n. 13856  

 



 
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