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Art. 507 codice civile: Rilascio dei beni ai creditori e ai legatari

L’erede, non oltre un mese dalla scadenza del termine stabilito per presentare le dichiarazioni di credito, se non ha provveduto ad alcun atto di liquidazione, puo’ rilasciare tutti i beni ereditari a favore dei creditori e dei legatari (1).

A tal fine l’erede deve, nelle forme indicate dall’articolo 498, dare avviso ai creditori e ai legatari dei quali è noto il domicilio o la residenza; deve iscrivere la dichiarazione di rilascio nel registro delle successioni, annotarla in margine alla trascrizione prescritta dal secondo comma dell’art. 484, e trascriverla (2) presso gli uffici dei registri immobiliari dei luoghi in cui si trovano gli immobili ereditari e presso gli uffici dove sono registrati i beni mobili.

Dal momento in cui è trascritta la dichiarazione di rilascio, gli atti di disposizione dei beni ereditari compiuti dall’erede sono senza effetto rispetto ai creditori e ai legatari.

L’erede deve consegnare i beni al curatore nominato secondo le norme dell’articolo seguente. Eseguita la consegna, egli resta liberato da ogni responsabilità per i debiti ereditari (3).


Commento

(1) Il rilascio dei beni ai creditori non soddisfa in pieno i diritti di questi ultimi: tuttavia permette all’erede di abbandonare l’amministrazione dei beni ereditari, trasferendone la cura ad un altro soggetto.

 

(2) La trascrizione ha invece valore costitutivo, nel senso che, una volta avvenuta, l’erede non potrà più disporre dei beni ereditari.

 

(3) Occorre precisare che in tal modo l’erede non si priva del diritto di proprietà sui beni, come è confermato dal fatto che, se c’è un residuo nella liquidazione, gli dovrà essere attribuito.

 

 

Scopo dell’istituto è sollevare l’erede dalla responsabilità per i debiti ereditari, nonché metterlo al riparo dalla decadenza dal beneficio d’inventario.


Giurisprudenza annotata

Successioni

In tema di successione ereditaria, il rilascio dei beni da parte dell'erede beneficiato, ai sensi dell'art. 507 c.c., non comporta il trasferimento della relativa proprietà ai creditori o al curatore nominato ai sensi dell'art. 508 c.c., verificandosi un'ipotesi di semplice abbandono, da parte dell'erede stesso, dei poteri di amministrazione e disposizione a lui riconosciuti, con subingresso del curatore quale titolare dell'ufficio di liquidazione. Ne consegue che, nei giudizi in cui si controverta della proprietà dei beni ereditari, è necessaria la partecipazione non soltanto del curatore, ma anche dell'erede beneficiato, risultando "inutiliter data" una sentenza eventualmente pronunciata in sua assenza. Integra contraddittorio

Cassazione civile sez. II  14 giugno 2013 n. 15038  

 

Se il bene che reca pregiudizio per la collettività non risulta tra quelli oggetto dell'inventario o consegnati al curatore, la eventuale consegna dei beni ai creditori (che comunque determina l'abbandono da parte dell'erede dei poteri di amministrazione e di disposizione, ma non anche la perdita del diritto di proprietà), non assume, riguardo al bene in questione, l'effetto liberatorio di cui all'art. 507, comma 4, c.c.

Consiglio di Stato sez. V  19 settembre 2012 n. 4968

 

Dopo la morte del "de cuius", l'erede risponde dei fatti ascrivibili al precedente possessore ex art. 1146 c.c. e dell'incuria del bene in pregiudizio per la collettività, fino al rilascio di esso a termini degli art. 507 e 508 c.c.

Consiglio di Stato sez. V  19 settembre 2012 n. 4968  

 

Con il rilascio dei beni ai creditori ai sensi dell'art. 507 c.c. e la nomina da parte dell'autorità giudiziaria di un curatore ai sensi dell'art. 508 c.c. gli eredi sono liberati dall'onere di curare sotto la propria responsabilità la liquidazione del patrimonio, anche se non sono privati della proprietà dei beni; i creditori possono presentare la loro dichiarazione di credito al curatore e il reclamo avverso lo stato di graduazione predisposto da quest'ultimo va proposto contro di lui, unico legittimato passivo fino a che gli eredi non siano rientrati nel possesso dei beni.

Corte appello Milano  12 marzo 2004

 

In tema di successione ereditaria, il rilascio dei beni da parte dell'erede beneficiato, ex art. 507 c.c., non comporta il trasferimento della relativa proprietà ai creditori o al curatore nominato ai sensi del successivo art. 508, verificandosi, per converso, nella specie, una ipotesi di semplice abbandono, da parte dell'erede stesso, dei poteri di amministrazione e di disposizione a lui in precedenza riconosciuti, e di subingresso del curatore nella qualità di titolare dell'ufficio di liquidazione. Ne consegue che, nei giudizi in cui si controverta della proprietà dei beni ereditari, è necessaria la partecipazione non soltanto del curatore, ma anche dell'erede beneficiato, risultando inutiliter data una sentenza eventualmente pronunciata in sua assenza.

Cassazione civile sez. II  09 gennaio 1999 n. 123  

 

 

Imposta di registro

Il curatore - nominato ai sensi dell'art. 508 c.c. - dell'eredità accettata con beneficio d'inventario e rilasciata ai creditori non è legittimato ad impugnare l'avviso di liquidazione dell'imposta di successione notificato all'erede dall'ufficio del registro.

Cassazione civile sez. I  11 novembre 1991 n. 12027  



 
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