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Art. 511 codice civile: Spese

Le spese dell’apposizione dei sigilli, dell’inventario e di ogni altro atto dipendente dall’accettazione con beneficio d’inventario sono a carico dell’eredità (1).


Commento

(1) All’erede che ha accettato con beneficio d’inventario non spetta alcun compenso per l’opera svolta, dal momento che egli ha agito anche nell’interesse proprio.

Qualora si sia avvalso dell’opera di altre persone, il relativo compenso sarà detratto dal ricavato della liquidazione, con precedenza assoluta rispetto ai creditori ereditari e ai legatari.

 


Giurisprudenza annotata

Successione

Le spese in prededuzione, ai sensi dell'art. 511 c.c., sono a carico dell'eredità e vanno a ridurre l'attivo ereditario. Le spese in questione non devono dunque essere pagate nel quadro della graduazione, ma devono essere prelevate prima di eseguire pagamenti a creditori e legatari, e pagate man mano che maturano e diventano liquide.

Tribunale Modena  21 ottobre 2003

 

Qualora l'eredità sia stata accettata con beneficio d'inventario dal rappresentante legale del minore, debitamente autorizzato, quest'ultimo, entro un anno dal compimento della maggiore età, può rinunziarvi, e non possono essere poste a suo carico le spese per l'inventario.

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2000 n. 9648  

 

In mancanza di testamento, le spese di inventario, che l'art. 511 c.c. prevede essere a carico dell'eredità, devono essere addebitate alle persone indicate dall'art. 565 c.c., sulla successione legittima, ed, in mancanza di altri successibili, allo Stato, nei limiti di cui all'art. 586 c.c.

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2000 n. 9648  

 

Con lo stabilire che "le spese dell'apposizione dei sigilli, dell'inventario e di ogni altro atto dipendente dall'accettazione con beneficio di inventario sono a carico dell'eredità", l'art. 511 c.c. detta, per tali spese, un regime particolare, prevalente su quello dell'art. 90 c.p.c., che rimane operante solo per quanto attiene all'onere dell'anticipazione.

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2000 n. 9648  

 

Il notaio, nell'assolvimento dei compiti inerenti ad un'accettazione di eredità con beneficio d'inventario, opera quale ausiliario del giudice che lo ha nominato, sicché la sua eventuale designazione da parte dell'erede accettante con beneficio si configura come semplice indicazione e non come vero e proprio conferimento di incarico professionale.

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2000 n. 9648  



 
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