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Art. 501 codice civile: Reclami

Compiuto lo stato di graduazione, il notaio ne dà avviso con raccomandata ai creditori e legatari di cui è noto il domicilio o la residenza, e provvede alla pubblicazione di un estratto dello stato nel foglio degli annunzi legali della provincia. Trascorsi senza reclami trenta giorni dalla data di questa pubblicazione, lo stato di graduazione diviene definitivo.


Commento

Con i reclami si possono far valere crediti propri, che non sono stati in tutto o in parte inseriti nella graduatoria (oppure lo sono stati, ma senza il titolo di preferenza) oppure contestare l’inclusione di crediti non aventi diritto.


Giurisprudenza annotata

Litisconsortio

In tema di accettazione di eredità con beneficio d'inventario da parte di più coeredi, l'art. 504 c.c. prescrive l'unicità della liquidazione concorsuale, nel senso che, individuato il notaio incaricato dal coerede che abbia assunto l'iniziativa in relazione alla liquidazione stessa, gli altri coeredi coinvolti debbono parteciparvi e, in caso di reclamo ex art. 501 c.c., sono litisconsorti necessari nel conseguente giudizio, i cui effetti, data la suddetta unicità, sono destinati a riflettersi sulle loro posizioni

Cassazione civile sez. II  28 marzo 2012 n. 4972  

 

 

Successioni

In tema di accettazione di eredità con beneficio d'inventario, poiché il reclamo contro lo stato di graduazione previsto dall'art. 501 c.c. dev'essere proposto, a norma dell'art. 778, comma 3, c.p.c., con citazione, dando luogo così a un ordinario giudizio contenzioso, ne deriva che l'appello deve proporsi nella medesima forma

Cassazione civile sez. II  28 marzo 2012 n. 4972  

 

In tema di accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, il divieto di promuovere procedure esecutive, posto a carico dei creditori dall'art. 506, comma 1, c.c. (una volta eseguita la pubblicazione di cui all'art. 498 c.c.), non esclude che i creditori stessi possano procurarsi un titolo giudiziale di accertamento o esecutivo e dunque procedano verso l'erede con le opportune azioni, valendo tale titolo nella procedura di liquidazione predetta, ove il relativo credito può trovare soddisfazione nell'eventuale residuo; l'erede contro il quale sia stato formato un titolo esecutivo che lo condanni in qualità di erede beneficiato, pur se tenuto al pagamento non oltre il valore dei beni a lui pervenuti (ex art. 490, comma 2, n. 2, c.c.), per potersi esonerare dal pagamento deve dimostrare non che l'asse ereditario sia stato originariamente insufficiente a coprire la passività, bensì che lo stesso è rimasto esaurito nel pagamento di creditori presentatisi in precedenza. (Principio reso con riguardo ad una pretesa fiscale, ritenuta non azionabile dalla sentenza impugnata in cui la commissione tributaria aveva erroneamente negato che l'ufficio creditore potesse domandare alcunché per non aver fatto opposizione allo stato di liquidazione ed ivi ottenuto una riforma dello stesso).

Cassazione civile sez. trib.  24 ottobre 2008 n. 25670  

 

In tema di liquidazione dell'eredità, il mancato inoltro della dichiarazione di credito entro il termine per la sua pubblicazione ai sensi dell'art. 498 c.c., non incide sulla proponibilità del reclamo contro lo stato di graduazione del credito, previsto dall'art. 501 c.c., posto che questo è azionabile anche dal creditore che non abbia fatto pervenire al notaio la dichiarazione di credito.

Tribunale Lucca  23 novembre 2002

 

I reclami contro lo stato di graduazione previsti dall'art. 501 c.c., correttamente instaurati davanti al pretore quale giudice competente per valore al momento della introduzione della domanda ai sensi del previgente art. 778 c.p.c., sono in ogni caso definiti dal tribunale secondo la disciplina transitoria dettata dall'art. 132 d.lg. 19 febbraio 1998 n. 51, che, appunto, devolve a tale organo la competenza in ordine ai procedimenti pendenti davanti al pretore alla data di efficacia dello stesso d.lg., essendo da escludere che tra le "disposizioni introdotte dal medesimo decreto", applicabili dal tribunale ai sensi del citato art. 132 (e della lett. b dell'art. 135), rientri l'art. 114, che ha modificato l'art. 778 c.p.c. attribuendo, ora, "al giudice competente per valore del luogo dell'aperta successione" - e quindi ripartendo tra giudice di pace e tribunale - la competenza sui reclami contro lo stato di graduazione.

Cassazione civile sez. II  12 febbraio 2002 n. 2002  

 

Il reclamo contro lo stato di graduazione, formato ex art. 501 c.c. dal curatore-liquidatore dell'eredità beneficiata può essere proposto non soltanto da coloro che hanno presentato la dichiarazione di credito nel termine previsto dall'art. 498 c.c., ma da chiunque altro vi abbia interesse concreto ed attuale. Conseguentemente una volta accolto il reclamo dell'INPS avverso lo stato di graduazione l'esattoria (nella specie) è tenuta a corrispondere all'INPS un importo pari all'intero liquido ereditario dalla stessa percepito a seguito della formazione dell'illegittimo stato di graduazione, (l'INPS non era stato collocato al grado I dell'ordine dei privilegi ex art. 2778 c.c.).

Pretura Roma  23 novembre 1989

 



 
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