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Art. 522 codice civile: Devoluzione nelle successioni legittime

Nelle successioni legittime (1) la parte di colui che rinunzia si accresce a coloro che avrebbero concorso col rinunziante, salvo il diritto di rappresentazione e salvo il disposto dell’ultimo comma dell’art. 571 (2). Se il rinunziante è solo, l’eredità si devolve a coloro ai quali spetterebbe nel caso che egli mancasse.


Commento

Devoluzione: fenomeno che comporta un trasferimento di diritti da una persona all’altra.

 

(1) La devoluzione rappresenta un effetto indiretto della rinunzia, in quanto l’acquisto dell’eredità da parte degli altri chiamati richiede pur sempre una loro manifestazione di volontà.

 

(2) Se chiamati all’eredità sono i genitori e i fratelli del defunto e i primi hanno rinunziato, i relativi diritti non si trasmettono ai fratelli, ma agli ulteriori ascendenti (es.: nonni), se ve ne sono.

 

 

Funzione della norma è di assicurare che l’eredità venga mantenuta nell’ambito della famiglia del defunto, in conformità ad una presunta volontà dello stesso.

 


Giurisprudenza annotata

Successione

In tema di accrescimento della quota ereditaria, va rilevato la quota del coerede rinunziante si accresce "ipso iure" in forza del combinato disposto degli artt. 522 e 676 cod. civ., a favore di coloro che avrebbero con lui concorso; non è, a tal fine, necessaria una specifica accettazione dei subentranti, poiché l'acquisto per accrescimento consegue all'espansione dell'originario diritto all'eredità, già sussistente in capo ai subentranti, con l'ulteriore conseguenza che, una volta determinatosi tale acquisto, la rinunzia all'eredità diviene irrevocabile.

Tribunale Milano sez. IV  24 ottobre 2014 n. 12542  

 

I fatti costitutivi del diritto di accrescimento - rinunzia di un erede, con acquisto "ipso iure" della sua quota da parte dei coeredi - prescindono dall'esistenza di un altrui diritto di rappresentazione, che, ai sensi dell'art. 522 c.c. ("salvo il diritto di rappresentazione"), si configura quale mero fatto impeditivo, rilevante in forma di eccezione; tale eccezione non è rilevabile d'ufficio dal giudice, ma rientra nella disponibilità della parte, in quanto il sistema successorio dispiega in ogni caso i propri effetti, consolidando l'intero compendio ereditario o in capo ai beneficiari dell'accrescimento o in capo a chi succede per rappresentazione.

Cassazione civile sez. II  21 maggio 2012 n. 8021  

 

In forza del combinato disposto degli art. 522 e 676 c.c., la quota del coerede rinunziante si accresce "ipso iure" a favore di coloro che avrebbero con lui concorso, senza che sia necessaria una specifica accettazione dei subentranti, atteso che l'acquisto per accrescimento consegue all'espansione dell'originario diritto all'eredità, già sussistente in capo ai subentranti, con l'ulteriore conseguenza che, determinatosi tale acquisto, la rinunzia all'eredità diviene irrevocabile.

Cassazione civile sez. II  21 maggio 2012 n. 8021  

 

Ai fini dell'individuazione della quota di riserva spettante alle singole categorie di legittimari ed ai singoli legittimari nell'ambito della medesima categoria, occorre far riferimento alla situazione esistente al momento dell'apertura della successione e non a quella che si viene a determinare per effetto del mancato esperimento, per rinunzia o prescrizione, dell'azione di riduzione da parte di taluno dei legittimari. Conferma App. Trento 1 dicembre 2000

Cassazione civile sez. un.  09 giugno 2006 n. 13429  

 

In caso di disposizione "mortis causa" concernente attribuzione della qualità di erede ad un'erigenda fondazione, la morte dell'esecutore testamentario incaricato di provvedere alla istituzione della stessa estingue il rapporto di mandato e determina l'inefficacia della disposizione testamentaria. In tale ipotesi, in applicazione analogica della norma di cui all'art. 522 c.c., non potendosi far luogo alla rappresentazione in mancanza della venuta ad esistenza dell'erede e non potendo operare l'accrescimento in difetto di nomina di altri eredi, deve ritenersi automaticamente operante la delazione legittima.

Tribunale Marsala  14 giugno 2004

 

L'apertura della successione fa sorgere nei destinatari della "vocatio" il diritto di accettare l'eredità, soggetto al termine di prescrizione di dieci anni, salvo che si tratti di "chiamati ulteriori". Sono da considerare tali soltanto coloro che subentrano in luogo dei rinunzianti, secondo il meccanismo delle devoluzioni disciplinato dagli art. 522 e 523 c.c.

Cassazione civile sez. II  22 settembre 2000 n. 12575  



 
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