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Art. 546 codice civile: Concorso di ascendenti legittimi, figli naturali e coniuge

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 19 MAGGIO 1975, N. 151


Giurisprudenza annotata

 

Esecuzione mobiliare

L'espropriazione presso terzi costituisce fattispecie a formazione progressiva nella quale il vincolo di indisponibilità sul bene nasce con la notifica dell'atto di pignoramento ai sensi dell'art. 543 c.p.c. e si perfeziona o con la dichiarazione positiva resa, nel corso dell'udienza, da parte del terzo oppure con la sentenza che sancisce l'esistenza del diritto del debitore nei confronti dello stesso. Gli effetti sostanziali del pignoramento, malgrado siffatta connotazione progressiva dell'espropriazione si producono, in ogni caso, al momento della notifica posto che, in applicazione degli art. 2913 e ss. c.c., sono privi di efficacia tutti gli atti aventi a oggetto i beni mobili o i crediti sottoposti alla procedura esecutiva a espresso presidio dell'effettività dell'azione esecutante. Nell'ipotesi, ricorrente nel caso specifico, di cessione di titoli sottoposti a pignoramento, deve pertanto essere ritenuta inefficace nei confronti del creditore procedente, l'atto di disposizione "de quo" (posto in essere dal terzo pignorato in aperto contrasto con quanto previsto dall'art. 546 c.c.), sino alla concorrenza della somma indicata nell'atto di pignoramento (che deve ritenersi, quindi, in ogni caso perfezionato).

Tribunale Vicenza  17 novembre 2010 n. 1795  

 

 

Successione

Nella successione legittima - diversamente da quel che accade nella successione necessaria, in cui i diritti compresi all'art. 540 comma 2 c.c. determinano un incremento quantitativo della quota spettante al coniuge superstite - non possono trovare applicazione gli istituti della disponibile e della quota di riserva. Ne consegue che l'enunciazione dei diritti di abitazione e di uso - i quali non si aggiungono ma vengono a comprendersi nella quota di eredità spettante a titolo di successione legittima - costituisce la mera indicazione dei beni che concorrono a formare la quota spettante nella successione legittima. Ciò, ovviamente, sul presupposto che tale quota sia in grado di realizzare il valore complessivo che al coniuge superstite compete in qualità di legittimario, costituito dalla quota di legittima in quota ex art. 540-548 c.c. più il valore dei diritti sulla casa familiare. Se il concorso è con eredi legittimari, poiché è impensabile che questi conseguano meno di quanto è ad essi riservato nella successione necessaria, l'eccedenza va ad incidere sulla legittima del coniuge, fino al limite del suo integrale sacrificio.

Tribunale Palermo sez. II  21 gennaio 2008

 

Anche con riguardo alle successioni apertesi prima della riforma introdotta dalla l. 19 maggio 1975 n. 151, e per il caso di successione legittima, limitatamente a quella parte dell'asse ereditario di cui non sia stato disposto con testamento (art. 457 c.c.), il coniuge del de cuius - fuori dall'ipotesi del legato in sostituzione di legittima, al quale non abbia rinunciato ai sensi dell'art. 551 c.c. - conserva la qualità di erede legittimo, nonostante sia beneficiario di una disposizione testamentaria legatizia, con la conseguenza che in tale qualità è legittimato ad agire in giudizio per il pagamento di crediti dell'eredità.

Cassazione civile sez. III  01 agosto 1987 n. 6646  



 
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