codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 556 codice civile: Determinazione della porzione disponibile

Per determinare l’ammontare della quota di cui il defunto poteva disporre si forma una massa di tutti i beni che appartenevano al defunto al tempo della morte, detraendone i debiti. Si riuniscono quindi fittiziamente (1) i beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione (2), secondo il loro valore determinato in base alle regole dettate negli articoli 747 a 750, e sull’asse così formato si calcola la quota di cui il defunto poteva disporre.


Commento

(1) Si parla di riunione fittizia perché si attua con un calcolo matematico un’operazione contabile che avviene solo sulla carta.

 

(2) Vanno computate le donazioni oggetto di simulazione relativa, ossia dissimulate sotto forma di atti a titolo oneroso, perché con esse i beni sono realmente usciti dal patrimonio del donante, anche se con una diversa veste giuridica.

Non devono essere calcolate, invece, le donazioni oggetto di simulazione assoluta, in quanto i beni relativi non sono mai usciti dal patrimonio del defunto e ricadono, pertanto, nel relictum.

 

 

La norma in esame, a tutela dei diritti dei legittimari, individua le operazioni necessarie per determinare la disponibile, che sono: a) formazione della massa dei beni relitti; b) detrazione dei debiti; c) riunione fittizia delle donazioni.

 


Giurisprudenza annotata

Successione

Al fine di accogliere la domanda di riduzione delle disposizioni lesive della quota di legittima è imprescindibile, sotto il profilo logico-giuridico, ai fini dell'accertamento dell'effettiva lesione della quota di riserva, formare - ai sensi dell'art. 556 c.c. - una massa di tutti i beni appartenenti al defunto al tempo della morte, atteso che tale disposizione è preordinata alla determinazione della porzione spettante al legittimario sull'attivo netto del patrimonio del defunto, composto dai beni da lui lasciati e da quelli dei quali abbia disposto a titolo gratuito con atti inter vivos.

Cassazione civile sez. II  23 dicembre 2014 n. 27352  

 

In considerazione dell'autonomia e della diversità dell'azione di divisione ereditaria rispetto a quella di riduzione, il giudicato sullo scioglimento della comunione ereditaria in seguito all'apertura della successione legittima non comporta un giudicato implicito sulla insussistenza della lesione della quota di legittima, sicché ciascun coerede condividente, pur dopo la sentenza di divisione divenuta definitiva, può esperire l'azione di riduzione della donazione compiuta in vita dal "de cuius" in favore di altro coerede dispensato dalla collazione, chiedendo la reintegrazione della quota di riserva e le conseguenti restituzioni. Cassa con rinvio, App. Campobasso, 21/02/2006

Cassazione civile sez. II  03 settembre 2013 n. 20143

 

In tema di successione necessaria, i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, riservati al coniuge ai sensi dell'art. 540, comma 2, c.c., si sommano alla quota spettante a questo in proprietà, e gravano in primo luogo sulla porzione disponibile, determinata, a norma dell'art. 556 c.c., considerando il valore del "relictum" (e del "donatum", se vi sia stato) comprensivo del valore capitale della casa familiare in piena proprietà, mentre, in caso di incapienza della disponibile, comportano la proporzionale riduzione della quota di riserva del medesimo coniuge, nonché, ove pure questa risulti insufficiente, delle quote riservate ai figli o agli altri legittimari. (Nella specie, alla luce dell'enunciato principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito la quale, allo scopo di determinare la legittima riservata ai figli del "de cuius", aveva calcolato la consistenza dell'asse ereditario dopo aver preliminarmente detratto il valore dei diritti di abitazione e di uso spettanti al coniuge). Cassa con rinvio, App. Roma, 28/02/2006

Cassazione civile sez. II  19 aprile 2013 n. 9651  

 

A tal fine, occorre procedere alla formazione del compendio dei beni relitti ed alla determinazione del loro valore al momento dell'apertura della successione; quindi, alla detrazione dal relictum dei debiti, da valutare con riferimento alla stessa data; e, ancora, alla riunione fittizia, cioè meramente contabile, tra attivo netto e donatum, costituito dai beni di cui sia stato disposto a titolo di donazione, da stimare, in relazione ai beni immobili ed ai beni mobili, secondo il loro valore al momento dell'apertura della successione (art. 747 e 750 c.c.) e, con riferimento al valore nominale, quanto alle donazioni in denaro (art. 751 c.c.). Devono calcolarsi, poi, la quota disponibile e la quota indisponibile sulla massa risultante dalla somma tra il valore del relictum al netto ed il valore del donatum ed imputarsi, infine, le liberalità fatte al legittimario, con conseguente diminuzione, in concreto, della quota ad esso spettante (art. 564 c.c.).

Cassazione civile sez. II  24 luglio 2012 n. 12919  

 

 

Divisione

Ai sensi dell’art. 556 c.c., per determinare la quota disponibile del patrimonio del “de cuius” e, conseguentemente, anche quella di riserva spettante all’erede legittimario, deve prima ricostruirsi l’asse ereditario mediante la concretazione e la stima dei beni che ne fanno parte (e la individuazione delle eventuali poste passive del patrimonio stesso), procedendo, nel caso che gli eredi siano stati beneficiati dal testatore con eventuali donazioni, alla riunione fittizia dei beni oggetto di tali liberalità, secondo il valore determinato in base agli artt. 747 e 750 c.c.; sul patrimonio così ricostruito si deve poi calcolare, ai sensi degli artt. 537 e ss. c.c., la quota di cui il defunto poteva disporre. In particolare, nell’ipotesi di acquisto di un immobile con denaro proprio del disponente ed intestazione ad altro soggetto, che il disponente medesimo intenda in tal modo beneficiare, con la sua adesione, la compravendita costituisce strumento formale per il trasferimento del bene ed il corrispondente arricchimento del patrimonio del destinatario, e, quindi, integra donazione indiretta del bene stesso, non del denaro. Pertanto, in caso di collazione, secondo le previsioni dell’art. 737 c.c., il conferimento deve avere ad oggetto l’immobile, non il denaro impiegato per il suo acquisto. (Nella specie, il Trib. ha accolto la domanda di riduzione proposta dall’attore, pretermesso dall’eredità, condannando il convenuto a corrispondergli una somma, a titolo di indennità di occupazione degli immobili facenti parte dell’asse ereditario, oltre alle somme maturande sino al momento di cessazione dell’occupazione esclusiva degli immobili stessi).

Tribunale Lucca  03 luglio 2013 n. 791  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti