codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 497 codice civile: Mora nel rendimento del conto

L’erede non può essere costretto al pagamento con i propri beni, se non quando è stato costituito in mora a presentare il conto e non ha ancora soddisfatto a quest’obbligo.

Dopo la liquidazione del conto, non può essere costretto al pagamento (1) con i propri beni se non fino alla concorrenza delle somme di cui è debitore.


Commento

(1) Ci si riferisce ai debiti che ha l’erede verso l’eredità e che risultano dal conto approvato dal giudice o dagli altri creditori.

 

 

Il comma 1 dell’articolo in commento ribadisce il principio che l’erede con beneficio d’inventario risponde per i beni ereditari limitatamente al valore dei beni a lui pervenuti (a meno che non sia stato costituito in mora). In particolare, l’erede dovrà pagare i debiti ereditari solo con i beni ereditari e non anche con beni propri.

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

L'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario limita la responsabilità dell'erede per i debiti del de cuius entro il valore dei beni ereditari, determinando per l'erede una posizione più favorevole a fronte delle pretese dei creditori del defunto. L'accettazione beneficiata va eccepita verso il creditore, che faccia valere illimitatamente la sua pretesa, nel giudizio di cognizione onde contenere l'estensione e gli effetti della pronunzia nei limiti dalla stessa imposti. Diversamente in sede di esecuzione e nel giudizio di opposizione ogni determinazione in ordine ai limiti entro cui l'erede risponde dei debiti ereditari è preclusa comportando tale valutazione un sindacato di merito sulla sentenza azionata.

Tribunale Milano sez. III  17 luglio 2006 n. 8778  

 

L'erede, in confronto del quale sia stato formato un titolo esecutivo che lo condanni in qualità di erede beneficiato e che sarà perciò tenuto al pagamento non oltre il valore dei beni a lui pervenuti (art. 490 comma 2 n. 2 c.c.), per potersi esonerare dal pagamento deve dimostrare non che l'asse ereditario sia stato originariamente insufficiente a coprire la passività bensì che lo stesso è rimasto esaurito nel pagamento di creditori presentatisi in precedenza.

Cassazione civile sez. III  10 novembre 1993 n. 11084  

 

La disposizione dell'art. 490, comma 2, n. 2 c.c. che limita la responsabilità dell'erede accettante con il beneficio d'inventario per il pagamento dei debiti ereditari e dei legati "intra vires" e "cum viribus hereditatis", va intesa nel senso che nell'espressione "debiti" debbono ricomprendersi, sebbene non espressamente menzionati, anche gli oneri modali e, più in generale, tutti i pesi ereditari posti a carico dell'erede dall'art. 752 c.c., con la conseguenza che, in caso di inadempimento, il beneficiario del modo testamentario non può agire sui beni propri dell'erede che abbia accettato con beneficio d'inventario ma deve subire il concorso dei creditori ereditari e dei legatari.

Cassazione civile sez. II  29 aprile 1993 n. 5067

 

La disposizione dell'art. 490 comma 2 n. 2) c.c. che limiti la responsabilità dell'erede accettante con il beneficio d'inventario per il pagamento dei debiti ereditari e dei legati intra vires e cum viribus hereditatis, va intesa nel senso che nell'espressione "debiti" debbono ricomprendersi, sebbene non espressamente menzionati, anche gli oneri modali e, più in generale, tutti i pesi ereditari posti a carico dell'erede dall'art. 752 c.c., con la conseguenza che, in caso di inadempimento, il beneficiario del modo testamentario non può agire sui beni propri dell'erede che abbia accettato con beneficio d'inventario ma deve subire il concorso dei creditori ereditari e dei legatari.

Cassazione civile sez. II  29 aprile 1993 n. 5067

 



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti