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Art. 489 codice civile: Incapaci

I minori, gli interdetti e gli inabilitati non s’intendono decaduti dal beneficio d’inventario, se non al compimento di un anno dalla maggiore età o dal cessare dello stato d’interdizione o d’inabilitazione, qualora entro tale termine non si siano conformati alle norme della presente sezione.


Giurisprudenza annotata

Successioni

In tema di accettazione beneficiata, il prolungamento dei termini per la redazione dell'inventario in presenza di minori chiamati all'eredità, ai sensi dell'art. 489 cod. civ., non si estende ai loro rappresentanti che eventualmente siano chiamati in proprio. Rigetta, Comm. Trib. Reg. della Puglia, 14/02/2008

Cassazione civile sez. trib.  09 maggio 2014 n. 10054  

 

Qualora il genitore esercente la potestà sul figlio minore chiamato all'eredità faccia l'accettazione prescritta dall'art. 471 c.c. da cui deriva l'acquisto da parte del minore della qualità di erede (art. 470 e 459 c.c.), ma non compia l'inventario - necessario per poter usufruire della limitazione della responsabilità - e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l'eredità resta acquisita da quest'ultimo, che però considerato erede puro e semplice (art. 489 c.c.).

Cassazione civile sez. II  23 agosto 1999 n. 8832  

 

Qualora il genitore esercente la potestà sul minore chiamato all'eredità faccia l'accettazione prescritta dall'art. 471 c.c., da cui deriva l'acquisto da parte del minore della qualità di erede (art. 470 e 459 c.c.), ma non compia l'inventario - necessario solo per potere usufruire della limitazione della responsabilità - e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l'eredità resta acquisita da quest'ultimo, che va però considerato erede puro e semplice (art. 489 c.c.).

Cassazione civile sez. II  27 febbraio 1995 n. 2276  

 

Qualora il genitore esercente la potestà sul figlio minore chiamato all'eredità faccia l'accettazione prescritta dall'art. 471 c.c., da cui deriva l'acquisto da parte del minore della qualità di erede (art. 470 e 459 c.c.), ma non compia l'inventario - necessario solo per poter usufruire della limitazione della responsabilità - e questo non sia redatto neppure dal minore entro un anno dal raggiungimento della maggiore età, l'eredità resta acquisita da quest'ultimo, che va però considerato erede puro e semplice (art. 489 c.c.).

Cassazione civile sez. II  27 febbraio 1995 n. 2276  

 

La decadenza del beneficio d'inventario conseguente alla mancata osservanza da parte del chiamato nel possesso dei beni ereditari delle disposizioni dettate dall'art. 485 c.c., non può trovare applicazione nella ipotesi in cui il successibile sia un minore, posto che la sua decadenza dal beneficio può avvenire solo in applicazione della normativa di cui all'art. 489 c.c., nel quadro della quale la verificazione di siffatta decadenza va senz'altro esclusa tutte le volte che l'accettazione beneficiata e l'inventario siano stati eseguiti prima del raggiungimento della maggiore età anche senza l'osservanza del termine di cui all'art. 485 c.c.

Cassazione civile sez. II  28 agosto 1993 n. 9142  

 

La disposizione dell'art. 485 c.c., secondo cui il chiamato all'eredità che è a qualunque titolo nel possesso dei beni ereditari, è considerato puro e semplice, ove non ottemperi alle disposizioni circa la compilazione dell'inventario nel termine prescritto, non è applicabile (anche ai fini dell'esercizio dell'azione di riduzione dei legittimari) nell'ipotesi di eredità devolute ai minori, posto che nei confronti di tali soggetti la decadenza dal beneficio d'inventario non può avvenire, a norma dell'art. 489 c.c., se non al compimento di un anno dalla maggiore età, restando escluso che, una volta che l'inventario sia stato eseguito, sia pure nel mancato rispetto del termine di cui all'art. 485 cit., ma in costanza della minore età del chiamato, questi debba reiterare, per conservare la posizione di erede beneficiario, un inventario già compiuto, entro l'anno dal raggiungimento della maggiore età.

Cassazione civile sez. II  28 agosto 1993 n. 9142  

 

L'art. 489 c.c. non attribuisce al minore, il cui legale rappresentante non abbia rinunciato a suo nome all'eredità, il diritto di rinunciarvi al compimento della maggiore età, ma soltanto la facoltà di redigere l'inventario nel termine di un anno dal compimento della maggiore età, in guisa da garantire la sua responsabilità intra vires hereditatis.

Cassazione civile sez. II  28 agosto 1993 n. 9142  

 

 

Procedimento civile

In ipotesi di interruzione del processo per morte di una parte, l'altra parte può operare la riassunzione, entro un anno dalla morte stessa, con notifica fatta collettivamente ed impersonalmente agli eredi del defunto, nell'ultimo domicilio di questo, ai sensi dell'art. 303, comma 2, c.p.c., comprendendosi in tale ambito il chiamato all'eredità che non abbia ancora accettato, la cui legittimazione deriva sia dalla norma di carattere generale sui poteri del chiamato all'eredità prima dell'accettazione, di cui all'art 460 c.c., sia, ove si tratti di eredità devoluta a minori, dall'art 486 c.c., secondo il quale il chiamato può stare in giudizio come convenuto per rappresentare l'eredità durante i termini per fare l'inventario e per deliberare. Rigetta, App. Napoli, 08/06/2006

Cassazione civile sez. II  25 marzo 2013 n. 7464  

 

 

Imposte

In tema di imposta di successione, il termine per la presentazione della dichiarazione di successione, nel caso in cui il chiamato all'eredità sia un minorenne, decorre — in base alla lettura coordinata dell'art. 31, comma 2, lett. d, d.lg. 31 ottobre 1990 n. 346 (nel testo ratione temporis vigente) e degli art. 484, 485 e 489 c.c. — dalla scadenza del termine ultimo per la redazione dell'inventario e, quindi, decorso un anno dal compimento della maggiore età, senza che abbia rilievo alcuno la circostanza che il minorenne, all'apertura della successione, si trovi o meno nel possesso dei beni ereditari.

Cassazione civile sez. trib.  04 marzo 2011 n. 5211  



 
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