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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 49 codice civile: Dichiarazione di assenza

Trascorsi due anni dal giorno a cui risale l’ultima notizia, i presunti successori legittimi e chiunque ragionevolmente creda di avere sui beni dello scomparso diritti dipendenti dalla morte di lui (1) (2) possono domandare al tribunale competente, secondo l’articolo precedente, che ne sia dichiarata l’assenza (3).


Commento

Assenza: è una situazione di diritto, al contrario della scomparsa. In particolare, è la situazione che si verifica quando la persona è scomparsa da oltre due anni, dando luogo ad un’incertezza sulla sua esistenza.

L’assenza viene dichiarata con sentenza su ricorso dei presunti successori legittimi [v. 696] e di chiunque creda ragionevolmente di avere sui beni dello scomparso diritti dipendenti dalla morte di lui; la competenza è del tribunale dell’ultimo domicilio o dell’ultima residenza.

 

(1) La dichiarazione produce i suoi effetti nella sfera giuridica dello scomparso, ma anche di tutti i soggetti che abbiano diritti dipendenti dalla sua morte (in particolare gli eredi).

(2) Sono legittimati a chiedere la dichiarazione di assenza anche coloro che si ritengono eredi testamentari [v. 457] e coloro che, a seguito della morte dell’assente, vedrebbero estinguere le loro obbligazioni [v. Libro IV, Titolo I].

(3) La decisione ha forma e sostanza di sentenza, perciò può essere oggetto di un’eventuale impugnazione. Si crea in tal modo una situazione giuridica più stabile di quella che deriva dai provvedimenti cautelari previsti dall’art. 48 per il caso di scomparsa.


Giurisprudenza annotata

Previdenza ed assistenza

A seguito della dichiarazione di assenza del titolare di rendita di inabilità a carico dell'Inail (prestazione previdenziale diretta, il cui diritto è esercitatile soltanto dal titolare e non da altri, ancorché siano probabili successori futuri dell'assente) non esiste alcun diritto alla prestazione indiretta o di reversibilità corrispondente, che possa essere esercitato, in quanto la fattispecie costitutiva del diritto alla rendita ai superstiti, di cui all'art. 85 del d.P.R. n. 1124 del 1965, risulta integrata non solo dalla morte del titolare della rendita, ma anche dal nesso di causalità tra l'infortunio sul lavoro o la tecnopatia e la morte. (Nella specie, la S.C. ha censurato la decisione di merito che aveva riconosciuto il diritto alla rendita di inabilità, a seguito della dichiarazione di assenza del suo titolare, in favore del coniuge, confermandola per aver rigettato, invece, in difetto della morte del titolare della rendita di inabilità, la domanda del coniuge stesso diretta ad ottenere la rendita ai superstiti).

Cassazione civile sez. lav.  03 agosto 2005 n. 16283  

 

Fra i diritti dipendenti dalla morte dell'assente, dei quali è ammissibile l'esercizio temporaneo ai sensi dell'art. 50 comma 3 c.c., rientrano non solo i diritti che incidono sul patrimonio dell'assente ma - attesa la diversità di formulazione di detta norma rispetto all'art. 26 del vecchio c.c. - anche quelli che debbono esser fatti valere verso terzi; pertanto, la moglie dell'assente titolare di pensione a carico dell'assicurazione generale obbligatoria, che, in caso di morte del marito, acquisterebbe "iure proprio" il diritto alla pensione di reversibilità, ha diritto - durante l'assenza del coniuge pensionato - ad esigere i ratei della pensione, a titolo di anticipata e provvisoria liquidazione della pensione di reversibilità e nei limiti della quota a lei autonomamente riservata, senza che per ciò sia configurabile alcun eventuale sacrificio degli interessi dell'istituto previdenziale, il quale, in caso di ritorno dell'assente, deve corrispondergli solo la differenza fra l'importo a lui spettante e le somme corrisposte alla moglie, non potendo il pensionato far valere a carico dell'ente alcuna azione o pretesa ulteriore.

Cassazione civile sez. lav.  05 novembre 1988 n. 5988  

 

 

Pensioni di guerra

A norma dell'art. 60 c.c., oltre che nel caso indicato dall'art. 58 c.c. che presuppone la già avvenuta dichiarazione di assenza di chi sia scomparso da almeno due anni (art. 49), la morte presunta può essere dichiarata, tra l'altro, quando qualcuno è scomparso in operazioni belliche alle quali ha preso parte senza che si abbiano più notizie di lui e siano trascorsi due anni dall'entrata in vigore del Trattato di pace ovvero tre anni dalla cessazione delle ostilità.

Tribunale Ascoli Piceno  01 dicembre 2010 n. 2  

 

 

Procedimento civile

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 300 c.p.c., in riferimento all'art. 24 cost., per la parte in cui non prevede l'interruzione del processo come effetto della conoscenza comunque acquisita (e quindi non risultante in modo processualmente valido) della morte della parte contumace, non essendo applicabili al caso i principi affermati dalla sentenza della Corte cost. n. 220 del 1986, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale degli art. 75 e 300 c.p.c. in riferimento alla diversa fattispecie della scomparsa nel corso del processo del convenuto.

Cassazione civile sez. II  04 febbraio 2000 n. 1250  

 

 

Assenza e morte presunta

Il curatore dello scomparso, in quanto abilitato, ai sensi dell'art. 48 c.c., alla conservazione del patrimonio della persona scomparsa, nel quale rientra anche il diritto, precedentemente acquisito dalla stessa, al trattamento di pensione di vecchiaia, è legittimato a riscuotere, non "iure proprio" ma in nome e per conto dello scomparso, i ratei pensionistici a questo spettanti, senza che a tale legittimazione - la quale, in mancanza di limiti temporali imposti dal provvedimento di nomina, permane per tutto il periodo della scomparsa, fino alla promozione del procedimento per la dichiarazione di assenza (art. 49 c.c.) - sia di ostacolo la mancata prova dell'esistenza di vita del pensionato ai sensi dell'art. 69 c.c. (secondo cui nessuno è ammesso a reclamare un diritto in nome della persona di cui si ignora l'esistenza, se non prova che la persona esisteva quando il diritto è nato), essendo tale norma inapplicabile alla specie per l'indubitabile anteriorità dell'insorgenza del diritto alla pensione rispetto alla scomparsa del suo titolare.

Cassazione civile sez. lav.  24 ottobre 1989 n. 4338  

 

 



 
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