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Art. 508 codice civile: Nomina del curatore

Trascritta la dichiarazione di rilascio (1), il tribunale del luogo dell’aperta successione, su istanza dell’erede o di uno dei creditori o legatari, o anche d’ufficio, nomina un curatore, perché provveda alla liquidazione secondo le norme degli articoli 498 e seguenti (2).

Il decreto di nomina del curatore è’ iscritto nel registro delle successioni.

Le attività che residuano, pagate le spese della curatela e soddisfatti i creditori e i legatari collocati nello stato di graduazione, spettano all’erede, salva l’azione dei creditori e legatari, che non si sono presentati, nei limiti determinati dal terzo comma dell’art. 502 (3).



Commento

Curatela: è l’assistenza prescritta dalla legge a tutela di particolari interessi; in materia ereditaria il curatore tutela gli interessi dell'erede e ei creditori e legatari.

 

(1) Se la trascrizione non viene effettuata perché mancano i beni immobili o beni mobili registrati, si procederà alla nomina del curatore una volta che la dichiarazione di rilascio sia divenuta definitiva.

 

(2) Il curatore non potrà determinare la decadenza dell’erede dal beneficio d’inventario con la sua gestione, ma sarà responsabile nei confronti di quest’ultimo, come pure dei creditori e dei legatari, per la cattiva amministrazione, anche al di fuori dei casi di colpa grave.

 

(3) Il diritto si prescrive in tre anni.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

In tema di successione ereditaria, il rilascio dei beni da parte dell'erede beneficiato, ai sensi dell'art. 507 c.c., non comporta il trasferimento della relativa proprietà ai creditori o al curatore nominato ai sensi dell'art. 508 c.c., verificandosi un'ipotesi di semplice abbandono, da parte dell'erede stesso, dei poteri di amministrazione e disposizione a lui riconosciuti, con subingresso del curatore quale titolare dell'ufficio di liquidazione. Ne consegue che, nei giudizi in cui si controverta della proprietà dei beni ereditari, è necessaria la partecipazione non soltanto del curatore, ma anche dell'erede beneficiato, risultando "inutiliter data" una sentenza eventualmente pronunciata in sua assenza. Integra contraddittorio

Cassazione civile sez. II  14 giugno 2013 n. 15038  

 

Dopo la morte del "de cuius", l'erede risponde dei fatti ascrivibili al precedente possessore ex art. 1146 c.c. e dell'incuria del bene in pregiudizio per la collettività, fino al rilascio di esso a termini degli art. 507 e 508 c.c.

Consiglio di Stato sez. V  19 settembre 2012 n. 4968  

 

Con il rilascio dei beni ai creditori ai sensi dell'art. 507 c.c. e la nomina da parte dell'autorità giudiziaria di un curatore ai sensi dell'art. 508 c.c. gli eredi sono liberati dall'onere di curare sotto la propria responsabilità la liquidazione del patrimonio, anche se non sono privati della proprietà dei beni; i creditori possono presentare la loro dichiarazione di credito al curatore e il reclamo avverso lo stato di graduazione predisposto da quest'ultimo va proposto contro di lui, unico legittimato passivo fino a che gli eredi non siano rientrati nel possesso dei beni.

Corte appello Milano  12 marzo 2004

 

In tema di successione ereditaria, il rilascio dei beni da parte dell'erede beneficiato, ex art. 507 c.c., non comporta il trasferimento della relativa proprietà ai creditori o al curatore nominato ai sensi del successivo art. 508, verificandosi, per converso, nella specie, una ipotesi di semplice abbandono, da parte dell'erede stesso, dei poteri di amministrazione e di disposizione a lui in precedenza riconosciuti, e di subingresso del curatore nella qualità di titolare dell'ufficio di liquidazione. Ne consegue che, nei giudizi in cui si controverta della proprietà dei beni ereditari, è necessaria la partecipazione non soltanto del curatore, ma anche dell'erede beneficiato, risultando inutiliter data una sentenza eventualmente pronunciata in sua assenza.

Cassazione civile sez. II  09 gennaio 1999 n. 123  

 

 

Imposte

In caso di rilascio dei beni ereditari in favore dei creditori e dei legatari, a seguito di accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario, l'Amministrazione finanziaria, pur non potendo insinuare nella procedura di liquidazione il proprio credito relativo all'imposta di successione, il quale sorge nei confronti dell'erede in relazione a quanto residuerà a seguito della definitività dello stato di graduazione, può controllare le operazioni della procedura, notificando l'avviso di liquidazione, oltre che all'erede, anche al curatore nominato ai sensi dell'art. 508 c.c., il quale è legittimato ad impugnarlo, in qualità di assegnatario ed amministratore dell'eredità medesima, risultando inutiliter data una sentenza eventualmente pronunciata in assenza di uno dei predetti soggetti.

Cassazione civile sez. trib.  21 febbraio 2008 n. 4419  



 
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