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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 52 codice civile: Effetti della immissione nel possesso temporaneo

L’immissione nel possesso temporaneo dei beni deve essere preceduta dalla formazione dell’inventario dei beni.

Essa attribuisce a coloro che l’ottengono e ai loro successori l’amministrazione (1) dei beni dell’assente, la rappresentanza di lui in giudizio e il godimento delle rendite dei beni nei limiti stabiliti nell’articolo seguente (2).


Commento

Inventario: atto con cui si certifica la composizione e lo stato di un determinato patrimonio; esso consiste nella formazione di un elenco dei singoli beni che lo compongono, con la relativa descrizione.

Rendita: prestazione periodica di denaro o di altre cose fungibili corrisposta in cambio del trasferimento di un bene immobile (cd. rendita fondiaria [v. 1863]) o della cessione di un capitale (cd. rendita semplice [v. 1863]). Essa può avere durata illimitata (cd. rendita perpetua [v. 1861]) o durata limitata alla vita del beneficiario (cd. rendita vitalizia [v. 1872]).

 

(1) Colui che ottiene l’immissione nel possesso dei beni dell’assente può realizzare su di essi anche atti di disposizione, nei limiti previsti dall’art. 54 oltre a quelli semplicemente conservativi.

(2) L’immesso è tenuto, altresì, a pagare i debiti dell’assente, ma con i beni che sono nel suo possesso temporaneo.

 

 

L’immissione nel possesso dei beni dell’assente non comporta per l’immesso l’acquisto della proprietà dei beni stessi ma gli attribuisce un diritto di godimento su cosa altrui.


Giurisprudenza annotata

 

Previdenza ed Assistenza

Qualora, a seguito della dichiarazione di assenza di una persona, il coniuge di quest'ultima si rivolga al giudice per ottenere dall'ente previdenziale (nella specie l'Inps) l'erogazione della pensione di riversibilità quale coniuge superstite, se il diritto alla pensione (diretta) del coniuge assente sia contestato dall'ente erogatore, va dichiarato il diritto del coniuge, per il solo fatto della dichiarazione pregressa di assenza, di chiedere, in via amministrativa e, se del caso, giudiziaria (davanti al giudice previdenziale) la pensione di riversibilità a seguito della morte dell'assente; tale pronuncia sarà vincolante nel successivo procedimento, nel senso che il diritto alla pensione non potrà essere negato per il fatto che non risulti la morte del coniuge dell'istante, ma solo la sua assenza.

Tribunale Catania  04 giugno 1993

 

La competenza del pretore, in funzione di giudice del lavoro, a norma degli art. 413 e 442 c.p.c. sulla domanda diretta al conseguimento di prestazioni previdenziali od assicurative obbligatorie, va affermata anche quando la domanda medesima, anziché dall'assicurato, dichiarato assente ai sensi dell'art. 49 c.c., venga proposta dai presunti superstiti, in base alla pretesa di ammissione all'esercizio temporaneo dei diritti derivanti dalla morte dell'assente, attesocche , pure in tale situazione, non muta l'oggetto della controversia, e si esula dalle ipotesi di competenza del tribunale previste dall'art. 50 c.c. in relazione all'esercizio temporaneo dei suddetti diritti.

Cassazione civile sez. lav.  14 gennaio 1983 n. 299  

 

 

Assenza e morte presunta

Il negozio dispositivo di beni della persona dichiarata assente posto in essere dal suo presunto erede, sebbene inficiato dalla carenza di legittimazione di quest'ultimo, il quale, ancorché immesso nel possesso di tali beni, non ha il potere di disporne (art. 52 e 54 c.c.), non rimane caducato quando - dichiarata la morte presunta dell'assente e verificatasi conseguentemente, alla stregua degli art. 58 e 456 c.c., l'apertura della successione al medesimo al momento dell'ultima sua notizia - risulti che detto erede, allora non legittimato, era effettivamente titolare del diritto oggetto del negozio, poiché, per effetto del postumo riconoscimento in capo a lui di siffatta titolarità, si determina il consolidamento della stessa e della correlativa legittimazione, Ne consegue che colui che si accolla le obbligazioni di un concordato fallimentare (assuntore), dietro corrispettivo della cessione dei beni dell'attivo, si sostituisce al fallito anche nella titolarità di quelli di tali beni che il medesimo abbia acquistato come erede dell'assente di cui sia stata dichiarata la morte presunta in epoca antecedente al concordato.

Cassazione civile sez. I  24 gennaio 1981 n. 536

 

In caso di morte di colui che, ai sensi dell'art. 50 comma 2 c.c., sarebbe erede dell'assente, si determina immediatamente in capo ai suoi successori il subingresso nella titolarità dell'azione volta a ottenere l'immissione nel possesso temporaneo dei beni, senza che possa darsi luogo alla sostituzione prevista nel testamento. L'apertura della successione e la delazione dell'eredità si verificano nel giorno a cui risale l'ultima notizia dell'assente.

Tribunale Verona  03 agosto 2000



 
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