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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 53 codice civile: Godimento dei beni

Gli ascendenti, i discendenti (1) e il coniuge immessi nel possesso temporaneo dei beni ritengono a loro profitto la totalità delle rendite (2). Gli altri devono riservare (3) all’assente il terzo delle rendite.


Commento

Rendita: [v. 52].

 

 

(1) Sulla nozione di parentela v. sub art. 74.

(2) Questo diritto ha ad oggetto soltanto le rendite maturate dopo l’immissione nel patrimonio dell’assente; quelle maturate precedentemente, invece, restano nel patrimonio dell’assente.

(3) Quando una parte delle rendite deve essere accantonata in favore dell’assente, essa viene a costituire un patrimonio autonomo, quindi distinto da quello originario dell’assente. Questi beni verranno attribuiti ad un soggetto determinato solo quando sarà risolta la situazione di incertezza prodotta dall’assenza.

 

 

L’attribuzione delle rendite agli immessi nel possesso si giustifica come compenso per l’amministrazione dei beni.


Giurisprudenza annotata

Costituzionalità

In relazione alle q.l.c. degli art. 4 comma 1 lett. b) n. 2 e 3 d.lg. 23 dicembre 1998 n. 504, e 1 comma 2 l. 3 agosto 1998 n. 288, censurati in riferimento agli art. 23, 53 e 76 cost., va rigettata l’eccezione di inammissibilità delle stesse per omessa considerazione, da parte del rimettente, delle modifiche normative intervenute anteriormente al deposito dell’ordinanza di rimessione, in quanto dette modifiche non sono applicabili alla controversia e non hanno fatto venire meno la rilevanza della questione.

Corte Costituzionale  26 ottobre 2007 n. 350

 

Previdenza ed assistenza

L'art. 16 del d.P.R. 31 dicembre 1971 n. 1420 - il quale, regolando i rapporti fra l'assicurazione generale obbligatoria i.v.s. per i lavoratori dipendenti gestita dall'INPS e l'analoga assicurazione gestita dall'ENPALS per i lavoratori dello spettacolo, dispone (fra l'altro) che coloro che possono far valere contributi presso ambedue gli enti possono presentare la domanda di pensione all'uno o all'altro di essi ed hanno diritto alla liquidazione di una sola pensione, previa totalizzazione dei contributi versati ed accreditati presso i due enti - non è sospettabile d'illegittimità costituzionale con riguardo agli artt. 3, comma 1, 36, comma 1, 38, comma 2, e 53, comma 1, cost., giustificandosi l'anzidetto cumulo delle contribuzioni, e la liquidazione di una sola pensione (anziché di due pensioni a carico di ciascuna delle gestioni suddette), in considerazione della saltuarietà e discontinuità dell'attività nel settore dello spettacolo, alla quale si aggiunge, nei periodi di mancanza della medesima, l'occupazione in altri settori lavoratori.

Cassazione civile sez. lav.  21 luglio 1992 n. 8785  

 

Qualora, a seguito della dichiarazione di assenza di una persona, il coniuge di quest'ultima si rivolga al giudice per ottenere dall'ente previdenziale (nella specie l'Inps) l'erogazione della pensione di riversibilità quale coniuge superstite, se il diritto alla pensione (diretta) del coniuge assente sia contestato dall'ente erogatore, va dichiarato il diritto del coniuge, per il solo fatto della dichiarazione pregressa di assenza, di chiedere, in via amministrativa e, se del caso, giudiziaria (davanti al giudice previdenziale) la pensione di riversibilità a seguito della morte dell'assente; tale pronuncia sarà vincolante nel successivo procedimento, nel senso che il diritto alla pensione non potrà essere negato per il fatto che non risulti la morte del coniuge dell'istante, ma solo la sua assenza.

Tribunale Catania  04 giugno 1993

 

 

Imposte

Nella disciplina del condono fiscale di cui al d.l. 5 novembre 1973 n. 660 (convertito, con modificazioni, in l. 19 dicembre 1973 n. 823), il principio, secondo il quale la domanda di definizione agevolata non è revocabile e comporta la determinazione dei tributi dovuti sulla base dei criteri automatici fissati da tale decreto, senza che rilevi l'eventuale spettanza di esenzioni (quale sia il momento del loro riconoscimento), manifestamente non implica contrasto con i precetti costituzionali in tema d'imposizione fiscale, vertendosi in tema di effetti di una libera scelta del contribuente.

Cassazione civile sez. I  04 maggio 1990 n. 3723  

 

In relazione alle q.l.c. degli art. 4 comma 1 lett. b) n. 2 e 3 d.lg. 23 dicembre 1998 n. 504, e 1 comma 2 l. 3 agosto 1998 n. 288, censurati in riferimento agli art. 23, 53 e 76 cost., va rigettata l’eccezione di inammissibilità delle stesse per insufficiente descrizione della fattispecie oggetto del giudizio principale, in quanto la stessa può ricavarsi dalla lettura dell'ordinanza di rimessione.

Corte Costituzionale  26 ottobre 2007 n. 350  



 
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