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Art. 551 codice civile: Legato in sostituzione di legittima

Se a un legittimario è lasciato un legato in sostituzione della legittima, egli può rinunziare al legato e chiedere la legittima (1).

Se preferisce di conseguire il legato, perde il diritto di chiedere un supplemento, nel caso che il valore del legato sia inferiore a quello della legittima, e non acquista la qualità di erede. Questa disposizione non si applica quando il testatore ha espressamente attribuito al legittimario la facoltà di chiedere il supplemento (2).

Il legato in sostituzione della legittima grava sulla porzione indisponibile. Se però il valore del legato eccede quello della legittima spettante al legittimario, per l’eccedenza il legato grava sulla disponibile.


Commento

Legato in sostituzione di legittima: disposizione testamentaria effettuata a favore di uno dei legittimari in sostituzione della quota di legittima: il legittimario può scegliere di rinunziare al legato e chiedere la legittima ovvero di conseguire il legato, perdendo il diritto di chiedere un supplemento nel caso che il valore del legato sia inferiore a quello della legittima.

Legittima: si intende la quota di legittima che la legge attribuisce ai legittimari.

 

(1) Il legittimario potrà così agire in riduzione solo ove rinunzi espressamente al legato: la disposizione testamentaria rimarrà così priva di effetti, in quanto destinata ad essere cancellata se si verifica la condizione risolutiva che l’erede rinunzi.

 

(2) È questo il cd. legato in conto di legittima che presuppone che il legatario sia stato autorizzato dal testatore a chiedere un supplemento, nel caso in cui il valore del legato sia inferiore al valore della legittima cui il legatario-legittimario ha diritto.

 

 

Prevedendo il legato in sostituzione di legittima, la legge permette di evitare un eccessivo frazionamento dei beni ereditari, consentendo al testatore di escludere dalla comunione ereditaria uno dei legittimari.

 

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

Ai fini della configurabilità del legato in sostituzione di legittima occorre che risulti l'intenzione del testatore di soddisfare il legittimario con l'attribuzione di beni determinati senza chiamarlo all'eredità.

Cassazione civile sez. II  03 novembre 2014 n. 23371  

 

Ai fini dell'individuazione del legato in sostituzione di legittima, non occorre che la scheda testamentaria usi formule sacramentali, essendo sufficiente che risulti l'intenzione del "de cuius" di soddisfare il legittimario con l'attribuzione di beni determinati senza chiamarlo all'eredità (come nella specie, avendo il testatore attribuito al legittimario "la sola casa... quale sua stretta legittima... a titolo di legittima che neanche merita"). Rigetta, App. Catania, 24/06/200

Cassazione civile sez. II  16 gennaio 2014 n. 824  

 

Il legato in sostituzione di legittima, previsto dall'art. 551 c.c., è una disposizione a titolo particolare sottoposta a condizione risolutiva, nel senso che l'eventuale rinuncia determina il venire meno della sostituzione e consente al legittimario di reclamare la quota di riserva spettantegli per legge sui beni ereditari. Ne consegue che il legatario, che abbia rinunciato al legato tacitativo in denaro, può conseguire la quota di legittima in natura, in base alla regola generale dettata dall'art. 718 c.c. Rigetta, App. Milano, 02/02/2007

Cassazione civile sez. II  27 giugno 2013 n. 16252  

 

In materia di successione testamentaria, nell'ipotesi in cui il testatore non manifesta con assoluta chiarezza l'intendimento di attribuire il legato in sostituzione o in conto di legittima, e dunque la volontà di estromettere il legittimario dalla successione ereditaria, ovvero di fare sì che il legato venga ricompreso e computato nella quota spettante a titolo di successione legittima, quest'ultima concorre con la successione testamentaria. In entrambi i casi, a ogni modo, l'intenzione del testatore deve emergere in maniera non equivoca sia da una espressa proposizione, sia dal complesso delle proposizioni nelle quali si articola la scheda testamentaria. In assenza di una tale espressa manifestazione di volontà del testatore, il legato deve ritenersi non attribuito né in sostituzione, né in conto di legittima. Nella specie, affermata, ma non supportata da alcun elemento concreto, la ritenuta sussistenza nel testamento di una disposizione costituente fegato in sostituzione di legittima, l'argomentazione non può essere condivisa, non emergendo la circostanza né da una clausola specifica, né dal tenore complessivo della scheda testamentaria.

Tribunale Trento  03 gennaio 2012 n. 1  

 

Va cassata, "in parte qua", la pronuncia di merito che, in relazione alle disposizioni testamentarie con cui il "de cuius" lasciava alla moglie l'usufrutto di alcuni immobili, oltre alla proprietà dei beni mobili e del denaro, abbia escluso la natura di legato in sostituzione di legittima, non tenendo conto del mancato riconoscimento alla moglie della facoltà, attribuita invece alla figlia, di scegliere tra legittima e legato, espressivo dell'intenzione del testatore di garantire alla prima soltanto ciò di cui ella aveva sempre fruito sin dall'epoca del matrimonio, senza chiamarla all'eredità (nella specie, si è negato che, a fronte dell'evidenziata circostanza, potesse in senso contrario valorizzarsi la circostanza che il testatore fosse convinto di aver disposto in conformità alle previsioni legislative sui diritti successori della moglie). Cassa App. Venezia 1 marzo 2006

Cassazione civile sez. II  10 giugno 2011 n. 12854  

 

Al fine della configurabilità del legato in sostituzione di legittima, occorre che risulti l'intenzione del testatore di soddisfare il legittimario con l'attribuzione di beni determinati senza chiamarlo all'eredità, intenzione che, in mancanza di formule sacramentali, peraltro non richieste, può desumersi anche dal complessivo contenuto dell'atto attraverso l'opportuna indagine interpretativa, sicché, in difetto di tale volontà, il legato deve ritenersi in conto di legittima. Lo stabilire se una disposizione testamentaria in favore di un legittimario integri un legato in sostituzione o in conto di legittima, implicando un apprezzamento dei fatti, è demandato al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se correttamente motivato.

Cassazione civile sez. II  09 settembre 2011 n. 18583  

 

 

Revocatoria

Non è ammissibile l'azione revocatoria ex art. 2901 c.c.. - la cui funzione è di conservazione della garanzia del patrimonio del debitore, attraverso l'inefficacia dell'atto di disposizione rispetto al creditore, e la conseguente possibilità di questi di soddisfarsi sul patrimonio del debitore - rispetto ad atti che si sostanziano nella rinunzia ad una facoltà, per effetto della quale non resta modificato, né attivamente né passivamente, il compendio patrimoniale quo ante del debitore, e che, pertanto, anche se dichiarati inefficaci nei confronti del creditore, in esito all'accoglimento dell'azione revocatoria, non consentirebbero il soddisfacimento del creditore e, quindi, il conseguimento dello scopo cui è preordinata l'azione revocatoria, secondo la ratio assegnatale dal legislatore. Nella specie, è inammissibile l'azione revocatoria rispetto all'atto di adesione al legato in sostituzione di legittima e di rinuncia all'esercizio dell'azione di riduzione per lesione di legittima, atteso che, sostanziandosi l'atto di disposizione nella rinuncia ad una facoltà, l'eventuale accoglimento dell'azione, con la dichiarazione di inefficacia dello stesso, non consentirebbe al creditore di soddisfare le proprie ragioni, restando i beni nella proprietà dei soggetti individuati dal "de cuius", sino al positivo esperimento dell'azione di riduzione, che presuppone la rinuncia al legato.

Cassazione civile sez. III  19 febbraio 2013 n. 4005

 



 
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