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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 495 codice civile: Pagamento dei creditori e legatari

Trascorso un mese dalla trascrizione (1) prevista nell’art. 484 o dall’annotazione disposta nello stesso articolo per il caso che l’inventario sia posteriore alla dichiarazione, l’erede, quando creditori o legatari non si oppongono ed egli non intende promuovere la liquidazione a norma dell’art. 503 (2), paga i creditori e i legatari a misura che si presentano, salvi i loro diritti di poziorità (3).

Esaurito l’asse ereditario, i creditori rimasti insoddisfatti hanno soltanto diritto di regresso contro i legatari, ancorché di cosa determinata appartenente al testatore (4), nei limiti del valore del legato.

Tale diritto si prescrive in tre anni dal giorno dell’ultimo pagamento, salvo che il credito sia anteriormente prescritto.


Commento

(1) Se l’erede effettua il pagamento prima di tale scadenza, perderà il beneficio d’inventario.

 

(2) La legge prevede tre modi diversi per il pagamento dei debiti ereditari: la liquidazione individuale (regolata del presente articolo), la liquidazione concorsuale [v. 498] ed il rilascio dei beni ereditari [v. 507]. Nella liquidazione individuale non si prevede un termine per l’esaurimento della procedura, salvo quello ordinario per l’estinzione dei singoli diritti ereditari.

 

(3) Titoli preferenziali sono il pegno [v. 2784], l’ipoteca [v. 2808] o il privilegio [v. 2745].

 

(4) È questa l’ipotesi del cd. legato di specie che, avendo ad oggetto una cosa determinata, diventa automaticamente di proprietà [v. 649] del legatario.

 

 

La legge avvantaggia i creditori rispetto ai legatari, assicurando loro una preferenza, in quanto cercano di evitare conseguenze patrimoniali dannose, mentre i legatari, tutt’al più, possono rischiare di non acquistare il vantaggio sperato.

 

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

In tema di accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, il divieto di promuovere procedure esecutive, posto a carico dei creditori dall'art. 506, comma 1, c.c. (una volta eseguita la pubblicazione di cui all'art. 498 c.c.), non esclude che i creditori stessi possano procurarsi un titolo giudiziale di accertamento o esecutivo e dunque procedano verso l'erede con le opportune azioni, valendo tale titolo nella procedura di liquidazione predetta, ove il relativo credito può trovare soddisfazione nell'eventuale residuo; l'erede contro il quale sia stato formato un titolo esecutivo che lo condanni in qualità di erede beneficiato, pur se tenuto al pagamento non oltre il valore dei beni a lui pervenuti (ex art. 490, comma 2, n. 2, c.c.), per potersi esonerare dal pagamento deve dimostrare non che l'asse ereditario sia stato originariamente insufficiente a coprire la passività, bensì che lo stesso è rimasto esaurito nel pagamento di creditori presentatisi in precedenza. (Principio reso con riguardo ad una pretesa fiscale, ritenuta non azionabile dalla sentenza impugnata in cui la commissione tributaria aveva erroneamente negato che l'ufficio creditore potesse domandare alcunché per non aver fatto opposizione allo stato di liquidazione ed ivi ottenuto una riforma dello stesso).

Cassazione civile sez. trib.  24 ottobre 2008 n. 25670  

 

In caso di opposizione allo stato di graduazione dell'eredità beneficiata, la pubblicazione, ai sensi dell'art. 498 c.c., nel Foglio degli Annunzi Legali della Provincia dell'invito a legatari e creditori a presentare le dichiarazioni di credito assolve alla funzione di assicurare una forma di conoscenza legale da parte di tutti coloro che non siano stati raggiunti per qualsiasi motivo dall'invito individuale, anche ai fini della decorrenza del termine per la presentazione della dichiarazione di credito, sicché una volta scaduto detto termine le dichiarazioni pervenute successivamente potranno soddisfarsi soltanto sull'eventuale residuo, a nulla rilevando il mancato invio di inviti individuali a creditori di cui si assuma essere stato noto il recapito.

Cassazione civile sez. II  19 ottobre 1994 n. 8527  

 

L'erede, in confronto del quale sia stato formato un titolo esecutivo che lo condanni in qualità di erede beneficiato e che sarà perciò tenuto al pagamento non oltre il valore dei beni a lui pervenuti (art. 490 comma 2 n. 2 c.c.), per potersi esonerare dal pagamento deve dimostrare non che l'asse ereditario sia stato originariamente insufficiente a coprire la passività bensì che lo stesso è rimasto esaurito nel pagamento di creditori presentatisi in precedenza.

Cassazione civile sez. III  10 novembre 1993 n. 11084  

 

Soltanto nei pagamenti effettuati dal debitore, al di fuori qualsiasi procedura concorsuale o individuale, esiste, da una parte, la discrezionalità assoluta nel pagare uno anziché un altro creditore (il pagamento di debito scaduto non è soggetto ad azione revocatoria: art. 2981 c.c.) e, dall'altra, la non configurabilità di una posizione di preminenza dei creditori aventi titolo poziore, tale da far ritenere indebito il pagamento fatto al creditore con titolo deteriore. Al contrario in caso di pagamenti effettuati in base ad un dovere d'ufficio (come quelli fatti dal curatore dell'eredità giacente), da una parte è esclusa la discrezionalità nei pagamenti, dovendo essere osservato l'ordine dei diritti di prelazione, come testualmente previsto dall'art. 495 c.c. (richiamato - senza ombra di dubbio - dall'art. 531 stesso codice) e, dall'altra, il diritto dei vari creditori alla soddisfazione delle loro ragioni non è assoluto, ma è limitato dal concorrente diritto di quelli aventi titolo poziore.

Cassazione civile sez. II  23 febbraio 1985 n. 1627



 
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