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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 518 codice civile: Separazione riguardo agli immobili

Riguardo agli immobili e agli altri beni capaci d’ipoteca, il diritto alla separazione si esercita mediante l’iscrizione del credito o del legato sopra ciascuno dei beni stessi. L’iscrizione si esegue nei modi stabiliti per iscrivere le ipoteche, indicando il nome del defunto e quello dell’erede, se è conosciuto, e dichiarando che l’iscrizione stessa viene presa a titolo di separazione dei beni. Per tale iscrizione non è necessario esibire il titolo.

Le iscrizioni a titolo di separazione, anche se eseguite in tempi diversi, prendono tutte il grado della prima (1) e prevalgono sulle trascrizioni ed iscrizioni contro l’erede o il legatario, anche se anteriori (2).

Alle iscrizioni a titolo di separazione sono applicabili le norme sulle ipoteche.


Commento

Titolo: fatto o atto giuridico per effetto del quale un diritto viene attribuito ad un soggetto, nonché il documento che lo comprova.

 

 

(1) Anche per la separazione vige il principio di retroattività degli effetti, ossia questa si considera avvenuta al momento dell’apertura della successione.

 

(2) Per converso, invece, alle iscrizioni o trascrizioni effettuate contro il defunto, si applicherà il criterio della prevenzione: ossia, tra queste e le iscrizioni in separazione prevarranno quelle effettuate per prime.

 


Giurisprudenza annotata

Successione

Il termine per richiedere la separazione dei beni del defunto da quelli dell'erede, a norma dell'art. 516 c.c., è un termine di decadenza - e come tale di natura perentoria - della durata di tre mesi, che inizia a decorrere dal momento dell'apertura della successione, e non dal momento della conoscenza della morte del "de cuius", nè tanto meno dal momento dell'iscrizione del credito o del legato al competente ufficio delle ipoteche (adempimento necessario, ai sensi dell'art. 518 c.c., per esercitare il diritto alla separazione riguardo agli immobili e agli altri beni suscettibili di iscrizione ipotecaria).

Cassazione civile sez. III  23 febbraio 2004 n. 3546  

 

 

Esecuzione immobiliare

Il pignoramento immobiliare è opponibile ai creditori fallimentari dell'erede e del debitore esecutato; pertanto, il creditore pignorante e quelli intervenuti nel processo esecutivo già pendente al momento del decesso del debitore non sono tenuti a chiedere la separazione dei beni pignorati, già vincolati al soddisfacimento dei loro crediti.

Tribunale Napoli  18 giugno 1993

 

Il pignoramento immobiliare è opponibile ai creditori fallimentari dell'erede del debitore esecutato; pertanto, il creditore pignorante e quelli intervenuti nel processo esecutivo già pendente al momento del decesso del debitore non sono tenuti a chiedere la separazione dei beni pignorati, già vincolati al soddisfacimento esclusivo dei loro crediti.

Tribunale Napoli  11 novembre 1991



 
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