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Art. 528 codice civile: Nomina del curatore

Quando il chiamato non ha accettato l’eredità e non è nel possesso di beni ereditari, il tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, su istanza delle persone interessate o anche d’ufficio, nomina un curatore dell’eredità (1).

Il decreto di nomina del curatore, a cura del cancelliere, è pubblicato per estratto nel foglio degli annunzi legali della provincia e iscritto nel registro delle successioni.



Commento

Eredità giacente: condizione dei beni ereditari nel periodo di tempo compreso tra l’apertura della successione e l’accettazione dell’eredità da parte di un chiamato.

Curatore dell’eredità giacente: soggetto incaricato della funzione di gestire l’eredità fino al momento in cui questa non venga accettata.

 

(1) Il curatore non è un rappresentante dell’eredità, bensì ha il compito di amministrare la stessa, conservandone immutata la consistenza.

 

 

L’istituto dell’eredità giacente ha lo scopo di evitare che, tra il momento dell’apertura della successione e l’accettazione, i beni ereditari restino privi di tutela. Difatti, con la morte del de cuius, il chiamato all’eredità non acquista ipso iure la qualità di erede, stante la necessità di una manifestazione di volontà diretta in tal senso denominata accettazione e può darsi che, talvolta, l’erede lasci passare del tempo prima di accettare e si mostri inerte nell’esercizio dei poteri di vigilanza, di amministrazione, di conservazione.

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

È inammissibile il ricorso straordinario per cassazione proposto direttamente avverso il decreto di liquidazione del compenso al curatore dell'eredità giacente. Dichiara inammissibile ricorso avverso Trib. Savona-Albenga, decr. 21 settembre 2009

Cassazione civile sez. VI  10 dicembre 2012 n. 22490  

 

Il curatore dell'eredità giacente, per ottenere la liquidazione del compenso per l'incarico espletato, deve proporre l'istanza nei confronti degli aventi diritto all'eredità, ovvero, ove i chiamati vi abbiano rinunciato, degli ulteriori successibili, oltre che degli eventuali creditori dell'eredità e dei soggetti comunque interessati a proporre azioni nei confronti dell'eredità medesima, instaurando nei loro riguardi il contraddittorio. In difetto, il procedimento di liquidazione è affetto da nullità, e non produce alcuna efficacia la pronuncia emessa dal giudice competente nei confronti dei contraddittori non sentiti. (Nella specie, la S.C., enunciando il suddetto principio, ha cassato il decreto impugnato ritenendo sussistente la violazione del contraddittorio, poiché, pur risultando dagli atti del procedimento che gli eredi legittimi del de cuiusavevano rinunciato all'eredità anteriormente alla proposizione del ricorso da parte del curatore dell'eredità giacente per la liquidazione delle sue competenze, il contraddittorio si sarebbe, comunque, dovuto instaurare nei riguardi sia degli eventuali chiamati in rappresentanza degli eredi legittimi rinuncianti, sia dello Stato, chiamato per delazione successiva anche in caso di rinuncia dei chiamati per delazione diretta, oltre che dei creditori, pur esistenti, dell'eredità e, comunque, nei confronti dei soggetti titolari di diritti che li avrebbero legittimati a proporre azioni contro l'eredità giacente).

Cassazione civile sez. II  09 marzo 2006 n. 5082  

 

Poiché, ai sensi dell'art. 529 c.c., il curatore dell'eredità giacente, seppure non è un rappresentante in senso proprio del chiamato all'eredità, è legittimato sia attivamente che passivamente in tutte le cause che riguardano l'eredità e il cui svolgimento rientra negli scopi che la sua attività è destinata a realizzare in rapporto agli interessi che ne rappresentano il presupposto, costituisce valido atto interruttivo del decorso della prescrizione l'atto di citazione notificato - in una controversia relativa a diritti ereditari - al curatore dell'eredità giacente.

Cassazione civile sez. II  16 marzo 2004 n. 5334  

 

Nel concorso di più chiamati all'eredità, alcuni soltanto accettanti l'eredità stessa, non è legittimamente configurabile, con riguardo agli altri chiamati non accettanti, la fattispecie dell'eredità giacente "pro quota" (che giustifichi la nomina di un curatore ex art. 528 - 532 c.c.), atteso che la funzione dell'istituto "de quo" è quello della conservazione ed amministrazione del patrimonio ereditario nel suo complesso, e non in una sola sua parte, in attesa della definitiva devoluzione a che ne abbia titolo.

Cassazione civile sez. II  22 febbraio 2001 n. 2611  

 

 

Peculato

Risponde del reato di peculato il curatore dell'eredità giacente che si appropria di un bene del "de cuius", atteso che la nomina a curatore dell'eredità giacente, ex art. 528 c.c., determina la qualifica di ausiliare del giudice di cui all'art. 68 c.p.c.

Cassazione penale sez. VI  09 aprile 2010 n. 34335  

 

Integra il delitto di peculato il curatore dell'eredità giacente che si appropri di un bene ereditario, anche qualora sia stato nominato all'esito di una procedura attivata in assenza dei presupposti di legge. Rigetta, App. Genova, 18/06/2009

Cassazione penale sez. VI  09 aprile 2010 n. 34335  



 
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