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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 492 codice civile: Garanzia

Se i creditori o altri aventi interesse lo richiedono (1), l’erede deve dare idonea garanzia (2) per il valore dei beni mobili compresi nell’inventario, per i frutti degli immobili e per il prezzo dei medesimi che sopravanzi al pagamento dei creditori ipotecari.


Commento

(1) Per ottenere la garanzia non è richiesta la dimostrazione di un pericolo di insolvenza, ossia del pericolo che l’erede non sia in grado di soddisfare con regolarità le proprie obbligazioni. Chiunque dei creditori o dei legatari può richiederla.

 

(2) La scelta del tipo di garanzia da prestare (reale, personale, cauzione) spetta all’erede.

 

 

L’imposizione di una garanzia a favore dei creditori nasce dall’esigenza di attribuire a questi ultimi una contropartita per il fatto che l’intera gestione dell’eredità spetta esclusivamente all’erede che potrebbe anche sperperare il patrimonio ereditario.


Giurisprudenza annotata

Successioni

La disposizione dell'art. 490 comma 2 n. 2) c.c. che limiti la responsabilità dell'erede accettante con il beneficio d'inventario per il pagamento dei debiti ereditari e dei legati intra vires e cum viribus hereditatis, va intesa nel senso che nell'espressione "debiti" debbono ricomprendersi, sebbene non espressamente menzionati, anche gli oneri modali e, più in generale, tutti i pesi ereditari posti a carico dell'erede dall'art. 752 c.c., con la conseguenza che, in caso di inadempimento, il beneficiario del modo testamentario non può agire sui beni propri dell'erede che abbia accettato con beneficio d'inventario ma deve subire il concorso dei creditori ereditari e dei legatari.

Cassazione civile sez. II  29 aprile 1993 n. 5067  

 

Il creditore del de cuius è privo dell'interesse idoneo a legittimare il suo intervento ex art. 105 c.p.c. nel processo per azione di riduzione esperita dal legittimario, ove questi abbia accettato l'eredità con il beneficio dell'inventario, poiché, in tale ipotesi, quegli, a norma dell'art. 557 c.c., non può proporre in via surrogatoria l'indicata azione o approfittarne; nè detto interesse è ravvisabile in previsione di un'eventuale decadenza dell'erede dal beneficio, giacché in tal caso l'estensione della responsabilità dello stesso coinvolgerebbe tutto il suo patrimonio e non soltanto i beni ottenuti mediante l'azione di riduzione, nè in relazione ai vantaggi derivanti al creditore del de cuius dall'esperimento vittorioso dell'azione in questione da parte dell'erede beneficiato, trattandosi di vantaggi postulanti l'insufficienza del patrimonio personale del medesimo a sopportare i pesi riflettentisi su di esso in alcune evenienze relativa all'eredità beneficiata (art. 492 c.c., etc.) e comunque connessi ad un incremento del patrimonio del debitore, configurante di per sè un interesse del creditore generico e di mero fatto.

Cassazione civile sez. II  23 febbraio 1982 n. 1114  



 
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