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Art. 502 codice civile: Pagamento dei creditori e dei legatari

Divenuto definitivo lo stato di graduazione o passata in giudicato la sentenza che pronunzia sui reclami, l’erede deve soddisfare i creditori e i legatari la conformità dello stato medesimo. Questo costituisce titolo esecutivo contro l’erede (1).

La collocazione dei crediti condizionali non impedisce il pagamento dei creditori posteriori, sempre che questi diano cauzione (2).

I creditori e i legatari che non si sono presentati hanno azione contro l’erede solo nei limiti della somma che residua dopo il pagamento dei creditori e dei legatari collocati nello stato di graduazione (3). Questa azione si prescrive in tre anni dal giorno in cui lo stato è divenuto definitivo o è passata in giudicato la sentenza che ha pronunziato sui reclami, salvo che il credito sia anteriormente prescritto.


Commento

Titolo esecutivo: documento con cui viene accertato o costituito il diritto del creditore da realizzarsi in via esecutiva e da cui risulti un diritto di credito certo (nella sua esistenza), liquido (determinato nel suo ammontare) ed esigibile (non sottoposto né a condizione né a termine). Ai sensi del comma 2 dell’art. 474 c.p.c. sono titoli esecutivi: le sentenze, altri provvedimenti cui la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva (es.: i verbali di conciliazione e i decreti ingiuntivi), le cambiali e gli altri titoli di credito, gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale e anche le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute.

 

Credito condizionale: credito sottoposto a condizione.

 

(1) Se l’erede comincia ad effettuare pagamenti prima della definitiva approvazione, perderà i vantaggi che gli derivano dal beneficio d’inventario, ossia sarà tenuto a rispondere anche con beni personali verso i creditori. Conserverà tuttavia il beneficio se i predetti pagamenti sono stati effettuati a favore di creditori garantiti da ipoteca o privilegio.

 

(2) Se la condizione è sospensiva l’erede dovrà attendere che questa si verifichi, prima di poter effettuare il pagamento; nel caso di condizione risolutiva [v. 1353], invece, potrà pagare subito, ma il creditore dovrà prestare una cauzione adeguata.

 

(3) Una volta esaurita la procedura in esame, si seguiranno nuovamente le regole della liquidazione individuale, cioè i creditori che non si sono presentati saranno pagati man mano che si presentano.

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

In tema di accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, il divieto di promuovere procedure esecutive, posto a carico dei creditori dall'art. 506, comma 1, c.c. (una volta eseguita la pubblicazione di cui all'art. 498 c.c.), non esclude che i creditori stessi possano procurarsi un titolo giudiziale di accertamento o esecutivo e dunque procedano verso l'erede con le opportune azioni, valendo tale titolo nella procedura di liquidazione predetta, ove il relativo credito può trovare soddisfazione nell'eventuale residuo; l'erede contro il quale sia stato formato un titolo esecutivo che lo condanni in qualità di erede beneficiato, pur se tenuto al pagamento non oltre il valore dei beni a lui pervenuti (ex art. 490, comma 2, n. 2, c.c.), per potersi esonerare dal pagamento deve dimostrare non che l'asse ereditario sia stato originariamente insufficiente a coprire la passività, bensì che lo stesso è rimasto esaurito nel pagamento di creditori presentatisi in precedenza. (Principio reso con riguardo ad una pretesa fiscale, ritenuta non azionabile dalla sentenza impugnata in cui la commissione tributaria aveva erroneamente negato che l'ufficio creditore potesse domandare alcunché per non aver fatto opposizione allo stato di liquidazione ed ivi ottenuto una riforma dello stesso).

Cassazione civile sez. trib.  24 ottobre 2008 n. 25670

 

In pendenza della procedura concorsuale di liquidazione dell'eredità beneficiata il divieto di promuovere procedure individuali, posto dall'art. 506 c.c., si riferisce alle sole procedure esecutive e, pertanto, non esclude che i creditori, potendo avere sempre interesse a procurarsi un titolo giudiziale accertativo o esecutivo, possano promuovere nei confronti dell'erede le opportune azioni di accertamento e di condanna, con la conseguenza che, qualora una simile evenienza si verifichi, il titolo giudiziale così ottenuto può essere fatto valere nella procedura di liquidazione dell'eredità beneficiata e il relativo credito può trovare soddisfazione nell'ambito della stessa sull'eventuale residuo ex art. 502 e 506 c.c.

Cassazione civile sez. II  30 marzo 2001 n. 4704  

 

La qualità di erede legittimo spettante allo Stato ai sensi degli art. 565 e 586 del c.c. vigente, comporta che nei suoi confronti, nonostante alcune peculiarità della relativa successione, sia applicabile la norma del comma 3 dell'art. 502 c.c. la quale prevede che i creditori e i legatari non presentatisi possono agire contro l'erede, entro il termine prescrizionale di tre anni ivi indicato, nei limiti della somma residuata dopo il pagamento dei creditori e dei legatari collocati nello stato di graduazione.

Cassazione civile sez. lav.  14 giugno 1989 n. 2873  

 

 

Imposte

Nei confronti del coerede che abbia accettato l'eredità con beneficio d'inventario e che abbia successivamente presentato istanza di definizione dell'imposta di successione ai sensi dell'art. 31, comma 2, del d.l. n. 429 del 1982, l'imposta dovuta sulla base di tale domanda di condono può essere liquidata nonostante sia ancora pendente il procedimento di liquidazione concorsuale dell'eredità beneficiata ai sensi degli art. 498 e 503 c.c.

Cassazione civile sez. trib.  08 giugno 2000 n. 7800  



 
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