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Art. 557 codice civile: Soggetti che possono chiedere la riduzione

La riduzione delle donazioni e delle disposizioni lesive della porzione di legittima non può essere domandata che dai legittimari e dai loro eredi o aventi causa (1).

Essi non possono rinunziare a questo diritto, finchè vive il donante, nè con dichiarazione espressa, nè prestando il loro assenso alla donazione.

I donatari e i legatari non possono chiedere la riduzione, nè approfittarne (2). Non possono chiederla né approfittarne nemmeno i creditori del defunto, se il legittimario avente diritto alla riduzione ha accettato con il beneficio d’inventario.


Commento

(1) Il diritto a chiedere la legittima può essere trasmesso sia per atto tra vivi, sia per atto a causa di morte. Potrà pertanto essere esercitato dagli eredi, dai legittimari, come pure dai loro creditori.

 

(2) Infatti la riduzione sarà esercitata contro di loro, essendo questi i beneficiari delle disposizioni lesive.

 

 


Giurisprudenza annotata

Successioni

Il legittimario pretermesso, sia nella successione testamentaria sia in quella ab intestato, il quale impugni per simulazione un atto compiuto dal de cuius a tutela del proprio diritto alla reintegrazione della quota di legittima, agisce in qualità di terzo e non in veste di erede, condizione che acquista, solo in conseguenza del positivo esercizio dell'azione di riduzione, e come tale non è tenuto alla preventiva accettazione dell'eredità con beneficio di inventario.

Cassazione civile sez. II  30 maggio 2014 n. 12221  

 

Il legittimario totalmente pretermesso, il quale proponga domanda di simulazione relativa di una compravendita, preordinata all'eventuale successivo esercizio dell'azione di riduzione, poiché agisce in qualità di terzo, non è tenuto alla preventiva accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, di cui all'art. 564 comma 1 c.c., in quanto egli acquisisce la qualità di erede, necessaria a tal fine, solo in conseguenza del positivo esercizio della medesima azione di riduzione.

Cassazione civile sez. II  24 marzo 2014 n. 6888  

 

In tema di successione necessaria, il diritto alla reintegrazione della quota, vantato da ciascun legittimario, è autonomo nei confronti dell'analogo diritto degli altri legittimari, spettando a ciascuno di essi solo una frazione della quota di riserva, sicché il giudicato sull'azione di riduzione promossa vittoriosamente da uno dei legittimari - se non può avere l'effetto di operare direttamente la reintegrazione spettante agli altri che abbiano preferito, pur essendo stati evocati nel processo di divisione contemporaneamente promosso, rimanere per questa parte inattivi - non preclude ad altro legittimario di agire separatamente, nell'ordinario termine di prescrizione, con l'azione di reintegrazione della quota di riserva per la parte spettantegli. Cassa con rinvio, App. Campobasso, 21/02/2006

Cassazione civile sez. II  03 settembre 2013 n. 20143  

 

Il legittimario totalmente pretermesso (nella specie, in caso di successione "ab intestato", per aver il "de cuius" disposto in vita dell'intero suo patrimonio), il quale proponga domanda di simulazione relativa di una compravendita, preordinata all'eventuale successivo esercizio dell'azione di riduzione, poiché agisce in qualità di terzo, non è tenuto alla preventiva accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, di cui all'art. 564 comma 1 c.c., acquisendo la qualità di erede, necessaria a tal fine, solo in conseguenza del positivo esercizio della medesima azione di riduzione. Cassa con rinvio, App. Roma, 12/09/2006

Cassazione civile sez. II  03 luglio 2013 n. 16635  

 

Condizione fondamentale per chiedere l'azione di riduzione delle donazioni o delle disposizioni lesive della porzione legittima, è soltanto quella di essere tra le persone indicate nell'art. 557 c.c., e cioè di rivestire la qualità di legittimario, mentre la condizione stabilita dall'art. 564, comma 1, c.c. della preventiva accettazione con beneficio di inventario vale solo per il legittimario che rivesta in pari tempo la qualità di erede e non trova applicazione nel caso in cui l'erede sia totalmente pretermesso.

Cassazione civile sez. II  03 luglio 2013 n. 16635  

 

 

Litisconsortio

La simulazione relativa di una compravendita conclusa tra un fratello e il comune genitore, poi defunto, dissimulante una donazione, ove sia dal legittimario dedotta quale oggetto di specifica e autonoma domanda, e non già in via meramente strumentale o incidentale a fini dell'esercizio dell'azione di riduzione, deve essere esercitata anche nei confronti degli altri fratelli divenuti eredi, quali successori anche essi del de cuius, parte del dedotto accordo simulatorio e, in quanto tale, litisconsorte necessario. Qualora, peraltro, dalla documentazione in atti risulti che uno degli eredi, anteriormente al giudizio, ha ceduto con atto pubblico ad altro coerede la propria quota sull'eredità, dichiarando espressamente di non avere null'altro a pretendere, essendo stato soddisfatto di quanto spettantegli, detto erede non può qualificarsi litisconsorte necessario, spettando tale qualità ai cessionari e non al credente.

Cassazione civile sez. II  27 marzo 2013 n. 7789  



 
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