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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 491 codice civile: Responsabilità dell’erede nell’amministrazione

L’erede con beneficio d’inventario non risponde (1) dell’amministrazione dei beni ereditari se non per colpa grave (2).


Commento

(1) L’erede, quindi, non è responsabile — come, invece, generalmente avviene — per colpa lieve, potendo osservare il suo dovere di compiere l’incarico con diligenza, perizia o prudenza in misura più attenuata. Questa limitazione di responsabilità è dovuta al fatto che, pure in presenza del beneficio, l’erede amministra beni di sua proprietà, nell’interesse proprio e degli altri creditori.

 

(2) La colpa grave ricorre in tutti i casi in cui l’erede non rispetta quel livello minimo di diligenza che ci si aspetta nella sua condotta: essa non comporta la perdita del beneficio, ma solo l’obbligo di risarcire i danni ai creditori e legatari.


Giurisprudenza annotata

Successioni

La riassunzione dei giudizi promossi dal "de cuius" e la gestione dell'impresa commerciale relativa all'azienda commerciale caduta nell'eredità, se contenuta nei limiti del normale esercizio, effettuate dall'erede che abbia accettato l'eredità con beneficio di inventario costituiscono atti di ordinaria amministrazione e, conseguentemente, non cagionano la decadenza dell'erede da detto beneficio.

Cassazione civile sez. III  14 marzo 2003 n. 3791  

 

 

Azienda

Nel caso di comunione incidentale di azienda, ove il godimento di questa si realizzi mediante il diretto sfruttamento della medesima da parte di uno o più partecipanti alla comunione, è configurabile l'esercizio di un'impresa individuale o collettiva (nella forma della società regolare oppure della società irregolare o di fatto), nonostandovi l'art. 2248 c.c. (che assoggetta alle norme degli art. 1100 e ss. dello stesso codice la comunione costituita o mantenuta al solo scopo di godimento). Pertanto, nel caso in cui l'erede con beneficio d'inventario ed il coniuge usufruttuario ex lege (art. 581, vecchio testo, c.c.) esercitino, congiuntamente ed in via di fatto, lo sfruttamento diretto dell'azienda già appartenuta al de cuius, è esclusa la configurabilità di una mera amministrazione di beni ereditari in regime di comunione incidentale di godimento e si è, invece, in presenza dell'esercizio di attività imprenditoriale da parte di una società di fatto, con l'ulteriore conseguenza che, in ordine alla responsabilità per i debiti contratti nell'esercizio di tale attività, restano prive di rilievo la qualità successoria delle persone anzidette e le correlative limitazioni di responsabilità.

Cassazione civile sez. lav.  21 febbraio 1984 n. 1251  



 
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