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Art. 500 codice civile: Termine per la liquidazione

L’autorità giudiziaria (1), su istanza di alcuno dei creditori o legatari, può assegnare un termine all’erede per liquidare le attività ereditarie e per formare lo stato di graduazione (2).


Commento

(1) È il tribunale del luogo di apertura della successione.

 

(2) Se l’erede non rispetta il termine, decadrà dal beneficio d’inventario.


Giurisprudenza annotata

Cassazione

In tema di accettazione con beneficio d'inventario, il decreto con cui il tribunale rigetta l'istanza di proroga del termine ex art. 500 cod. civ. per completare la procedura di liquidazione non è impugnabile con ricorso per cassazione a norma dell'art. 111 Cost., in quanto, pur riguardando posizioni di diritto soggettivo, chiude un procedimento di tipo non contenzioso privo di un vero e proprio contraddittorio e non statuisce in via decisoria e definitiva attesa la sua revocabilità e modificabilità alla stregua dell'art. 742 cod. proc. civ. Dichiara inammissibile, Trib. Rimini, 14/05/2007

Cassazione civile sez. II  24 settembre 2014 n. 20132  

 

 

Successione

È ammissibile il ricorso ex art. 111 cost. avverso il provvedimento di rigetto del reclamo contro il diniego della proroga del termine assegnato all'erede per liquidare le attività ereditarie e formare lo stato di graduazione, ex art. 500 c.c.

Cassazione civile sez. II  31 luglio 2012 n. 13711  

 

In tema di eredità giacente, il rigetto, da parte del tribunale in composizione monocratica, della richiesta di fissazione di un termine per il rendiconto e per la liquidazione delle attività (art. 500 c.c.) può essere impugnato, sotto forma di reclamo, al competente collegio del tribunale, mentre la successiva decisione di rigetto di quest'ultimo non è impugnabile con il rimedio straordinario del ricorso per cassazione ex art. 111 cost., poiché l'ordinanza emessa dall'organo collegiale è inidonea (in quanto non destinata ad incidere su diritti soggettivi) a produrre effetti di diritto sostanziale, ed è altresì inidonea a passare in cosa giudicata, avendo la medesima natura (non decisoria) del provvedimento pretorile di volontaria giurisdizione, con conseguente facoltà, per l'interessato, di ricorrere nuovamente al giudice per chiedere un altro provvedimento di fissazione del termine.

Cassazione civile sez. II  09 maggio 2007 n. 10643  

 

È ammissibile il ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell'art. 111 cost. avverso il provvedimento con il quale il tribunale, pronunciando in sede di reclamo ex art. 749 c.p.c., disponga la revoca della proroga del termine assegnato ex art. 500 c.c. all'erede accettante con beneficio di inventario per liquidare le attività ereditarie e formare lo stato di graduazione, trattandosi di provvedimento idoneo ad incidere su posizioni sostanziali di diritto soggettivo dell'erede medesimo (per la previsione, in particolare, della decadenza dal beneficio di inventario conseguente al mancato compimento, nel termine stabilito, delle menzionate operazioni), in contrapposizione a creditori del defunto e legatari.

Cassazione civile sez. un.  26 gennaio 2005 n. 1521  

In tema di accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario, in caso di proroga del termine assegnato agli eredi per la liquidazione delle attività ereditarie ex art. 500 c.c. - proroga che, in assenza di espressa disposizione contraria, ben può essere dall'A.G. disposta in virtù della regola generale di cui agli art. 742 e 742 bis c.p.c., nonché della natura non perentoria del termine, desumentesi anche dall'ultimo comma dell'art. 505 c.c. secondo cui la decadenza dal beneficio d'inventario può essere fatta valere soltanto dai creditori del defunto e dai legatari -, la mancata partecipazione al procedimento concernente la proroga di soggetti che avevano preso parte al procedimento di assegnazione del termine non dà luogo a nullità per violazione del contraddittorio, ben potendo la parte pretermessa adire il giudice per la revoca o modifica della proroga concessa in sua assenza, stante la non definitività dei provvedimenti concernenti i termini, mentre le altre parti, non verificandosi incapienza, non ne ricevono concreto pregiudizio e non hanno pertanto interesse a dolersene. All'erede accettante con beneficio d'inventario non può pertanto riconoscersi alcuna posizione di diritto soggettivo, sia in ordine alla mancata osservanza da parte degli altri coeredi del termine in questione originariamente assegnato dal giudice che relativamente alla proroga del medesimo.

Cassazione civile sez. II  09 novembre 2001 n. 13862  

 

Il termine che l'autorità giudiziaria, su istanza dei creditori del defunto, assegna agli eredi accettanti con beneficio d'inventario per la liquidazione delle attività ereditarie ai sensi dell'art. 500 c.c. deve ritenersi prorogabile in virtù della regola generale stabilita dagli art. 742 e 742 bis c.c., secondo cui i provvedimenti camerali - fra i quali vanno ricompresi anche i provvedimenti per la fissazione di termini - possono essere modificati o revocati in ogni tempo dallo stesso giudice che li ha emessi.

Cassazione civile sez. II  09 novembre 2001 n. 13862  

 

 

Concorsi a pubblici impieghi

Nell'ambito del requisito generale di accesso agli impieghi presso la p.a. dell'età minima di 18 anni, è del tutto logico, funzionalmente congruo e proporzionato, rispetto alla finalità pubblica perseguita di assumere agenti di polizia municipale di un grosso comune metropolitano l'aver richiesto il possesso dell'abilitazione a condurre motocicli senza limiti ("e comunque abilitazione alla guida di motocicli di cilindrata superiore ai 500 c.c.") considerato che tale specifico requisito non comporta alcuna ingiustificata discriminazione o violazione del diritto al lavoro e rappresenta invece previsione idonea a tutelare l'interesse pubblico ad una corretta ed efficace selezione del personale comunale del settore vigilanza.

T.A.R. Bari (Puglia) sez. II  30 agosto 2005 n. 3640  



 
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